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Pfizer, AstraZeneca e… i molti gradi di “accettabilità morale”

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Frédéric Scheiber / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP

Dosi del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19.

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 16/03/21

L'utilizzo di vaccini sviluppati a partire da feti abortiti è “accettabile” in caso di “grave pericolo” – ha indicato la Santa Sede lo scorso dicembre.

Oggi in Europa occidentale sono disponibili quattro vaccini contro il Covid-19:

  1. il Comirnaty di Pfizer e BioNTech;
  2. l’ARNm di Moderna;
  3. l’AZD1222 di AstraZeneca; e presto
  4. lo Janssen di Johnson & Johnson, che l’11 marzo ha ricevuto la prima luce verde europea.

Mentre però tutti invocano un’accelerazione nella campagna vaccinale, è legittimo domandarsi se sul piano morale tutti i vaccini si equivalgano. La questione verte in particolare sul ricorso – in fase di sviluppo o di fabbricazione – a linee cellulari provenienti da feti abortiti.

Alla fine del dicembre 2020, a fronte delle prime domande pervenute, la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva risposto che il ricorso a vaccini concepiti a partire da linee cellulari tratte da feti abortiti era “accettabile” in caso di “grave pericolo” e di mancanza di alternative. Il dovere morale di evitare questa fattispecie terapeutica non prevarrebbe, se non si trattasse del solo modo di evitare la “propagazione della pandemia”. La Santa Sede insiste poi sul fatto che quest’autorizzazione «non costituisce in sé una legittimazione, neppure indiretta, della pratica dell’aborto», e «suppone necessariamente l’opposizione a tale pratica» da parte di quanti ricorrano a questo tipo di vaccini.

Dunque esistono differenti gradi di accettabilità morale? Facciamo un giro tra i vaccini esistenti.

1Pfizer Biontech

Immesso sul mercato europeo: 21 dicembre 2020.

Tecnica utilizzata: il vaccino chiamato “Comirnaty” è stato sviluppato dal laboratorio americano Pfizer e dal laboratorio tedesco BioNTech. Utilizza un principio attivo chiamato RNA messaggero (RNAm), ancora mai utilizzato nei vaccini. L’RNAm è una copia temporanea di un frammento di DNA della proteina di punta S del virus. Le cellule del corpo umano leggono l’RNAm e sintetizzano la proteina: ciò consente una risposta immunitaria dell’organismo in caso di attacco del virus. Una volta letto, l’RNAm viene eliminato dal corpo.

Caratteristiche: gli studi clinici hanno evidenziato un altissimo tasso di immunizzazione (95%). Sono necessarie due iniezioni.

Presenza di cellule provenienti da feti abortiti: prima della commercializzazione del vaccino Pfizer e BioNTech hanno utilizzato linee cellulari provenienti da aborti per testare in vitro l’efficacia del vaccino, ma nessuna linea cellulare di embrioni o feti abortiti è stata utilizzata nella composizione del vaccino.

Problema morale: come ricorda la Congregazione per la Dottrina della Fede, «esistono differenti gradi di responsabilità nella cooperazione con il male dell’aborto». Siccome nessuna cellula di feto abortito è stata utilizzata nella composizione del vaccino, tale cooperazione con il male è lontana dall’utente finale. Nella fattispecie, «il vaccino non contiene cellule umane», riassume mons. Jacques Suaudeau, medico, teologo e ricercatore. «Non c’è cooperazione dell’utente con il male dell’aborto», che dunque non è neppure chiamato in causa. Gli scienziati che hanno deciso di testare il virus in laboratorio con linee cellulari provenienti da feti abortiti sono invece toccati più direttamente dal problema, perché la cooperazione col male dell’aborto si fa più prossima, nel loro caso.

2Moderna

Immesso sul mercato europeo: 6 gennaio 2021.

Tecnica utilizzata: messo a punto dalla ditta americana Moderna, esso utilizza una tecnologia simile a quella del vaccino di Pfizer e BioNTech (RNAm). Quando s’inietta questo vaccino, le cellule della persona inoculata utilizzano l’informazione contenuta nell’RNAm per produrre una proteina. Nel caso del vaccino contro il Covid-19, si tratta di una versione della proteina di spigolo del Coronavirus (che genera il Covid-19) ad essere trasportata. Il sistema immunitario della persona inoculata riceve il segnale di produrre anticorpi e cellule immunitarie.

Caratteristiche: Molto vicino allo Pfizer/BioNTech, il vaccino Moderna è efficace al 94,1%. Sono necessarie due dosi.

Presenza di cellule provenienti da feti abortiti: linee cellulari provenienti da feti abortiti sono state utilizzate per testare il vaccino in laboratorio, ma nessuna linea cellulare di feto abortito rientra nella composizione.

Problema morale: come ricorda la Congregazione per la Dottrina della Fede, «esistono differenti gradi di responsabilità nella cooperazione con il male dell’aborto». Siccome nessuna cellula di feto abortito è stata utilizzata nella composizione del vaccino, tale cooperazione con il male è lontana dall’utente finale. Nella fattispecie, «il vaccino non contiene cellule umane», riassume mons. Jacques Suaudeau, medico, teologo e ricercatore. «Non c’è cooperazione dell’utente con il male dell’aborto», che dunque non è neppure chiamato in causa. Gli scienziati che hanno deciso di testare il virus in laboratorio con linee cellulari provenienti da feti abortiti sono invece toccati più direttamente dal problema, perché la cooperazione col male dell’aborto si fa più prossima, nel loro caso.

