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La “Pop-Theology” del vescovo Antonio Staglianò: cristianizzare l’immaginario

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Antonio Scorza / Shutterstock.com

Don Fortunato Di Noto - pubblicato il 04/03/21

Non sono solo canzonette. Fanno rumore nell’animo di chi cerca Dio, di chi vuole essere autenticamente uomo. Ecco la Pop-Theology del Vescovo di Noto, una impresa raccogliere il pensiero in un breve articolo.

Il suggerimento è dato dall’interessante approfondimento di Annalisa Teggi, «10 canzoni che hanno parlato di Dio dal palco di Sanremo», dove non sono mancati i riferimenti al sacro e, ormai da diversi anni sul palco di Sanremo la musica leggera ha fatto i conti con un rapporto confuso o molto sincero con Dio.

Questo approfondimento ha richiamato, e non poteva non essere così, l’impegno del Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò che da alcuni anni con la Pop-Theology è impegnato in questo progetto comunicativo teologico-pastorale, volto a riallacciare, come egli stesso afferma, «legami di profonda meditazione e riflessione con tutti i giovani (credenti e non credenti, cristiani, post-cristiani o incristiani, come ama dire Charles Peguy), avviando un ‘autocritica del cattolicesimo moderno’, perché meglio emerga la bellezza esistenziale del cristianesimo sempre ‘ancora inesistente’ (Dominique Collin): un cristianesimo davvero umano perché più corrispondente all’umanità bella e buona di Gesù».

In un suo libro: «Sulle note di Dio. Pop-Theology per far scoprire la bellezza della fede» (2020), il vescovo Staglianò, come si legge dalla presentazione : «associa i grandi nomi della filosofia e della teologia cristiana a quelli dei cantautori contemporanei, osando anche una rilettura teologica del Festival di Sanremo (2019 e 2020) per tentare di ristabilire con i giovani un nuovo contatto attraverso la musica popolare, dando vita a una nuova “teologia dell’immaginazione” (una Pop-Theology), per allargare la ragione e spingerla “oltre”, come anche per comunicare ai giovani con “questo linguaggio” la bellezza del Dio cristiano, solo e sempre amore».

Non solo. Nel Manifestoin 10 punti viene rilanciato il progetto comunicativo teologico-pastorale pensato in questi anni dal pastore della Chiesa netina, per dare più decisivi impulsi alla nuova evangelizzazione, sulla scia di una “Chiesa in uscita” che non può ridursi a uno slogan, ma deve poter sempre più diventare la via di una autentica missione, che appunto la Pop-Theology si propone di dinamizzare, ponendosi come opera di “carità intellettuale”, a servizio del Vangelo.

Il Vescovo Staglianò ha scritto testi su testi sulla Pop-Theology, un teologo, un pastore che proporrà ulteriori riflessioni sulle canzoni 2021 r non solo (si immagini la poesia, il teatro, il cinema).

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