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La vita in Africa vale poco, denuncia la Via Crucis scritta da un vescovo

MASS BANGUI

Nabil BOUTROS I CIRIC

Francisco Vêneto - pubblicato il 20/03/21

“Si muore prima del tempo, e si vive in condizioni così precarie che spesso mi chiedo se ci sia vita prima della morte”

La vita in Africa vale poco, ha denunciato la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) attraverso una Via Crucis composta da monsignor Jesús Ruiz Molina, vescovo ausiliare di Bangassou, nella Repubblica Centroafricana.

Il vescovo di origine spagnola ha scritto:

“In quasi tutti i Paesi dell’Africa subsahariana, la speranza di vita media della popolazione non arriva ai 60 anni. Nel Paese in cui vivo è di 50 anni scarsi. Si muore prima del tempo e si vive in condizioni così precarie che spesso mi chiedo se ci sia vita prima della morte. Quanto vale poco la vita in Africa!”

Lo scarso valore della vita nel continente africano

Secondo quanto riferito dall’agenzia Ecclesia, monsignor Molina invita i fedeli a meditare sulla Passione di Cristo mentre la vedono riflessa nel calvario di un continente “schiavizzato dal guadagno, violentato dal terrorismo, immerso tante volte in una povertà quasi oscena”.

La “Via Crucis Africa” denuncia disumanità come la fame, la violenza contro le donne e lo scandalo brutale dei bambini-soldato.

La fondazione ACS osserva che le riflessioni proposte nel testo “turbano le coscienze” di chi “guarda all’Africa come a un luogo subalterno”. In Portogallo, la fondazione destinerà il denaro raccolto con la vendita del libro a progetti a favore dei cristiani africani, vittime della persecuzione e dell’intolleranza religiosa.

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