3AstraZeneca

Immesso sul mercato europeo: 29 gennaio 2021.

Tecnica utilizzata: il vaccino AZD1222 sviluppato da AstraZeneca impiega un vettore adenovirale. Vale a dire che utilizza un altro virus (un adenovirus di scimpanzé) ricombinato per esprimere la proteina Spike del Sars-CoV-2.

Caratteristiche: secondo l’Agenzia Europea del Farmaco è efficace al 60%; è però meno costoso dei due precedenti e più facile da conservare. Necessarie due dosi.

Presenza di cellule provenienti da feti abortiti: nel corso del processo di produzione di questo vaccino i ricercatori si sono basati su delle cellule viventi, le cellule HEK 293, che sono una linea cellulare proveniente da cellule embrionali renali di un feto abortito nel 1973. «C’è stato quindi in principio un feto abortito da cui è stata prelevata una cellula renale poi messa in coltura», spiega mons. Suaudeau. «Queste cellule, che si sono moltiplicate, sono state divise e poi replicate eccetera»: è questo che s’intende per “linee cellulari”. Oggi queste cellule si trovano piuttosto frequentemente in commercio. AstraZeneca ha dunque fatto ricorso a linee cellulari di un feto abortito, ma nessuna cellula di feto è presente nel vaccino.

Problema morale: quando non sono disponibili dei vaccini eticamente irreprensibili, la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene che sia moralmente accettabile ricevere vaccini che hanno utilizzato linee cellulari da feti abortiti nelle loro ricerche e nel processo di produzione. In altri termini, se un vaccino più etico non è accessibile «il dovere morale di evitare una tale cooperazione (materiale passiva) col male dell’aborto non è obbligatorio in caso di pericolo grave, come ad esempio la propagazione del Covid-19». «In assenza di altri mezzi per arrestare o prevenire la pandemia – riprende la Congregazione nella sua nota – il bene comune può raccomandare la vaccinazione, soprattutto per proteggere i più deboli e i più esposti». Per l’utente finale non si tratta comunque di una cooperazione diretta con l’aborto. Una cooperazione diretta con l’aborto è un atto necessario alla realizzazione propriamente detta dell’aborto in sé e per sé, ad esempio la somministrazione dell’anestetico. Se però l’utente finale ha la possibilità di scegliere tra differenti vaccini – tra i quali alcuni realizzati senza utilizzo di linee cellulari da feti abortiti – questi ultimi sono da preferirsi.

4Johnson & Johnson

Immesso sul mercato europeo: ha ricevuto semaforo verde dall’Agenzia Europea del Farmaco giovedì 11 marzo 2021.

Tecnica utilizzata: il vaccino Janssen, del laboratorio Johnson & Johnson, è un vaccino a vettore virale. Per fabbricarlo, gli scienziati utilizzano un adenovirus – responsabile nell’uomo dei raffreddori invernali – del quale essi hanno modificato il DNA perché tale virus, benigno quando iniettato nell’uomo, stimoli la produzione della proteina Spike, specifica del Sars-CoV-2. Non provoca la malattia ma guida il sistema immunitario ad apprendere a difendersene.

Caratteristiche: è efficace al 66% dei casi in generale, ed evita le forme gravi all’85% – secondo i test dei produttori. Contrariamente agli altri vaccini, lo Janssen necessita di una sola iniezione e non di due.

Presenza di cellule provenienti da feti abortiti: questo vaccino è stato elaborato a partire da linee cellulari da feti abortiti. Si tratta di una linea cellulare fetale detta PER.C6, derivata dal tessuto retinico di un feto abortito al quarto mese nei Paesi Bassi nel 1985 – il dettaglio è fornito dall’Istituto Europeo di Bioetica.

Problema morale: quando non sono disponibili dei vaccini eticamente irreprensibili, la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene che sia moralmente accettabile ricevere vaccini che hanno utilizzato linee cellulari da feti abortiti nelle loro ricerche e nel processo di produzione. In altri termini, se un vaccino più etico non è accessibile «il dovere morale di evitare una tale cooperazione (materiale passiva) col male dell’aborto non è obbligatorio in caso di pericolo grave, come ad esempio la propagazione del Covid-19». «In assenza di altri mezzi per arrestare o prevenire la pandemia – riprende la Congregazione nella sua nota – il bene comune può raccomandare la vaccinazione, soprattutto per proteggere i più deboli e i più esposti». Per l’utente finale non si tratta comunque di una cooperazione diretta con l’aborto. Una cooperazione diretta con l’aborto è un atto necessario alla realizzazione propriamente detta dell’aborto in sé e per sé, ad esempio la somministrazione dell’anestetico. Se però l’utente finale ha la possibilità di scegliere tra differenti vaccini – tra i quali alcuni realizzati senza utilizzo di linee cellulari da feti abortiti – questi ultimi sono da preferirsi: altrimenti la cooperazione con il male dell’aborto è molto più diretta, anche per l’utente finale.

Questo vaccino solleva «preoccupazioni morali supplementari», allertano del resto i Vescovi negli Stati Uniti (dove il vaccino è commercializzato), perché «è stato sviluppato, testato e prodotto con linee cellulari derivate da aborto». «Se è possibile scegliere tra vaccini di equivalenti efficacia e sicurezza, il vaccino con meno connessione con linee cellulari da aborto dovrebbe essere preferito», hanno insistito.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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congregazione per la dottrina della fedecoronaviruscovidpandemiavaccinivaccino
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