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“La Chiesa boicotta i vaccini per questioni etiche?”

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Hans Lucas via AFP

Jesús Colina - pubblicato il 16/04/21

Gli analisti internazionali accusano la Chiesa di mettere in pericolo milioni di vite. È vero? Un articolo di verifica

Diversi analisti dei media internazionali hanno accusato la Chiesa cattolica di boicottare le campagne di vaccinazione contro il virus Covid-19, responsabilizzandola delle morti che ne derivano.

Per questi informatori, la Chiesa attacca o semplicemente sgonfia queste campagne presentando le questioni etiche suscitate dall’origine abortiva dei vaccini.

Fanatismo”

Ad esempio, un articolo pubblicato da Debora Diniz e Giselle Carino sulle pagine di El País affermava:

“Anche quando il tema della pandemia di Covid-19 è un’emergenza globale, la Chiesa cattolica torna al fanatismo che le è proprio introducendo l’aborto come questione morale più urgente rispetto al fatto di salvare milioni di vite”.

La BBC ha pubblicato un articolo che constata la veridicità delle informazioni trasmesse dal Vaticano sulla remota origine abortiva di alcuni vaccini contro il Covid-19.

Alcuni esperti consultati dal media britannico ritengono che la Chiesa non dovrebbe insistere su questi aspetti, perché corre il rischio di avere un impatto negativo sull’attuale campagna di vaccinazione, decisiva per porre fine alla pandemia.

Silenzio

La BBC cita il dottor José Ramón Orrantia, esperto in bioetica dell’Universidad Nacional Autónoma de México, che afferma che, pur avendo ragione, la Chiesa deve mantenere il silenzio sul tema.

“È pericoloso promuovere idee contro la vaccinazione, perché questo disincentiva la gente a vaccinarsi”, dice Orrantia.

In un reportage di Newsweek, Arthur Caplan, esperto di bioetica dell’Università di New York, sostiene che essendoci 1.300 milioni di cattolici al mondo “è un cammino pericoloso” seminare dubbi che possano portare la gente a chiedersi a quale vaccino sottoporsi.

In definitiva, secondo alcuni di questi analisti la Chiesa potrebbe avere la responsabilità della morte di migliaia di persone nel caso in cui le campagne di vaccinazione fallissero o frenassero a causa degli interrogativi morali che pongono.

Si tratta di preoccupazioni fondate? La Chiesa sta mettendo in pericolo le campagne di vaccinazione, e quindi contribuisce al prolungamento della pandemia con il suo ingente costo in termini di vite umane?

Verifica

Vediamo allora se queste preoccupazioni sono confermate dalla realtà.

Innanzitutto, si può constatare come Papa Francesco sia diventato l’autorità morale internazionale più impegnata nella promozione delle campagne di vaccinazione.

In questo periodo, i due interventi pubblici più importanti del Pontefice, i messaggi Urbi et Orbi di Natale e di Pasqua, sono stati destinati a chiedere vaccini per tutti, in particolare per i poveri.

Papa Francesco e il suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, hanno dato personalmente l’esempio vaccinandosi.

Il Vaticano ha creato un fondo per finanziare vaccini per le persone dei Paesi poveri.

Le Conferenze Episcopali di vari Paesi, in particolare quella degli Stati Uniti, hanno invitato i cattolici a vaccinarsi come un “atto di carità” per salvaguardare la vita delle persone che ci circondano e superare quanto prima i pericoli della pandemia.

Nei Paesi in cui le è stato chiesto, la Chiesa cattolica ha messo a disposizioni i propri spazi come centri di vaccinazione.

Com’è possibile accusare quindi la Chiesa di boicottare la campagna di vaccinazione?

Dignità umana

La Chiesa, fedele alla Vangelo di Gesù, sente il dovere morale di mettersi sempre dalla parte del rispetto della dignnità fondamentale della persona umana.

Per questo motivo, con dati forniti dalla scienza e confermati dalle case farmaceutiche, la Chiesa, in particolare la Congregazione per la Dottrina della Fede, ha avvertito della gravità morale di servirsi di “cellule procedenti da feti abortiti per creare linee cellulari”.

Bisogna chiarire che i vaccini contro il Covid-19 non si fabbricano con cellule provenienti direttamente da bambini abortiti, ma con cellule create dagli scienziati quasi 50 anni fa che si riproducono costantemente in laboratorio.

I vescovi degli Stati Uniti hanno ricordato che “i vaccini Pfizer e Moderna hanno suscitato preoccupazione per il fatto che è stata usata una linea cellulare derivata dall’aborto per sperimentarli, anche se non nella loro produzione”.

“Ad ogni modo”, aggiungono i vescovi, “il vaccino Johnson & Johnson è stato sviluppato, provato e si produce con linee cellulari derivati dall’aborto, il che suscita preoccupazioni morali aggiuntive”.

È moralmente accettabile”

Visto che è in pericolo la vita di milioni di persone, la stessa Congregazione spiega che “quando non sono disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili” “è moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”.

“È perciò da ritenere che in tale caso si possano usare tutte le vaccinazioni riconosciute come clinicamente sicure ed efficaci con coscienza certa che il ricorso a tali vaccini non significhi una cooperazione formale all’aborto dal quale derivano le cellule con cui i vaccini sono stati prodotti”, chiarisce il Vaticano.

Se le circostanze lo richiedono, come nel caso attuale di una pandemia, la Congregazione vaticana raccomanda “la vaccinazione, specialmente a tutela dei più deboli ed esposti”.

Le autorità sanitarie e gli esponenti scientifici, e perfino le stesse case farmaceutiche, hanno constatato gli effetti collaterali di alcuni vaccini, come quello prodotto da Johnson & Johnson o AstraZeneca. Alcuni Governi hanno perfino sospeso per questo motivo le campagne di vaccinazione.

Constatare questi effetti rappresenta un dovere scientifico e morale. Allo stesso tempo, questi effetti collaterali marginali sono soppesati dalle autorità tenendo conto del dovere di salvare milioni di vite umane. Nessuno può accusare moralmente gli scienziati o le autorità sanitarie di boicottare le campagne di vaccinazione constatando questi effetti collaterali.

Un atto di coscienza

Allo stesso modo, la Chiesa non boicotta le campagne di vaccinazione quando avverte dei problemi etici all’origine di alcuni vaccini.

Nei suoi insegnamenti, la Chiesa difende il diritto di vaccinarsi, considerandolo un “atto di carità”.

Chi la letto il Vangelo, sa che la carità è per Gesù il segno distintivo del cristiano.

La Chiesa, nel suo ruolo di guida morale, offrendo avvertimenti, esortazioni e testimonianze considera i cristiani adulti. Forse di questo non tengono conto alcuni degli analisti che hanno criticato la Chiesa e il Papa, che preferirebbero messaggi semplici, bianco o nero, ma la realtà non è così.

La vaccinazione rappresenta un atto di coscienza, che ogni persona deve esercitare in piena libertà. Una libertà che deve contare sulla migliore informazione possibile.

Questo è l’umile contributo che vuole offrire questo lavoro di verifica.

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