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HOLY COMMUNION,

Le ostie che nascono dalle mani insanguinate dei detenuti

L’iniziativa intrapresa 5 anni fa nel carcere Opera di Milano, che ha visto gli ultimi degli ultimi diventare artefici di una storia che dalla periferia meneghina si è diffusa alle periferie di molte grandi città del mondo. "Con queste mani, un tempo sporche di sangue, oggi produciamo ostie che vengono consacrate in tante chiese".

4 min di lettura

Source: Doidam 10 | Shutterstock

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La rubrica Buone notizie del Corriere della Sera del 3 marzo scorso ospita un incoraggiante articolo che, parafrasando un passaggio del testo, testimonia come misteriose alchimie possono trasformare la disperazione in speranza. Veniamo così a conoscere l’iniziativa intrapresa 5 anni fa nel carcere Opera di Milano, che ha visto gli ultimi degli ultimi diventare artefici di una storia che dalla periferia meneghina si è diffusa alle periferie di molte grandi città del mondo. 

Dal carcere Opera quello che diventerà il Corpo di Cristo

L’ideatore del progetto, Arnoldo Mosca Mondadori - pronipote dell’omonimo editore - lo presenta così:

Le nostre mani un tempo sporche di sangue oggi producono ostie

Era un sogno, quello di Giuseppe, Ciro e Cristiano: i primi due condannati al carcere a vita, l’ultimo ancora con 14 anni da scontare, quando inviarono questa lettera al Papa pubblicata su Avvenire poco prima di Natale:

Dal carcere Opera a piazza San Pietro per incontrare il Papa

L’abbraccio forte e prolungato con il Pontefice era avvenuto alla fine dell’udienza generale in Piazza San Pietro di sabato 9 aprile 2016, quando il Papa si era soffermato con loro – che avevano portato a Roma 12.000 ostie per fargliele consacrare – un quarto d’ora, ascoltando i loro racconti e scrivendo una lunga dedica al libro “Il Senso del pane”. 

Il progetto ha infatti questo nome e vuole dare significato alle vite che Papa Francesco chiama di scarto, aiutando uomini e donne a riappropriarsi della propria dignità con il lavoro.  Da allora le ostie prodotte nel laboratorio del carcere hanno letteralmente preso il volo: i detenuti ne hanno impastato artigianalmente più di 4 milioni inviate a 500 chiese sparse in tutto il mondo. (Corriere)

EUCHARIST

Le ostie di Opera: un progetto che salva vite

È la Casa dello Spirito e delle Arti, nata dall’intuizione di Arnoldo Mosca Mondadori, a coordinare una rete che in pochi anni dal laboratorio pilota di Opera si è estesa a vari continenti. In Mozambico e in Etiopia sono impegnati ex ragazzi di strada; in Turchia e nello Sri Lanka lavorano ragazze per sottrarsi al mercato della prostituzione; a Pompei e Betlemme sono in campo giovani con disabilità fisica e psichica; nella striscia di Gaza vengono coinvolte le persone più povere; a Buenos Aires è nato un laboratorio dove le ostie vengono prodotte da ragazze e ragazzi che si stanno affrancando dalla schiavitù della droga. 

"Nel pane consacrato si nasconde la vera rivoluzione"

Perché scegliere l’ostia per rappresentare insieme simbolo e prodotto del desiderio di riscatto? Ce lo spiega sempre l’ideatore del progetto:

DOM DLA WIĘŹNIÓW