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Vi costa dominarvi? L’esempio di questo santo vi aiuterà a non scoppiare

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Dolors Massot - pubblicato il 16/03/21

Il dominio di sé è manifestazione di forza e mitezza. Non è da codardi, al contrario: è la prova della nostra maturità

Vi costa dominarvi e vorreste migliorare? Il dominio di se stessi è un valore che denota maturità. Nell’infanzia il bambino protesta, si arrabbia, scalcia e arriva a graffiare o a picchiare, finché i grandi non gli insegnano come incanalare quell’ira. Gli offrono argomentazioni, gli fanno vedere che è amato, gli spiegano le cose…

Arriva l’adolescenza e tutto ribolle, dentro e fuori. Non mi capiscono, quello che dicono i miei genitori è ingiusto… Il mondo cospira contro il giovane, e si scatena un fiume di passioni. L’ira è una di queste.

Quando si è grandi, l’abitudine della forza fa sì che non rispondiamo alle cose al primo impulso. In questo interviene la virtù della prudenza, che ci aiuta a giudicare bene prima di agire correttamente. Valutiamo ciò che accade, ponderiamo le cose e poi decidiamo.

Quando una persona non ha acquisito sufficiente maturità, però, l’ira è una passione che porta alla violenza. Lo vediamo in un litigio tra compagni di scuola o in strada, nelle manifestazioni, nelle partite di calcio, in una notte a base di alcool, in una discussione per una questione di traffico.

Attacchi pericolosi

Quando una persona non si domina, passa da zero a cento in pochi secondi, e questo culmina sempre in atti di cui in seguito si pente, perché fa del male a qualcuno, con le parole o con i fatti. Per non parlare di quando gli scontri provocano feriti o perfino morti.

Quante volte abbiamo insultato solo perché ci andava, o abbiamo agito in modo violento nei confronti dei nostri fratelli (pensando che c’è fiducia e non succede niente), dei nostri amici o magari di qualcuno che abbiamo visto per la prima volta in un bar o per strada?

San Clemente Maria Hofbauer

Se la vostra risposta è “Non sono riuscito a trattenermi”, ecco quello che ha fatto un sacerdote, San Clemente Maria Hofbauer, che la Chiesa celebra il 15 marzo.

CLEMENS HOFBAUER

San Clemente era cieco. Un giorno entrò in una taverna per chiedere l’elemosina. Un uomo seduto a uno dei tavoli gli sputò in faccia.

Clemente rimase per un momento in silenzio, poi gli rispose: “Questo era per me. Ora può darmi qualcosa per i bambini poveri, signore?”

Un testimone di quell’episodio commentò: “Chi è quell’uomo? Dev’essere davvero santo per reagire così”. In effetti lo era.

Quel giorno San Clemente Maria Hofbauer rispose con quella mitezza e quell’umiltà perché era qualcosa su cui lavorava ogni giorno.

Era molto devoto alla Madonna, pregava intensamente e si dedicava ad assistere le persone di ogni condizione. Influì in modo straordinario sui circoli intellettuali di Vienna, e organizzò un movimento cattolico in Polonia.

Se vuoi maturare e avere dominio di te stesso

Non giustificare la tua mancanza di dominio di te stesso. Se vuoi maturare e sai stare al tuo posto anche in situazioni tese, inizia con piccoli gesti, ad esempio:

  • Non rispondere male ai tuoi genitori senza aver prima ripetuto interiormente quello che ti dicono e aver provato a comprenderlo.
  • Non replicare a un insulto.
  • Smetti di gridare quando qualcosa ti fa arrabbiare.
  • Cerca di non opporti a voce alta a quello che dice il professore in classe solo perché è l’insegnante a dirlo, o a quello che dice il capo solo perché è lui a dirlo.
  • Non passare davanti a quel gruppo di violenti se può essere inteso come una provocazione.
  • Chiedi aiuto all’angelo custode per morderti la lingua quanto stai per dire qualcosa di sconveniente.
  • Leggi la Passione di Gesù: immedesimati nelle scene in cui Gli sputano addosso, Lo insultano, Lo colpiscono e Lui – dice il Vangelo – tace.

La mitezza è la docilità nel trattamento. Non ti rende meno uomo o meno donna. È qualcosa che ti pone in una posizione migliore per vivere in pienezza. Può sembrare paradossale, ma ci rende più padroni di noi stessi. E questo è il vero dominio di se stessi.

Un buon motivo per dominarsi

Logicamente, quando si ha un buon motivo per dominarsi è più facile farlo. Se dominarvi vi costa, trovare un motivo d’amore vi aiuterà a migliorare.

La motivazione dev’essere sempre l’amore: per i vostri genitori e fratelli, per il fidanzato o la fidanzata, per la persona fragile… ma anche per chi sembra meritare un pugno. È quello che ha sicuramente più bisogno della nostra empatia e della nostra misericordia, solo che non chiede aiuto.

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