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I vescovi chiedono vaccini etici alle compagnie farmaceutiche

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Di arda savasciogullari|Shutterstock

John Burger - pubblicato il 16/04/21

La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti esorta la gente a vaccinarsi, ma chiede anche alle compagnie di sviluppare farmaci senza collegamenti con l'aborto

I cattolici non solo possono, ma dovrebbero vaccinarsi contro il Covid-19, affermano i vescovi. I presuli esortano però anche le compagnie farmaceutiche a lavorare per lo sviluppo di vaccini che non abbiano alcun collegamento con l’aborto.

La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) ha pubblicato sul suo sito web delle “lettere-campione” che inviano questo messaggio alle compagnie farmaceutiche.

“Nei documenti elencati qui, il Vaticano esorta chiunque abbia a cuore la santità della vita a protestare contro l’uso di linee cellulari derivate dall’aborto e a sostenere lo sviluppo di vaccini senza collegamenti con l’aborto”, afferma una nota sul sito web della USBBC. “Per intraprendere più facilmente questa azione, offriamo queste lettere-campione alle compagnie farmaceutiche che stanno usando linee cellulari derivate dall’aborto per produrre e/o testare i vaccini”.

Attualmente sul sito figurano sette lettere-campione, ma non tutte hanno a che vedere con i vaccini contro il Covid. Ce ne sono anche alcune indirizzate alla GlaxoSmithKline per il suo vaccino Shingrix contro l’herpes zoster e alla Merck per i suoi vaccini contro morbillo-rosolia-parotite, varicella ed epatite A.

Background

A gennaio, il Segretariato per le Attività Pro-Vita dellaUSCCB ha stilato una lista di Frequently Asked Questions relative alle considerazioni etiche sui vaccini. Le FAQ spiegavano che vari decenni fa, dei tessuti immagazzinati dal corpo di bambini abortiti sono stati usati per creare delle linee cellulari a scopo di ricerca.

“Le cellule in queste linee sono in effetti le discendenti di quelle cellule immagazzinate in origine”, si legge nelle FAQ. “Sono state create per replicarsi, e alcune linee cellulari possono essere riprodotte in modo indefinito. Queste linee cellulari derivate dall’aborto vengono usate come ‘fabbrica’ per realizzare certi vaccini (es. rosolia, varicella, alcuni vaccini contro il Covid-19, ecc.). Le cellule di per sé, tuttavia, non sono presenti nei vaccini che ricevono i pazienti”.

Secondo le FAQ, la Chiesa ha insegnato che è “sbagliato creare linee cellulari derivate dall’aborto e che le compagnie farmaceutiche le utilizzino, che l’uso di vaccini prodotti con queste linee cellulari dovrebbe essere evitato se sono disponibili alternative senza collegamenti all’aborto, che gravi ragioni (ad esempio seri rischi per la salute) possono giustificare l’uso di vaccini prodotti con queste linee cellulari quando non ci sono queste alternative e che chiunque abbia a cuore la santità della vita dovrebbe protestare contro l’utilizzo di queste linee cellulari e sostenere lo sviluppo di vaccini senza collegamenti con l’aborto”.

Il documento sottolinea che se i vaccini anti-Covid-19 Pfizer e Moderna usano queste linee cellulari nella fase di testing dei vaccini, il vaccino Johnson & Johnson ha usato una linea cellulare derivata dall’aborto a livello di sviluppo, produzione e testing. Con i vaccini Pfizer e Moderna, quindi, l’uso di queste linee cellulari è “molto lontano dal male iniziale dell’aborto”.

Le FAQ concludono dicendo: “Visto che il virus Covid-19 può comportare gravi rischi per la salute, può essere moralmente accettabile ricevere un vaccino che usi linee cellulari derivate dall’aborto se non sono disponibili altri vaccini paragonabili a livello di sicurezza ed efficacia privi di collegamento con l’aborto”. Il documento ha affermato che ci sono dei vaccini ancora in fase di sviluppo che non usano queste linee cellulari, ma non sono ancora disponibili al pubblico.

“Se è possibile scegliere tra una serie di vaccini contro il Covid-19 ugualmente sicuri ed efficaci, si dovrebbe scegliere quello che ha meno connessioni con linee cellulari derivate dall’aborto”, si legge nelle FAQ. “Se un vaccino senza collegamenti a linee cellulari derivate dall’aborto non è disponibile, quelli che hanno usato queste linee cellulari solo per la fase di testing sarebbero preferibili a quelli che le usano per la produzione. Queste scelte possono non essere possibili, tuttavia, soprattutto considerando che si è ai primi stadi di distribuzione dei vaccini. In questo contesto, si può ricevere uno qualsiasi dei vaccini clinicamente raccomandati in buona coscienza con la certezza che ricevere questi vaccini non implica una cooperazione immorale con l’aborto”.

Incoraggiamento

In una dichiarazione del 2 marzo che amplifica la distinzione tra i vaccini Pfizer e Moderna da un lato e Johnson & Johnson dall’altro, il vescovo Kevin C. Rhoades di Fort Wayne-South Bend, presidente del Comitato sulla Dottrina della USCCB, e l’arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City in Kansas, presidente del Comitato per le Attività Pro-Vita dell’episcopato, hanno comunque affermato che nella situazione attuale vaccinarsi è positivo.

“Dovremmo continuare a insistere sul fatto che le compagnie farmaceutiche smettano di usare linee cellulari derivate dall’aborto, ma vista la sofferenza planetaria che questa pandemia sta provocando ribadiamo al contempo che vaccinarsi può essere un atto di carità che serve il bene comune”, hanno scritto il vescovo Rhoades e l’arcivescovo Naumann.

La campagna di lettere-campione dei vescovi include anche una missiva alla casa farmaceutica Sanofi Pasteur, che nell’autunno scorso ha deciso che non avrebbe più usato una linea cellulare collegata a feti abortiti per produrre i suoi vaccini combinati antipolio Pentacel e Quadracel.

“Dopo che questa mossa è stata approvata dalla U.S. Food and Drug Administration, Greg Schleppenbach, direttore associato del segretariato pro-vita, ha inviato una segnalazione ai direttori pro-vita diocesani circa questo sviluppo, chiedendo loro di inviare un messaggio di ringraziamento a Sanofi Pasteur”, ha riferito Catholic News Service.

Nella sua segnalazione, Schleppenbach ha affermato che è importante riconoscere e ringraziare le compagnie farmaceutiche quando si allontanano dalla produzione non etica dei vaccini. “Possiamo sperare che, con un po’ di incoraggiamento, altri produttori di vaccini possano considerare l’ipotesi di realizzarne di moralmente accettabili”, ha dichiarato.

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