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Celebrare in casa la Domenica delle Palme

Roman Catholic Arch Diocese of Boston/Flickr

Aleteia - pubblicato il 26/03/21

Questa celebrazione domestica della Parola di Dio è rivolta alle persone impossibilitate a partecipare all’ufficio della Domenica delle Palme nella loro parrocchia, particolarmente a causa della pandemia. 
Si tratta tuttavia di una celebrazione vigiliare, dunque la potrà utilizzare con frutto anche la famiglia che vorrà prepararsi alla messa domenicale in parrocchia.

Se si prevede di partecipare alla messa domenicale in parrocchia, si omette la benedizione delle palme.

Indicazioni per la benedizione delle palme (o dei ramoscelli d’ulivo):

  • Palme e/o ramoscelli d’ulivo dovranno essere stati preparati in anticipo.
  • Per chi dispone di un giardino.
    • Può essere difficile, specie in alcune regioni, procurarsi sia le palme sia lo stesso ulivo: i rami di qualunque albero o arbusto, però, possono fare alla bisogna (a condizione che siano verdi e dotati di foglie). La liturgia ha scelto foglie sempreverdi per indicare la vita nuova che trionfa sulla morte, ma si potranno scegliere, in ordine di preferenza:

      • palme (attenzione a tagliare bene le spine);
      • olive;
      • agrumi;
      • abete;
      • tasso;
      • salice;
      • forsizia;
      • pruno;
      • ciliegio.
  • Per chi non dispone di un giardino.
    • Se si è appena in due o tre persone, dei ramoscelli di una bella pianta verde faranno alla bisogna.
    • Altrimenti si potranno disegnare su cartone o cartoncino dei rami di palma che, se possibile, verranno colorati di verde. Se il supporto è sufficientemente solido da tenersi, si potrà anche ritagliare la palma con le forbici. Ognuno si munirà del suo ramoscello o della sua palma per la benedizione.
  • Alla fine della celebrazione si potrà organizzare una piccola processione per andare a mettere un ramoscello su ogni crocifisso presente in casa. Si potrà fare lo stesso – va da sé – con i manufatti in cartoncino o cartone.

Indicazioni per la lettura del Passio dal Vangelo secondo san Matteo:

  • La lettura odierna è particolarmente bella e coinvolgente: converrà servirsene bene sforzandosi di leggerla con la massima espressività possibile, a voce alta e chiara e con bella dizione.
  • Ci si dovrà suddividere il testo in anticipo secondo i ruoli della lettura:
    • X = Gesù;
    • L = Lettore;
    • D = Discepoli e amici;
    • A = Altri personaggi.
  • Ove si sia appena in tre, il Lettore (L) leggerà anche le parti degli Altri personaggi (A).
  • Ove si sia appena in due, il Lettore (L) leggerà anche le parti degli Altri personaggi (A) e di Discepoli e amici (D).
  • Ogni lettore dovrà esprimere (con giusta moderazione) le intonazioni competenti allo svolgimento del dramma sacro.
  • Sarà bene che ciascuno prepari in anticipo la parte che gli viene affidata.

Indicazioni per l’uso complessive:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalina e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La si può fare dal sabato sera (celebrazione vigiliare) alla domenica sera, ma la domenica mattina resta comunque il momento più appropriato.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata in vista della gioia pasquale.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Vigilia della domenica delle Palme e della Passione

Celebrazione della Parola

«Io sono la risurrezione e la vita. Tu lo credi?»

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
stamane [o “stasera”], in [o “alla vigilia di”] questa Seconda Domenica di Passione, sappiamo bene che Gesù Cristo è presente in mezzo a noi mentre ci riuniamo per pregare nel suo Nome. Parimenti crediamo che quando si legge la Scrittura in Chiesa, è lo stesso Verbo di Dio a parlarci. La sua Parola è allora vero nutrimento per la nostra vita.

