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La storia di un’adolescente: il senso di colpa mi impediva di guardare il Crocifisso

GIRL PRAYS,

Krakenimages.com | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 13/04/21

"Quando incontrai Dio, non quello prodotto dalle mie umane proiezioni, e mi accorsi che non c’era in Lui niente di tutto ciò che avevo temuto, al senso di colpa si sostituirono, a poco a poco, le lacrime della contrizione".

Sul numero di Aprile de Il Messaggio della Santa Casa di Loreto troviamo una testimonianza che, partendo da premesse autobiografiche, si trasforma in una riflessione profonda circa il rapporto fra senso dicolpa e del peccato, sullo sfondo della luce maestra del Crocifisso. 

La donna che oggi racconta torna al suo rapporto con Gesù crocifisso nel periodo infantile, in cui le era stato insegnato che peccando avrebbe causato nuove piaghe a nostro Signore.

LITTLE GIRL PRAYING IN BED,

Il senso di colpa non mi faceva più guardare il crocifisso

Con la turbolenza dell’adolescenza il fardello dei peccati commessi era progressivamente aumentato in numero e gravità, tanto che il senso di colpa l’aveva indotta a non guardare più il crocifisso che aveva a capo del letto e a desiderare la sua rimozione. 

La differenza tra senso di colpa e senso del peccato

Ma…

(…) c’è una bella differenza tra il senso del peccato e il senso di colpa. Il primo, per dono di Dio stesso, ci fa conoscere la nostra vera condizione di piccoli e bisognosi e ci permette di aprirci a Lui e di affidarci alla sua misericordia, il secondo nasce invece dal nostro io ferito ed è distruttivo perché ci porta a sentirci accusati e giudicati e così facendo ci esclude dalla misericordia e dal perdono, perché in realtà si finisce per auto-escludersi. 

(Ibidem)

Il prototipo del senso di colpa è il comportamento di Adamo, che si nasconde dopo il peccato originale agli occhi di Dio che lo cerca…

(…) con un grido straziante che doveva contenere tutta la pena di un Dio innamorato della sua creatura. 

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)

Percepivo Gesù come un giudice implacabile

La mente bambina di chi scrive aveva concluso che essendo cattiva e colpevole non le restava altro che sottrarsi agli occhi di un Gesù percepito come accusatore e giudice implacabile. Senza capire che…

(…) quel tribunale e quel giudice ero io stessa. 

(Ibidem)

Fuggivo per vergogna dallo sguardo di Cristo

A quel punto…

(…) la mia vita era diventata un continuo fuggire e nascondermi da Lui. 

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)
PORTRAIT TEENAGE GIRL,

Al senso di colpa si sostituiscono le lacrime della contrizione

Non ci viene raccontato cosa è successo nel corso di questa esistenza ma certamente avviene qualcosa che fa confidare al lettore:

Quando incontrai Dio, non quello prodotto dalle mie umane proiezioni, e mi accorsi che non c’era in Lui niente di tutto ciò che avevo temuto, al senso di colpa si sostituirono, a poco a poco, le lacrime della contrizione. Quando l’abisso della misericordia incontrò l’abisso della mia miseria, io non potei far altro che piangere lacrime di gioia: piangevo e sorridevo insieme, nello stridente contrasto che si originava tra la consapevolezza dei miei peccati e la grandezza della misericordia di Dio. 

(Ibidem)

Torno a guardare la Croce

Con questa nuova liberante percezione le è possibile tornare a guardare il crocifisso, non quello  della sua cameretta che non c’è più, ma quello che si trova in basilica a Loreto, davanti al quale comincia a passare molto tempo in raccoglimento. 

Una sera in cui la chiesa era quasi deserta le giunge…

(…) un’illuminazione che improvvisamente squarcia le tenebre dell’errore (…) dopo Adamo, il peccato è la normale condizione dell’uomo e (…) Dio non cerca in noi virtù, ma l’umiltà quella vera, cioè la consapevolezza delle proprie debolezze, unita ad una incrollabile fiducia nella sua misericordia. 

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)

L’infinita misericordia di Dio

Guardando quel crocifisso vi scorge le ferite sanguinanti della sua anima:

(…) quelle piaghe così numerose nel corpo di Gesù non le avevo inferte io, ma erano le mie stesse piaghe. 

(Ibidem)
RANA JEZUSA

La prospettiva d’un colpo si rovescia: quel Dio che la guardava dalla Croce non era offeso e sofferente per il peccato, ma soffriva delle stesse pene che il peccato reca al peccatore,assumendole su di sé per l’Amore immenso che nutre per la sua creatura. 

Da quel giorno il mondo non è più lo stesso, Dio non è più lo stesso, io non sono più la stessa: con questa prospettiva rovesciata il senso di colpa, così radicato in me, cede gradatamente il posto ad una grande libertà di stare davanti a Dio e davanti agli uomini con tutti i miei limiti, i miei difetti, la mia goffaggine, il mio venir meno, e accende un grande desiderio di essere migliore per poter ricambiare in qualche modo quell’amore.

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)

Guardare il Crocifisso con occhi grati

Il crocifisso è tornato nella sua camera di donna adulta infinitamente grata a Dio Padre:

Non l’ho messo a capo letto, ma è appeso alla parete di fronte, perché a lui vada il primo sguardo la mattina appena apro gli occhi e l’ultimo la notte prima di addormentarmi.

(Ibidem)
Tags:
adolescentipeccatosenso di colpa
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