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Credi di più alla tua tenebra che alla luce con cui ti guarda Dio

PORTRAIT TEENAGE GIRL,

Jose Carlos Cerdeno | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 14/04/21

Ci guardiamo quasi sempre con giudizio, con sensi di colpa e non riusciamo a cogliere invece lo sguardo che Dio ha su di noi. Uno sguardo che dice: "Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te".

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». (Gv 3,16-21)

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Mi piacerebbe che rileggessimo più e più volte queste parole del Vangelo di oggi. Le lasciassimo così scendere fin nel profondo del nostro cuore. A me creano una profonda commozione.

Sapermi amato a tal punto da sapere che Dio ha chiesto al proprio Figlio di sacrificarsi per me non mi lascia indifferente. La fede non è tanto credere delle cose su Dio, ma credere di più in noi stessi accettando di essere amati così per davvero.

“Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te”

Ci svalutiamo troppo. Crediamo di più alla nostra tenebra che alla luce con cui siamo guardati:

ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.

Ai nostri occhi è più credibile il bicchiere mezzo vuoto. Ci guardiamo quasi sempre con giudizio, con sensi di colpa e non riusciamo a cogliere invece lo sguardo che Dio ha su di noi. Uno sguardo che dice:

Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te.

Dio ha bisogno della nostra felicità

Non ci dice questo per far nascere in noi gratitudini o sensi di colpa. Dio non ha bisogno dei nostri grazie, o delle nostre frustrazioni. Egli ha bisogno della nostra felicità. L’unica cosa che davvero dà gloria a Dio è essere felici.

Perché l’unica cosa che appaga uno che ama è sapere che chi sta amando è felice. Per quella felicità darebbe via anche se stesso. E Dio lo ha fatto veramente. Sotto la luce di un amore così dobbiamo rileggere tutta la nostra vita e avere il coraggio di buttare ciò che è buio:

Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Vita eterna

In fondo è questo quello che ci chiede Gesù: metterci in direzione del Suo Amore e scegliere nella vita ciò che si accorda con esso. Tutto il resto è solo un’anticipazione della morte anche se non ce ne accorgiamo subito. Infatti il malvagio pensa di essere furbo, ma poi qual è la sua fine?

Gv 3,16-21

#dalvangelodioggi

Tags:
vangelo
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