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Sono felicemente sposati da 60 anni … ma per errore

HAPPY, OLD, COUPLE

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Annalisa Teggi - pubblicato il 31/03/21

Shirley aveva scritto una lettera a un ragazzo che la scartò passandola a un amico. Da questo piccolo "scherzo" del destino è nato un amore che dura da 60 anni, insieme a 5 figli, 10 nipoti e 4 pronipoti.

Se avessero voluto, Jack e Shirley Godley avrebbero trovato un buon motivo per mandare all’aria la loro storia d’amore. Una relazione fa sempre i conti con tutte le obiezioni che nascono dal fuoco incandescente del non essere soli. Sotto i nostri occhi – drammaticamente – naufragano matrimoni nati sotto le migliori intenzioni.

La storia di questi due coniugi che festeggiano 60 anni insieme può forse confortarci nel ricordare che il bene non nasceda un nostro sforzo, e forse neppure dalle nostre intuizioni migliori. A noi, spesso e volentieri e benedettamente, tocca custodire con gratitudine la provvidenza di certi inciampi, imprevisti, brutte sorprese.

Una lettera finita nelle mani sbagliate

Nel 1957 un marinaio inglese pubblicò un annuncio su un giornale: cercava amici di penna per trascorre il tempo durante la navigazione. C’era da aspettarsi che alla parola “marinaio” tanti cuori femminili si scatenassero. E così lui fu inondato di talmente tante lettere da passarne alcune ai suoi commilitoni. La lettera scritta da una giovanissima ragazza di nome Shirley finì a un marinaio “di riserva”.

La lettera di Shirley finì tra le mani di Jack perché il marinaio che aveva scritto l’annuncio, e prestava servizio sulla nave HMS Ganges di Ipswich, non riusciva a gestire tutta la corrispondenza.

Da Dailymail
SAILORS, VINTAGE

Una casualità e un ripiego. Di solito non è bello per una ragazza essere scartata, ma fu questo piccolo “scherzo” del destino a tradursi in un incontro vero e non solo nell’intrattenimento passeggero di un uomo di mare in servizio. Qualcuno, Jack, si mise ad ascoltare la voce dietro la lettera di quella giovanissima ragazza. Lei aveva 15 anni e lui 19. Scoprirono anche, scrivendosi, che abitavano a cinque minuti di distanza.

Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Mi viene in mente il verso di questa famosissima canzone. Se a Shirley (se a chiunque di noi) avessero detto che il vero amore abita a pochi passi da casa, forse avrebbe storto il naso. Lei aveva scritto a un marinaio in mezzo al mare; e così noi pensiamo che la vera felicità sia sempre in un qualche posto lontano da qui. Altrove ci sembra sempre più allettante di ciò che è sotto i nostri occhi.

Un amore lento e a distanza

Dopo quel primo incontro epistolare fortuito, Jack e Shirley continuarono a scriversi per un anno prima di incontrarsi di persona. Una cosa assurda a pensarla alla luce degli strumenti tecnologici di oggi. Fu un tempo lento di conoscenza a distanza, che può essere anche interpretato come ambasciatore di buone occasioni e parente non troppo lontano di quella strana cosa chiamata verginità: è l’amore che non precipita nel possesso, ma matura molto profondamente in un incontro-da-lontano.

Scrivere a mano una lettera, spedirla, leggerla, scrivere la lettera di risposta, spedirla. Era davvero lungo il tempo della corrispondenza, anche quando il cuore di due giovani batteva all’impazzata. Gli incontri tra Shirley e Jack avvenivano durante i permessi dal servizio navale di lui. La proposta di matrimonio fu fatta al padre di lei e 3 anni dopo divennero marito e moglie.

Il matrimonio fu riorganizzato tre volte a causa degli impegni di Jack in mare, ma la coppia poté finalmente scambiarsi gli anelli il 28 aprile 1960, quando Jack atterrò a Portsmouth sull’aeroplano HMS Centaur.

Ibid.
JUST MARRIED

Una vita straordinariamente normale

Possiamo anche immaginare che la storia di Jack e Shirley susciti l’interesse di qualche sceneggiatore televisivo. La trama iniziale ha quel tocco di sorpresa che cattura l’interesse, ma poi arriva il “punto dolente” del matrimonio. Che si racconta dopo? Come tenere incollati gli spettatori? E giù amanti, tradimenti, lutti, tragedie, alieni e quant’altro.

E’ proprio su questo punto che vediamo la distanza abissale tra la realtà e le fiction. Quando una trama inventata arriva al matrimonio precipita, se non è ravvivata da eventi sconvolgenti (spesso e volentieri nel male). Invece quando una vera trama di vita arriva al matrimonio, comincia la vera avventura vestita da una normalità quasi dimessa e monotona.

Monotona non è stata la vita di Shirley e Jack che, in piena pandemia, non hanno potuto festeggiare come si deve i loro 60 anni di matrimonio. Dopo un inizio così romantico e rocambolesco, il clamoroso della loro storia va snidato dietro il velo apparentemente opaco del quotidiano. In una serie di Netflix Jack sarebbe rimasto in marina, sarebbe stato coinvolto in qualche scontro con una flotta nemica, mentre a casa Shirley poteva invaghirsi del nuovo arrivato nel quartiere e vivere una lussuriosa storia d’amore.

Nella realtà, Jack ha lasciato la marina nel 1962 e da allora ha lavorato come autista di autobus. Shirley ha lavorato come addetta alla stampa degli indirizzi e si è occupata di corrispondenza. E sono diventati genitori di cinque figli: Karen, Kevan, Donna, Lisa e Debra. Nulla di straordinario? Insomma… cimentarsi nell’impresa di crescere una famiglia così numerosa avrà riempito i loro giorni di quelle titaniche battaglie che conosciamo bene, ci sfiniscono e ci esaltano, ma non si meritano i titoloni.

Ed è un gran peccato che quando accendiamo la TV siamo assaliti da storie che ci riempiono di suspance e shock, ma non sanno più restituirci la speranza scritta in tante trame di vita reale. Ed è un gran fortuna però che i ruoli non siano invertiti, e cioé che il quotidiano sia ancora lo spazio che regge il mondo senza effetti speciali.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. – Salmo 127

C’è davvero una grande benedizione nelle parole di questo salmo. La festa che Shirley e Jack hanno potuto celebrare nonostante le restrizioni del Covid è scritta nei volti dei loro 10 nipoti e pronipoti. Perché dà un gran senso di gratitudine vedere che la trama della vita si fa bellissima, anche quando non ne siamo più i protagonisti in primo piano. Che l’amore umano, tanto imperfetto e fragile, possa partecipare a un mondo che rinasce è un mistero con cui la Provvidenza ci anticipa segni di vera eternità.

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