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Embrioni umani, virus di scimpanzé, OGM: cosa contiene AstraZeneca?

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Frédéric Scheiber / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP

Dosi del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 30/03/21

Il Prof. Genuardi, Direttore dell’Unità di Genetica Medica del Policlinico Gemelli, fa chiarezza sul vaccino Vaxzevria (nuovo nome di AstraZeneca) e su come funziona

Molti si chiedono cosa contiene e come funziona il vaccino di cui si sta tanto parlando in queste settimane: AstraZeneca. O meglio Vaxzevria, poichè l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ne ha autorizzato il 25 marzo il cambio di denominazione.

Ecco alcuni importanti chiarimenti su questo vaccino considerato “tradizionale” poichè differente, nel metodo con cui è stato realizzato, rispetto a Pfizer e Moderna.

Cosa c’è dentro al Vaccino Vaxzervia / AstraZeneca

Nel bugiardino di Vaxzevria, è scritto che una dose (0,5 mL) contiene:

Adenovirus di scimpanzé che codifica per la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 ChAdOx1-S*, non inferiore a 2,5 x 108 unità infettive.

*Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM).

ASTRAZENECA

Adenovirus di scimpanzè e OGM

Spiega ad Aleteia il Prof. Maurizio Genuardi, Direttore UOC Genetica Medica, Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”, e Professore Ordinario di Genetica Medica, Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma: 

«Il vaccino in questione è di per sé un OGM. Nel senso che si tratta di un virus (che è un microorganismo) che è stato modificato artificialmente. Le modifiche apportate in laboratorio sono sostanzialmente due. Innanzitutto il virus viene reso inattivo, per fare in modo che non sia in grado di provocare quelle infezioni, generalmente lievi, che normalmente gli Adenovirus scatenano nell’uomo. Poi viene reso capace di indurre gli anticorpi contro il virus SARS-CoV-2».

Come funziona la modifica del DNA del virus

«All’interno del DNA dell’Adenovirus di scimpanzè, cioè del patrimonio genetico del virus – prosegue Genuardi – è stato prima eliminato un gene essenziale per le sue capacità infettive. Successivamente è stato inserito un gene del virus  SARS-CoV-2. che contiene istruzioni per la sintesi della proteine Spike».

VACCINE

Nessuna mutazione del DNA umano

«Quindi – continua l’esperto di genetica – l’Adenovirus è geneticamente modificato in questo senso. Cioè è stato mutato il suo patrimonio genetico. Ciò non significa affatto che possa provocare mutazioni genetiche nelle persone cui viene somministrato».  

Cellule embrionali e aborto procurato

L’Adenovirus di scimpanzé è prodotto in cellule renali embrionali: un altro aspetto da chiarire. «Non c’è da meravigliarsi – premette Genuardi – perché la coltivazione di questi tipi di virus avviene generalmente in cellule embrionali umane coltivate nei laboratori da molti anni. Si tratta di linee cellulari usate in molti laboratori da diversi anni».

Tali linee si utilizzano essenzialmente per due motivi, aggiunge l’esperto di genetica, «perché possono crescere in laboratorio indefinitamentee sono facilmente disponibili attraverso banche di colture cellulari». 

La linea HEK293t usata per la produzione del vaccino Vaxzevria / AstraZeneca «è derivata, tramite modifiche di laboratorio, da una linea ottenuta nel 1973, HEK293, partendo da cellule di tessuto embrionale renale di un aborto procurato.

La verità sul prelievo dal feto abortito

«Le cellule originali si prelevarono dal rene di un feto abortito legalmente nel 1973. Le cellule HEK-293 usate oggigiorno sono cloni di quelle cellule originali, ma non sono le cellule del feto abortito», precisa nelle Faq il sito ufficiale del Vaccine Knowledge Project , (Progetto di conoscenza sui vaccini) dell’Università di Oxford, che è dove è stato creato il vaccino Vaxzevria / AstraZeneca.

«I virus sono purificati varie volte per rimuovere il materiale delle colture cellulari. Questo rende improbabile che del materiale umano resti nel vaccino finale», aggiunge sempre nelle Faq il progetto accademico che vuole migliorare la conoscenza sul vaccino, fondato dal Centro di Ricerca Biomedica dell’Università di Oxford.

Le fake news dei NoVax sugli aborti

I NoVax, in queste settimane, stanno facendo molta disinformazione su questo punto. Ripetono come un mantra la stessa tesi: il vaccino Vaxzevria / AstraZeneca si produce sfruttando feti umani abortiti. Open (15 marzo) riporta il testo del tweet della NoVax Barbara (attualmente rimosso):

Mi piacerebbe sapere con un singolo rene di feto umano quante dosi di vaccino Astrazeneca si ottengono; com’è strutturata la filiera, chi glieli fornisce e come. Perché ci saranno ordini e bolle di consegna. Se non vedete la mostruosità della cosa siete già perduti.

Come mai questo tweet? C’è una possibile origine. A novembre 2020 circolava un video su Facebook nel quale si affermava che il vaccino Vaxzevria / Astrazeneca conterrebbe cellule di un feto abortito. La prova? Un documento riguardante lo stesso vaccino dove viene riportato l’utilizzo delle cellule MRC-5.

Scrive il giornale diretto da Enrico Mentana:

Di cosa stiamo parlando? Di una linea cellulare di nome MRC-5, un gruppo di cellule coltivate in laboratorio da un unico feto abortito nel 1966. Cercando di spiegarlo nella maniera più grezza possibile, quelle che vengono usate oggi sono le “repliche” coltivate in laboratorio da un feto che non c’è più e per le quali non vengono utilizzati altri feti abortiti di origine umana.

Un aborto di convenienza dove una donna è stata ingaggiata per abortire a pagamento? Niente affatto, si trattava di un aborto legale che non prevedeva l’utilizzo del feto per scopi scientifici. Insomma, la narrativa diffusa dai NoVax riguardo una sorta di business dell’orrore, dove si fanno abortire delle donne per poi utilizzare i feti per la produzione in massa di vaccini, è di fatto una enorme falsità.

Il documento utilizzato per la narrativa NoVax, tra l’altro, è sbagliato. Per produrre il vaccino di Vaxzevria / AstraZeneca, come abbiamo già detto, si usano le linee cellulari HEK 293 TREX derivate dalle cellule renali di un feto del 1973, ottenuto da un aborto avvenuto nei Paesi Bassi. 

Differenza con Pfizer e Moderna

Vaxzevria / AstraZeneca, infine, è un tipo di vaccino creato in modo diverso da Pfizer e Moderna. Sempre il professore Genuardi sottolinea: «Pfizer e Moderna non sono basati sul trasporto di molecole che inducono all’immunità attraverso l’inoculazone di un virus. Contengono una molecola di Rna messaggero, l’m-Rna, che dirige la sintesi della proteine Spike». 

«Mentre con l’Adenovirus – conclude – il prodotto agisce attraverso il recettore del virus alla cellula che lo fa entrare, nell’altro caso il meccanismo è chimico: l’m-Rna messaggero è legato a sostanze chimiche che lo fanno entrare nella cellula». 

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