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Rosario Livatino è beato: decisa la data. Ma cerimonia per pochi intimi

Rosario Livatino

Public Domain

Il giudice Livatino.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/04/21

A presiedere la celebrazione di beatificazione di Rosario Livatino, il prossimo 9 maggio, sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

Domenica 9 maggio è il giorno della beatificazione di Rosario Livatino, il giudice ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.

Il 22 dicembre 2020 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che ne riconosce il martirio “in odio alla fede”.  La diocesi di Agrigento ha poi fissato la data della beatificazione. La cerimonia si svolgerà nella cattedrale del capoluogo siciliano. 

La coincidenza con Giovanni Paolo II

Il 9 maggio è una data strettamente legata alla figura di Livatino e di un altro santo. È infatti l’anniversario della visita nel 1993 di san Giovanni Paolo II ad Agrigento. E della sua famosa “invettiva” contro la mafia, con parole molto forti entrate ormai nella storia.

«Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!»

Avvenire, 13 aprile

Papa Francesco: testimone esemplare

A presiedere la celebrazione di beatificazione di Rosario Livatino, il prossimo 9 maggio, sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. 

Nell’udienza al Consiglio superiore della magistratura, il 17 giugno 2014, Papa Francesco definì Livatino “testimone esemplare, giudice leale alle istituzioni, aperto al dialogo, fermo e coraggioso nel difendere la giustizia e la dignità della persona umana”. 

“Fate tesoro del santo della porta accanto”

Il pontefice ha scritto un pensiero su Livatino, rivolto ai ragazzi, nel volume “Rosario Livatino, la lezione del giudice ragazzino”.

“Cari ragazzi e ragazze – le parole di Francesco – fate tesoro della testimonianza del beato Rosario Livatino, un ‘santo della porta accanto’, che attraverso la sua vita ordinaria ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio donando la sua vita per la giustizia. Sul suo esempio prendete in mano la vostra vita e senza cedere mai ai compromessi e alla sopraffazione, date il meglio di voi stessi per il cambiamento della vostra terra” (Avvenire, 7 maggio).

La morte di Livatino

Il giovane magistrato morì per mano di quattro killer della Stidda, la mafia agrigentina, lungo la statale che ogni mattina percorreva con la sua utilitaria da Canicattì – dove viveva con i genitori – al tribunale di Agrigento. Aveva rifiutato la scorta sebbene consapevole dei rischi a cui era esposto (Vatican News, 13 aprile).

Chi parteciperà alla celebrazione

La celebrazione che ufficializzerà Rosario Livatino come beato della Chiesa, si svolgerà nel rispetto delle misure per il contrasto e il contenimento della pandemia. Il tutto secondo quanto previsto dal Protocollo del 7 maggio 2020 circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. E integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico.

“L’ingresso  – fanno sapere dall’arcidiocesi – in cattedrale sarà pertanto riservato a una rappresentanza di vescovi, presbiteri, religiosi, autorità, familiari e fedeli, che disporranno di apposito pass. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Rai 1” (Agrigento Notizie, 13 aprile). 

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