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Vivere in casa il Venerdì Santo

By Aquarius Studio | Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 01/04/21

Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?

È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.

Parola di Dio 

Rendiamo grazie a Dio

Il salmista (se c’è chi intoni e che dunque sia distinto dal primo lettore) si alza, gli altri restano seduti.

SALMO RESPONSORIALE
Salmo 30

℣.: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito ℟.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. ℟.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare. ℟.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori. ℟.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore. ℟.

L’incaricato della seconda lettura (e dell’acclamazione al Vangelo, ove manchi un cantore che la intoni) resta in piedi, mentre tutti gli altri siedono.

SECONDA LETTURA 
Eb 4,14-16; 5,7-9
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
[ Cristo, infatti, ] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

℣.: Parola di Dio 

℟.: Rendiamo grazie a Dio

CANTO AL VANGELO (Gv 18,1-19,42)

Tutti si alzano in piedi per l’acclamazione (quaresimale) alla lezione evangelica

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome. [cf. Fil 2,8-9]
.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Per la lettura del Passio, si adottano le disposizioni prese in anticipo (per la legenda delle sigle cf. supra). La forma breve sarà da preferirsi nel caso in cui la presenza di bambini molto piccoli renda difficoltosa la tenuta dell’attenzione (ad ogni modo i bambini potranno sedere, data la lunghezza della lettura). Il lettoreL introduce con semplicità:

Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

E prosegue:

L In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro:

X «Chi cercate?».

L Gli risposero:

A «Gesù, il Nazareno».

L Disse loro Gesù:

X «Sono io!».

L Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.
Domandò loro di nuovo:

X «Chi cercate?».

L Risposero:

A «Gesù, il Nazareno».

L Gesù replicò:

X «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano»,

L perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro:

X «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

L Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro:

A «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?».

L Egli rispose:

D «Non lo sono».

L Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose:

X «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto».

L Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo:

A « Così rispondi al sommo sacerdote?».

L Gli rispose Gesù:

X «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?».

L Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero:

A «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?».

L Egli lo negò e disse:

D «Non lo sono».

L Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse:

A «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».

L Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò:

A «Che accusa portate contro quest’uomo?».

L Gli risposero:

A «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato».

L Allora Pilato disse loro:

A «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!».

L Gli risposero i Giudei:

A «A noi non è consentito mettere a morte nessuno».

L Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse:

A «Sei tu il re dei Giudei?».

L Gesù rispose:

X «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».

L Pilato disse:

A «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».

L Rispose Gesù:

X «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

L Allora Pilato gli disse:

A «Dunque tu sei re?».

L Rispose Gesù:

X «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

L Gli dice Pilato:

A «Che cos’è la verità?».

L  E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:

A «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».

L Allora essi gridarono di nuovo:

A «Non costui, ma Barabba!».

L Barabba era un brigante.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano:

A «Salve, re dei Giudei!».

L E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro:

A «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna».

L Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro:

A «Ecco l’uomo!».

L Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono:

A «Crocifiggilo! Crocifiggilo!».

L Disse loro Pilato:

A «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa».

L Gli risposero i Giudei:

A «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

L All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù:

A «Di dove sei tu?».

L Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato:

A «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?».

L Gli rispose Gesù:

X «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

L Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono:

A «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare».

L Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei:

A «Ecco il vostro re!».

L Ma quelli gridarono:

A «Via! Via! Crocifiggilo!».

L Disse loro Pilato:

A «Metterò in croce il vostro re?».

L Risposero i capi dei sacerdoti:

A «Non abbiamo altro re che Cesare».

L Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato:

A «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”».

L Rispose Pilato: A «Quel che ho scritto, ho scritto».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

X «Donna, ecco tuo figlio!».

L Poi disse al discepolo:

X «Ecco tua madre!».

L E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse:

X «Ho sete».

L Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse:

X «È compiuto!».

L E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa. Il Lettore soffia sulla candela)

Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Nessuna acclamazione conclude la lettura.
Tutti si siedono e colui che guida ripete lentamente, riproponendo all’attenzione dei presenti la clausola:

«Allora Gesù disse: “È compiuto!”. E, chinato il capo, consegnò lo Spirito»

PREGHIERA UNIVERSALE

Si osservano cinque minuti di silenzio per una meditazione personale e silenziosa.  Alla fine, tutti si alzano per pregare secondo le grandi intenzioni della Tradizione latina, per la Chiesa e per il mondo: 

I. Per la santa Chiesa
Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre onnipotente.

Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l’opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

II. Per il papa
Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell’ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno, sapienza che reggi l’universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede. Per Cristo nostro Signore.

