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Ti ricordi quando Papa Francesco regalò la Misericordina?

Di J Walters|Shutterstock

MIENMIUAIF - MIA MOGLIE ED IO - pubblicato il 06/04/21

Io sì, anche se allora, il 17 novembre del 2013, credevo ancora alla prova costume, alle creme anticellulite e ai farmaci ansiolitici.

by Serena Di (@radicalchicpentita), autrice di Confessioni di una Radical Chic pentita

Era una notte buia e tempest… ehm no, era una mattina assolata e limpida, ma fredda, terribilmente fredda. 

A volte di certe storie ricordiamo la fine ma non l’inizio, però dopo un po’ di decluttering mentale (cit. Marie Kondo) io l’inizio di questa storia me lo sono ricordato.

Sul set, una domenica mattina

Era il 17 novembre 2013 e non veneravo ancora Marie Kondo perché semplicemente il suo capolavoro non era ancora in cima alle classifiche dei libri di autoaiuto che acquistavo settimanalmente, potevo quindi ancora spaiare i calzini, professarmi atea e risparmiare i soldi per la crema anticellulite (poi dicono che gli atei non sono superstiziosi).

Quella domenica mattina era iniziata come tutte le altre mattine della mia vita adulta, ovvero con l’sms di una mia eminente superiore inviato alle 3:00:

«Apri il set alle 5:30, no cestino, no rimborso benzina, no gettone comparse, se ti supplicano non farti fare fessa come al solito, nessuna misericordia».

Stress, ansia, panico: la mia solita climax

Il set era a Borgo Pio, l’attore principale aveva fatto “after” (restare sveglio tutta la notte e proseguire coi bagordi fino all’alba, Ndr) e non rispondeva agli stimoli visivi e uditivi (quante dita ha questo unicorno?), gli attrezzisti avevano il garbo di Mario Brega che urla: «Io so comunista cosììììì!!!!!!!!!» (ma non la simpatia di Mario Brega) e il costumista con la passione per i glitter voleva vestire il personaggio di nonno Camillo, il carrozziere della Bufalotta, come Priscilla la regina del deserto.

Alle ore 8:00 avevo già una crisi di nervi, alle 9:30 un attacco d’ansia che alle 10:00 era diventato un pluriattaccodipanico, alle 11:00 era bastastavoltamilicenzioveramentechehostudiatoafare???, alle 12:00 era:

«Il pranzo non sarebbe incluso avremmo dovuto finire un’ora fa, non è colpa mia se abbiamo girato solo due ciak su quarantotto, non guardatemi così, ok scendo a prendere i panini».

Papa Francesco e quel farmaco gratuito

Avevo vacillato scendendo le scale, sapevo che anche quella volta avrei dovuto rimetterci di tasca mia (addio creme anticellulite e prova bikini, sigh!), e mentre mi ripetevo sconsolata che la gentilezza era debolezza ero arrivata in Piazza San Pietro, dove la folla si accalcava al temine dell’Angelus del Papa, neanche avessero visto Un Marziano a Roma, per accaparrarsi una scatoletta di farmaci distribuiti gratuitamente.

Proprio quello di cui avevo bisogno, pillole senza prescrizione medica! «Questo nuovo Papa è proprio un grande», mi ero detta.

Con le finanze dissanguate e tre buste piene di pizza e mortazza ero riuscita ad accaparrarmi una bella scatola che contavo di scartare quanto prima. Solo una volta tornata sul set mi ero resa conto della “brutta sorpresa”: la medicina non era un rimedio per stressati, era di quelle come dire… spirituali, come dire… superstiziosa, come dire… fantascienza, come dire… inutile

La Divina Misericordia

La medicina era una coroncina del rosario che invitava a recitare la “Divina Misericordia”, una preghiera «mai sentita prima», avevo borbottato, cedendo delusa la scatolina al regista romano che se l’era intascata: «Dalla a me che ste cose de chiesa je piacciono a mi nonna!» (le nonne sono sempre avanti).

Per qualche giorno a Roma non si era parlato d’altro, tra l’euforia generale, poi, come il marziano di Flaiano, pian piano di quella Misericordina si sono un po’ tutti dimenticati, a iniziare da me che l’avrei riscoperta solo molti anni dopo, anni fatti di prove bikini fallite e notti buie e tempestose. 

Vi ho raccontato questa storia per ricordarvi che oggi (venerdì santo, il 2 aprile scorso, Ndr) inizia la novena della Divina Misericordia, una medicina (forse) inutile per lo stress ma preziosa per l’anima.

Ora potrei provare a descrivervela meglio, ma quando ci sono le parole di Papa Francesco (che anche se non fa il farmacista era ed è ancora un grande) io cosa posso aggiungere di più? Ecco parte del suo discorso all’Angelus di quel giorno, domenica 17 Novembre 2013:

“Alla fine, Gesù fa una promessa che è garanzia di vittoria: «Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (v. 19). Quanta speranza in queste parole! Sono un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia: le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande; il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento.

Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà! E questa è la nostra speranza: andare così, in questa strada, nel disegno di Dio che si compirà. E’ la nostra speranza… Adesso vorrei consigliarvi una medicina.

Ma qualcuno pensa: “Il Papa fa il farmacista adesso?” E’ una medicina speciale per concretizzare i frutti dell’Anno della Fede, che volge al termine. Ma è una medicina di 59 granelli intracordiali. Si tratta di una “medicina spirituale” chiamata Misericordina. Una scatolina di 59 granelli intracordiali. In questa scatoletta è contenuta la medicina e alcuni volontari la distribuiranno a voi mentre lasciate la Piazza. Prendetela! C’è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la “coroncina della Misericordia”, aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, perché fa bene. Fa bene al cuore, all’anima e a tutta la vita!»”.

(ricorderemo giorno per giorno la Novena nelle stories dei Mienmiuaif)

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MIENMIUAIF MIA MOGLIE ED IO

Tags:
divina misericordia
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