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Sacerdote rischia l’arresto per aver celebrato la Messa in Irlanda

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Francisco Vêneto - pubblicato il 25/03/21

Il parroco è già stato multato, ma ha avvisato che, rispettando tutti i protocolli sanitari, non smetterà di celebrare l'Eucaristia

Un sacerdote rischia l’arresto per aver celebrato la Messa in Irlanda alla presenza di (pochi) fedeli, pur seguendo tutti i protocolli sanitari per evitare i contagi da coronavirus. Il motivo della possibile detenzione, secondo il portale Irish Catholic, è la disobbedienza del sacerdote nei confronti della sospensione del culto pubblico decretato dal Governo del Paese dal 7 ottobre dello scorso anno, in teoria per combattere la pandemia di Covid-19.

La sospensione rappresenta attualmente la restrizione più rigida alle attività religiose in presenza in tutta Europa. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il culto pubblico in Irlanda è stato sospeso per quasi 8.

Il sacerdote accusato di disobbedienza è padre J. Hughes, parroco di Mullahoran e Loughduff, nella contea irlandese di Cavan. Al presbitero è stata inflitta una multa di 500 euro.

“Domenica prossima inizia la Settimana Santa. È difficile credere che per il secondo anno di seguito le persone non potranno partecipare alle cerimonie della Settimana Santa. Nonostante le dimensioni della chiesa e il fatto che si tratti di un luogo santo per via della presenza di Gesù nel tabernacolo, la polizia ritiene la parrocchia un punto critico per la diffusione del virus”.

Il sacerdote ha commentato la sproporzione tra il divieto del culto pubblico e le concessioni ad altre attività quotidiane, anche se le chiese stanno prendendo le misure sanitarie protocollari per evitare i contagi.

“La maggior parte delle persone è sana e può fare la spesa e portare i figli a scuola, e molte lavorano in ambienti chiusi. Stiamo commettendo un grave errore rifiutando Dio e Nostro Signore Gesù Cristo, rimanendo lontani perché i funzionari governativi dicono che dobbiamo farlo”.

Padre Hughes ricorda che la Costituzione irlandese garantisce sia il diritto di praticare la propria fede pubblicamente che quello di protestare contro misure discutibili del Governo. Oltre a questo, ricorda anche che i fedeli hanno il diritto di rimanere a casa se lo preferiscono, quindi la Chiesa non sta costringendo nessuno ad assistere in presenza alle celebrazioni. Ad essere contestata è la negazione istituzionale del diritto dei cittadini irlandesi cattolici che, prendendo tutte le dovute precauzioni sanitarie e rispettando tutti i protocolli di distanziamento sociale, desiderano ricevere la Santa Comunione in una celebrazione in presenza della Santa Messa.

Secondo fonti della parrocchia, il sacerdote non ha intenzione di pagare la multa di 500 euro, e dice di essere disposto ad andare in prigione se è il “prezzo” del fatto di non abbandonare il culto pubblico. Nel caso si verificasse un’aberrazione di questo tipo, sarebbe la prima volta che un sacerdote viene arrestato in Irlanda per aver celebrato la Santa Messa.

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