III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli
Preghiamo per il nostro vescovo N, per tutti i vescovi presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire. Per Cristo nostro Signore.

IV. Per i catecumeni
Preghiamo per i [nostri] catecumeni: il Signore, Dio nostro, illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l’acqua del Battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano incorporati in Cristo Gesù, nostro Signore.

Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei [nostri] catecumeni l’intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti fra i tuoi figli di adozione. Per Cristo nostro Signore.

V. Per l’unità dei cristiani
Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo; il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità e professano e li raduni e li custodisca nell’unica sua Chiesa.

Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell’unità, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell’amore e della vera fede. Per Cristo nostro Signore.

VI. Per gli ebrei
Preghiamo per gli ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell’amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza.

Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

VII. Per i non cristiani
Preghiamo per coloro che non credono in Cristo perché, illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch’essi nella via della salvezza.

Dio onnipotente ed eterno, fa’ che gli uomini che non conoscono il Cristo possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

VIII. Per coloro che non credono in Dio
preghiamo per coloro che non credono in Dio perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.

Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, solo quando ti trovano hanno pace: fa’ che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

IX. Per i governanti
Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.

Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa. Per Cristo nostro Signore.

X. Per i tribolati
Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.

Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell’umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ADORAZIONE DELLA CROCE

Colui che guida la celebrazione prende il crocifisso (o la croce) e dice: 

Ora vi ostenderò per tre volte l’effigie della croce, segno della nostra salvezza.

Quindi presentando la croce davanti a sé, alzando ogni volta di più le braccia dice:

Ecco il legno della croce
al quale fu appeso il Cristo
Salvatore del mondo.

Tutti rispondono:

Venite, adoriamo.

(Dopo ciascuna delle tre ostensioni della croce si genuflette e si osserva un istante di silenzio)

Alla fine dell’adorazione, colui che guida la celebrazione introduce la preghiera del Signore

Obbedienti alla Parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:

Padre Nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome.

Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo, così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

[aggiungendo immediatamente (ossia senza l’embolismo della celebrazione eucaristica)]

Perché tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria
nei secoli.

Ci si siede

COMUNIONE SPIRITUALE

Colui che guida dice:

Poiché non possiamo ricevere la comunione sacramentale, dal momento che non è stata celebrate l’eucaristia, seguiamo l’invito di Papa Francesco a praticare la comunione spirituale, chiamata anche “comunione di desiderio”.

Il Concilio Tridentino ci ricorda che essa «consiste in un ardente desiderio di nutrirsi del Pane celeste, con una fede viva che agisce mediante la carità e che ci rende partecipi dei frutti e delle grazie del Sacramento».

Il valore della nostra comunione spirituale dipende quindi dalla nostra fede in Gesù nostro salvatore e redentore e sul nostro desiderio di unirci a lui per mai da lui essere separati.

Silenzio

Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza. Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore. In attesa della felicità della comunione sacramentale, voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te. Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere, per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Vi invito adesso a inchinare il capo, a chiudere gli occhi e a raccogliervi.

Si serba il silenzio per altri cinque minuti.

Quindi si intona un cantico per rendere grazie.

Si recita tutti insieme la seguente preghiera:

Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.

℟.: Amen.

Ci si mette in piedi e colui che guida recita, a nome di tutti, la formula di benedizione:

Per l’intercessione di san N. [patrono/a della comunità parrocchiale], di tutte le sante e i santi di Dio,
il Signore della perseveranza e del coraggio ci dia di manifestare con tutta la nostra vita lo spirito di sacrificio, di compassione e di amore di Cristo Gesù.
E così, nella comunione dello Spirito Santo, renderemo gloria a Dio, padre del nostro Signore Gesù Cristo, per tutti i secoli dei secoli.

℟.: Amen.

BENEDIZIONE FINALE

Tutti insieme, rivolti verso la Croce e a mani giunte, invochiamo la benedizione del Signore:

Ci benedica il Signore
e ci protegga.

Il Signore faccia brillare il suo volto su di noi
e ci sia propizio.

