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Suona il violoncello per accompagnare i pazienti nel fine-vita

Violoncelliste Claire Oppert

Claire Oppert.

Caroline Becker - pubblicato il 17/04/21

Arte-terapeuta e violoncellista di talento, Claire Oppert mette il suo dono a servizio dei pazienti in cure palliative. Un modo dolce di accompagnare per persone nell’ultimo tratto della vita.

«Le suite di Bach dal vivo valgono più di tutta la morfina del mondo», ha dichiarato ai microfoni dell’emittente M6 Kamel, 57 anni, che di lì a poco sarebbe morto di un cancro generalizzato. È stata la famiglia di Kamel a chiedere, dopo la sua morte e in sua memoria, che il reportage venisse diffuso.

Colo suo violoncello e con una grossa valigia piena di partiture, l’arte-terapeuta Claire Oppert percorre i corridoi di ospedali e case di cura per offrire i suoi talenti di musicista ai pazienti nel fine-vita.

Ogni giorno l’artista bussa alla porta dei pazienti per proporre loro dei piccoli concerti dal vivo. Un momento di gioia e di pace che permette a quegli uomini e donne, spesso dolenti nel corpo e nello spirito, di trascendere per qualche minuto le loro sofferenze. Assane, 72 anni, testimonia: «Mi fa dimenticare i miei affanni, i miei dolori… mi ritrovo in un altro mondo». 

Da più di 20 anni Claire Oppert, violoncellista concertista, suona nelle unità di cure palliative. La sua musica calma i dolori dei pazienti. 

È di casa nell’ospedale Rives de Seine a Puteaux (Hauts-de-Seine): Claire Oppert offre però i suoi servizi anche nella casa di cura Jeanne Garnier a Parigi. Diplomata al Conservatorio Čajkovskij di Mosca, sono ormai vent’anni che suona al capezzale dei malati in cure palliative. Momenti di grazia di cui ella per prima non giunge a saziarsi, e che scaldano il cuore di numerosi malati: 

Altro che la televisione… – dice Emilienne, 88 anni – questa cosa fa bene e dona pace. Ci si sente meglio, quando ci sono cose così… Mi restituisce molta forza, mi incoraggia. 

È un piacere anche per la squadra medica, che ogni giorno constata i benefici della musica sui pazienti. Uno studio clinico condotto su 112 pazienti ha del resto dimostrato che la musica può diminuire dal 10% al 50% il dolore e l’ansietà dei malati durante le cure. 

Autrice del libro Le Pansement Schubert, Claire è assolutamente convinta delle virtù terapeutiche della musica: 

Ci sono molti miracoli, nel senso inteso dal poeta Christian Bobin – precisa la stessa artista – : slanci del cuore, illuminazioni del pensiero […]… miracoli che non sono risurrezioni o guarigioni da malattie, ma qualcosa di fondamentale, di essenziale […] che viene a toccare una parte fondamentale della persona umana e della persona malata. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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