Ecco perché adesso tutti insieme, in comunione con l’intera Chiesa, ci mettiamo all’ascolto di questa Parola che salva.

Pausa

La Domenica delle Palme ci invita a passare dall’angoscia alla speranza, dalla paura al dono di sé e così, di passaggio in passaggio, ad avanzare verso la verità di Pasqua.

In questi giorni di prova prendiamo coscienza, dolorosamente, dei nostri limiti e delle nostre fragilità.

Tuttavia non ne dubitiamo: quel che Gesù diceva ieri a san Paolo egli lo dice anche oggi a ciascuno di noi: «Ti basta la mia grazia, perché la mia forza si manifesta al meglio nella tua debolezza».

Pausa

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

℟.: Amen.

Se si prevede di partecipare l’indomani alla messa in parrocchia, si omette la Benedizione delle palme che qui delimitiamo fra due righe orizzontali. 


BENEDIZIONE DELLE PALME

Si prendono in mano i rami preparati (o quel che ne fa le veci), li si alzano in cielo facendoli ondeggiare e si canta l’antifona d’ingresso (Pueri Hæbreorum) o il Sanctus su un’aria nota, in italiano o in latino:

Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell’universo!
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli!

Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt cœli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis.
Benedictus qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis.

Si tengono sempre in mano i rami, davanti a sé, e colui che guida la preghiera, a mani giunte dice la preghiera di benedizione:

℣.: Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te, e concedi a noi tuoi fedeli, che rechiamo questi rami in onore di Cristo trionfante, di rimanere uniti a lui, per portare frutti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

℟.: Amen.

VANGELO

Si resta in piedi e il Lettore legge il Vangelo delle Palme.

Evangelo di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo [Mt 21,1-11]

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Alla fine della lettura, si acclama nuovamente al Signore cantando la seconda parte del Sanctus, in italiano o in latino:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli!

Benedictus qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis.

Si depongono i ramoscelli in luogo apposito e ci si siede.


Colui che guida la preghiera riprende la parola e invita tutti al raccoglimento:

O Gesù, nel cuore di questa celebrazione delle Palme abbiamo appena fatto memoria del tuo ingresso trionfale a Gerusalemme, ed abbiamo unito lo slancio dei nostri cuori e il suono delle nostre voci per acclamarti con un solo cuore e un solo spirito con la tua Chiesa.

Sì, vogliamo celebrarti un trionfo – a te che vieni nel nome del Signore, o Gesù, nostro fratello e nostro Dio –: facci la grazia di non perdere mai di vista la verità di Pasqua, quella che tu ci insegnerai nel corso della tua Passione. Eccola qui, la verità di Pasqua: il trionfo cristiano passa sempre per una croce e per il dono amante della propria vita. Fino alla fine.

Pausa

Adesso ci prepariamo ad aprire i cuori alla Passione del Signore, facendo silenzio.

Sempre seduti, ognuno china il capo e chiude gli occhi per aiutare il raccoglimento. Si tiene il silenzio per alcuni minuti.
Colui che guida la preghiera rompe quindi il silenzio e invita i partecipanti ad alzarsi dicendo: 

All’ingresso del Signore nella Città santa, i bambini – portando rami di palma e d’altri alberi – annunciavano la risurrezione. Con loro cantiamo:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli!

Benedictus qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis.

ORAZIONE 

℣.: Dio di tenerezza e di pietà, per mostrare al genere umano fino a quale abbassamento egli dovette acconsentire, tu hai voluto che il nostro Salvatore subisse la morte di croce, in un corpo in tutto conforme al nostro: accordaci la grazia di amarci gli uni gli altri come egli ci ha amati, e di avere parte alla sua risurrezione. Egli vive e regna con te e lo Spirito Santo per i secoli dei secoli. 

℟.: Amen.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre il secondo resta seduto.

PRIMA LETTURA 

Fil 2,6-11
Cristo umiliò sé stesso, per questo Dio lo esaltò

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.

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