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Cos’è l’avarizia, e come influisce sul mio rapporto con Dio?

the thief that stole heaven

Raymond Arroyo | Sophia Institute Press

Catholic Link - pubblicato il 07/04/21

Il problema è quanto mettiamo quei beni o quelle condizioni umane al di sopra di Dio, finendo per allontanarci da Lui più che mai

di Camila Sirolli

Cos’è l’avarizia? Questa parola suona forte, e spesso non viene compresa in tutto il suo significato. Permettiamo che domini la nostra vita? Le abbiamo permesso di insediarsi nel nostro cuore?

“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano” (Matteo 6, 19-20).

In un mondo in cui il successo, la prosperità, i beni materiali, la fama, il potere e il denaro sono in genere le nostre prime priorità, Gesù ci propone qualcosa che va oltre.

Ci invita a lasciare tutto e a seguirlo, a spogliarci dalle cose della terra e a fissare il nostro sguardo sul cielo, su ciò che è eterno, profondo – su quello che ci renderà completamente felici.

Non ci porteremo dietro niente di questo mondo

Per prima cosa è importante comprendere che tutto ciò che possediamo sulla Terra non verrà con noi nel Regno dei Cieli, perché, “uscito nudo dal grembo di sua madre, quel possessore se ne va com’era venuto” (Ecclesiaste 5, 15).

Quello che Dio osserva e ci chiede è di amare Lui al di sopra di tutto e il prossimo come noi stessi, ovvero di iniziare ad accumulare tesori in cielo.

1. Che dire dell’attaccamento alle cose materiali?

OBŻARSTWO

Chiariamo una cosa: avere beni materiali non è un male. Sembra contraddittorio, vero? Lasciatemi spiegare.

Ciò che è in gioco è l’attaccamento che ho a quei beni, e quanto possono diventare importanti per la mia vita, perfino per la mia salvezza.

Il problema è quanto mettiamo quei beni o quelle condizioni umane – che si tratti di denaro, oggetti, successo o potere – al di sopra di Dio, finendo per allontanarci da Lui più che mai.

Ci sono persone che decidono di vivere senza niente per offrirlo a Dio… non è sbagliato! Sono stili di vita diversi che vanno accettati.

Dev’essere però ben chiaro che l’obiettivo di questa riflessione non è dire “Non avere nulla, non comprare mai più un bene materiale”.

Possiamo però valorizzare quello che abbiamo ed essere consapevoli di quello di cui abbiamo bisogno per la nostra vita quotidiana senza cadere nella tentazione di volere sempre di più.

2. Cos’è l’avarizia?

CHCIWOŚĆ

“State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita” (Luca 12, 15).

Secondo la psicologa Herminia Gomá, diettrice dell’Institut Gomá, l’avarizia si basa su un verbo: avere. La “paura di non avere in futuro” ci fa accumulare beni per evitare l’angoscia di pensare che un giorno ci mancheranno.

“Ciò che ho ora non me lo godo nemmeno. Ho bisogno di metterlo da parte anche se non lo userò mai”. Quando parliamo di avarizia, ci riferiamo a quel disordine di desiderio di possedere beni e ricchezze qui sulla terra. È nota anche come avarizia, perché oltre a possederli non vogliamo condividerli.

La persona non si adegua a quello che viene richiesto per vivere in modo comodo e necessario, e allora cerca la felicità nelle cose materiali, creando un vincolo e un attaccamento molto forte che “lega” davvero.

Questa avarizia può spingerci a cadere in altri peccati o comportamenti negativi, visto che iniziamo a concentrare il nostro sguardo su ciò che è terreno, materiale, visibile, immediato… e distogliamo lo sguardo da Dio.

Il desiderio di possedere non è facile da eliminare: è già insediato nella nostra cultura attraverso il consumismo, facendoci credere che le persone valgano per quello che hanno e vengano definite dai loro oggetti, dal loro potere, da quello che mostrano, come anche dal loro posto gerarchico nella società.

3. Il ricco sciocco

MONEY

Quanti problemi! C’è qualche soluzione? Come possiamo migliorare e uscire da questo circolo vizioso? Non sarà un compito facile, ma potremo uscirne se siamo consapevoli del fatto che le cose materiali non ci renderanno completamente felici.

È sbagliato avere beni materiali? No. È sbagliato essere felici per un avanzamento lavorativo? Ovviamente no! Quello che è in gioco è un’altra cosa.

È quando quella buona notizia o quel bene ci definisce, condiziona la nostra vita. Dobbiamo preoccuparci quando vediamo che la nostra felicità passa per il fatto di acquisire qualcosa o di avere più successo.

Se prepariamo tutto nella nostra vita per custodire frutti e beni e abbiamo l’“anima tranquilla” sul fatto che verranno custoditi per molti anni, inizieremo ad adagiarci.

“’Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?’ Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio” (Luca 12, 20-21).

4. Accumulare tesori in cielo

FOTO

HEAVEN

“Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi»” (Matteo 19, 21).

Dio lo dice molto chiaramente, e quello precedente è uno dei tanti esempi. Aiutare gli altri, saper dire di sì, offrirsi per qualche compito, essere bravi cittadini…

Prenderci cura dei nostri familiari a livello sia fisico che spirituale, ascoltare un amico e saper anche dire di no a tutto ciò che ci allontana da Dio.

Accumulare tesori in cielo è sinonimo di amare Dio al di sopra di tutto e il prossimo come se stessi.

Perché chi ama le ricchezze non ha mai abbastanza e si angoscia, chi mette fama e potere al di sopra di Dio non si sazia mai, e si allontana ogni giorno un po’ di più da Lui.

Perché “Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona” (Matteo 6, 24).

5 domande per riflettere

1. Che posto occupano i beni materiali nella mia vita?

2. Mi angoscia il fatto di non avere di più ogni giorno?

3. In una bilancia in cui figurano Dio e il denaro, a chi dedico più tempo?

4. Mi ritengo una persona umile e distaccata?

5. Sono consapevole del fatto che sono nato per servire e non per essere servito?

Fateci sapere cosa pensate dell’avarizia e della sete di acquisire sempre più beni materiali. State accumulando tesori per questo mondo o per la vita eterna?

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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