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Gesù ha avuto paura della morte, e questo ci deve incoraggiare

An angel comforting Jesus before his arrest in the Garden of GethsemaneAn angel comforting Jesus before his arrest in the Garden of Gethsemane

Carl Bloch | Public Domain

Francisco Vêneto - pubblicato il 11/03/21

Questo ci deve incoraggiare

Ed è questa stessa debolezza di Gesù, però, che ci dà coraggio di fronte alla sofferenza e alla morte. Egli ci ricorda che l’uomo è mortale a seguito del peccato, ma la mortalità si restringe al nostro passaggio per questo mondo finito. Dopo la morte, e grazie alla morte del Figlio di Dio, saremo da Lui risuscitati, grazie alla Sua Resurrezione.

Anche se i tormenti terribili di Cristo sono derivati molto meno dalla Sua sofferenza fisica che dai nostri peccati, la Sua esperienza di quei tormenti e la Sua vittoria definitiva su di essi sono un incentivo ad affrontarli seguendo il Suo esempio: provando, sì, l’angoscia e la paura naturale del dolore e della morte, ma avendo anche la certezza che è solo un momento, intenso ma breve, di fronte all’infinità della Vita Piena che ci aspetta dopo questa lacerante separazione dal mondo finito.

Gesù è arrivato a sudare sangue in quella tristezza mortale:

“Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra” (Lc 22,44).

Paura, ma anche consolazioni spirituali

Allo stesso tempo, Egli ha anche sperimentato consolazioni spirituali in cui possiamo sperare anche noi quando dovremo affrontare questo passaggio decisivo: il Vangelo ci dice che Nostro Signore venne consolato da un angelo mentre pregava in agonia nel giardino del Getsemani.

Secondo San Tommaso d’Aquino, si può dire che l’angelo offrì conforto morale all’anima di Nostro Signore, così sensibile alle manifestazioni d’affetto quanto ad abbandoni, tradimenti e oltraggi. Il ruolo dell’angelo fu quello di ravvivare il Suo coraggio umano. Messaggero celeste, quell’angelo avrà evocato le magnifiche virtù che sarebbero sgorgate dal Sangue Divino e i frutti abbondanti del Suo sacrificio.

La sofferenza umana di Gesù di fronte all’imminenza della morte è così piena di luce e ispirazione per tutti noi che il primo Mistero Doloroso del Rosario è proprio “La preghiera di Nostro Signore Gesù Cristo nell’Orto degli Ulivi” (cfr. Marco 14, 32-42). Recitando il Rosario consapevoli che il dolore redentore darà luogo alla luce eterna della Resurrezione, Nostra Signore, Madre Dolorosa, ci incoraggi.

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gesùmortepaura
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