Il Signore rivolga su di noi il suo volto
e ci conceda pace (cf. Nm 6,24-26)

Non ci si segna. Si tolgono da tutta casa le croci, si coprono quelle che non è possibile togliere.

Si può chiudere la celebrazione cantando un inno ispirato ai temi del Venerdì Santo

O Croce Fedele, Albero Glorioso
Unico è Il Fiore, Le Fronde, Il Frutto,
O Dolce Legno, Che Con Dolci Chiodi
Sostieni Il Dolce Peso.
Canta, o lingua; la battaglia gloriosa.
Canta il nobile trionfo della Croce;
Il Redentore del mondo,
Immolato, sorge vittorioso.
Quando il frutto dell’abero fatale
Precipitò alla morte il progenitore
Scelse il Signore un albero
Che distruggesse il male antico.
Quando del tempo sacro giunse la pienezza
Dal Padre fu mandato a noi suo Figlio
Dal grembo della Vergine
Venne a noi Dio fatto carne.
Piange il Bambino nell’angusta mangiatoia,
Avvolto in panni dalla Vergine Maria
Povere fasce gli stringono
La gambe, i piedi e le sue mani.
Quando a trent’anni si offrì alla Passione,
Compiendo l’opera per cui era nato,
Come un agnello immolato
Fu innalzato sul legno della Croce.
Ecco aceto, fiele, canna, sputi, chiodi,
Ecco la lancia che trafigge il mite corpo,
Sangue e acqua ne sgorgano:
Fiume che lava la terra, il cielo, il mondo.
Fletti i tuoi rami a allenta le tue membra,
S’ammorbidisca la durezza del tuo tronco,
Distenda sul dolce legno
Le sue membre il Re del cielo.
Tu Fosti degna di portare il riscatto
E il mondo naufrago condurre al giusto porto;
Cosparsa del puro sangue
Versato dal santo corpo dell’Angello.
Sia Gloria Al Padre, Sia Gloria Al Figlio
E Allo Spirito Santo.
A Te Gloria Eterna, Trinita’Beata
Che Doni Vita E Salvezza.
Amen.

POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?
IN CHE T’HO CONTRISTATO? RISPONDIMI.

Io t’ho guidato fuori dall’Egitto
e hai preparato la croce al tuo Salvatore.

RIT. (I CORO) HÁGIOS O THEÓS.                             (II CORO) SANCTUS DEUS.
HÁGIOS ISCHYRÓS.                                          SANCTUS FORTIS.
HÁGIOS ATHÁNATOS,                                       SANCTUS IMMORTALIS,
ELEISON HYMÁS.                                              MISERERE NOBIS.

POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?
IN CHE T’HO CONTRISTATO? RISPONDIMI.

Per quarant’anni nel deserto
io t’ho condotto e sfamato donandoti la manna,
t’ho fatto entrare in terra feconda
e hai preparato la croce al tuo Redentore.
RIT.

POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?
IN CHE T’HO CONTRISTATO? RISPONDIMI.

Io t’ho piantato con amore
come scelta e florida vigna e ti sei fatta amara
e la mia sete hai spento con l’aceto,
hai trafitto con una lancia il tuo Salvatore.
RIT.

POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?
IN CHE T’HO CONTRISTATO? RISPONDIMI.

Per te ho spiegato il mio braccio
e ho percosso l’Egitto nei suoi primogeniti,
tu mi hai portato davanti al Sinedrio
e hai consegnato ai flagelli il tuo Redentore.
RIT.

Tradizionalmente, la liturgia vespertina della Feria Sesta della Settimana Santa sostituisce la preghiera canonica dei Vespri (che comunque si troverà qui). Si potrà proseguire la preghiera con la lodevole devozione della Via Crucis (anche su Aleteia si potrà seguire in streaming quella del Papa).


POPE URBI ET ORBI

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Via Crucis: la conversione di 5 detenuti autori delle Meditazioni

Per la Veglia di Pasqua, sabato sera, e per la Domenica di Pasqua, vi proporremo formularî sempre più ricchi per aiutarvi a celebrare, malgrado tutto, i tempi forti della nostra vita cristiana, per la gloria di Dio e la salvezza del mondo.


Ci diamo fin d’ora appuntamento a mezzogiorno di domenica per seguire (anche dai canali di Aleteia) la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.

[traduzione dal francese e adattamento a cura di Giovanni Marcotullio]

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