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Perché avvicinarsi alla sessualità attraverso la pornografia e la masturbazione è un rischio?

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Shutterstock | TheVisualsYouNeed

Catholic Link - pubblicato il 19/04/21

Intavolare un incontro sessuale a partire dall'esperienza apportata dalla pornografia o dalla masturbazione può lasciare delle ferite, sia in se stessi che negli altri

di Daniel Torres Cox

Molte volte si parla di “normalizzare” la sessualità, di far sì che smetta di essere un tabù perché uomini e donne possano goderne liberamente.

Nel contesto di questa “normalizzazione”, spesso si constata che, in termini di “conoscenza” di come funziona il proprio corpo o la propria sessualità, gli uomini sembrerebbero avere un “vantaggio”.

In effetti, i maschi si masturbano da un’età più tenera rispetto alle femmine, com’è anche vero che tra loro il consumo di pornografia sembra tristemente più normalizzato.

Per questo, per mettere la donna in una condizione di “uguaglianza” rispetto all’uomo, spesso si cerca di normalizzare anche in lei queste pratiche – pornografia e masturbazione –, perché possa “conoscere” il proprio corpo e come funziona la sua sessualità, senza chiedersi se queste pratiche siano davvero positive.

In questo post parleremo delle ragioni per le quali avvicinarsi alla sessualità partendo da questi aspetti rappresenta un rischio.

Il maschio ha dei vantaggi?

HAPPY COUPLE

Poco tempo fa, in riferimento a questo tema, una ragazza scriveva all’account di Ama Fuerte dicendo: “Quando arriva un incontro sessuale, ci troviamo di fronte a uomini che sanno già tutto sui propri genitali e su come funzionano, ma credono anche di sapere cosa piace o cosa va bene alle donne, perché purtroppo la maggior parte di loro ha fatto ricorso alla pornografia”.

“Per me”, proseguiva, “il problema di questo fatto è che alla fine l’incontro sessuale non diventa una scoperta reciproca, ma una scoperta guidata dall’uomo con quello che sa o crede di sapere sulle donne, e spesso centrato sul proprio piacere”.

Questa ragazza presentava un reclamo valido, ma “livellare” la donna proponendo per lei la masturbazione o l’accesso alla pornografia come qualcosa di normale non è livellare verso il basso?

Ciò che è bene per uno lo è per entrambi

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Prima di pretendere di normalizzare la masturbazione o la pornografia perché le donne siano “nelle stesse condizioni” degli uomini, è importante chiedersi se queste pratiche aiutano davvero a vivere una sessualità più piena.

Avvicinarsi alla sessualità attraverso la pornografia e la masturbazione presenta gravi rischi. Uno dei più rilevanti è che ci si concentra sul proprio piacere e sulla propria soddisfazione, dimenticandosi completamente dell’altro.

La pornografia insegna a vedere le persone come oggetti scartabili: se quella che appare nel video non mi piace la cambio. Nella masturbazione, è la persona a controllare i ritmi, per massimizzare il proprio piacere.

Intavolare un incontro sessuale a partire dall’esperienza apportata dalla pornografia o dalla masturbazione può lasciare delle ferite, sia in se stessi che negli altri: in sé perché si perde la capacità di fare di un incontro sessuale un momento di donazione e complicità all’interno del matrimonio – diventando piuttosto una manifestazione di dominio e possesso –, negli altri perché in un incontro in cui prevale un atteggiamento di uso, più che guadagnare un’esperienza si rimane con la sensazione che sia stato tolto qualcosa.

Il nostro autore ha anche un blog, www.amafuerte.com, su cui potrete trovare altri contenuti su questo tema.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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