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Dominus Flevit: da qui Gesù contemplò Gerusalemme e pianse

DOMINUS FLEVIT

Zvonimir Atletic - Shutterstock

Custodia Terrae Sanctae - pubblicato il 04/03/21

Il primo episodio della serie “Pellegrinaggi all’origine dei Santuari di Terra Santa” si svolge al Santuario del Dominus Flevit, sul Monte degli Ulivi, là dove Gesù pianse guardando Gerusalemme

Il pellegrinaggio risale alle origini dell’uomo biblico, a partire dall’ esperienza di Abramo.

“Quando uno legge, apre l’Antico Testamento, la Bibbia trova Abramo eterno pellegrino, che si è sempre fidato del Signore. Il pellegrinaggio aveva una caratteristica centrale: si veniva a Gerusalemme per incontrare il Signore. Significava “farsi vedere, presentare debolezze, virtù” (Fr. ARTEMIO VÍTORES GONZÁLEZ, ofm, Custodia di Terra Santa)

Nel nuovo testamento ci sono Gesù e Maria che ogni anno venivano a Gerusalemme per la Pasqua. In uno di questi pellegrinaggi, Gesù pianse per Gerusalemme profetizzandone la distruzione. Il Dominus Flevit è uno dei posti più belli da cui contemplare la Città Santa. Al mattino il sole illumina le antiche mura, al tramonto le pietre della città si tingono d’oro
(Fr. ARTEMIO VÍTORES GONZÁLEZ, ofm, Custodia di Terra Santa).

Il Santuario si trova a metà del Monte degli Ulivi. È uno dei luoghi preferiti dai pellegrini perché da qui si può ammirare tutta la città. La città come la vediamo oggi non è quella dei tempi di Gesù, quando profetizzò la distruzione del Tempio. L’area attorno al Santuario è ricca di reperti che risalgono alle prime generazioni cristiane (Fr. EUGENIO ALLIATA, ofm, Studium Biblicum Franciscanum – Gerusalemme).

Sin dall’inizio i pellegrini si recavano in questo luogo in mezzo alla campagna, sulle pendici del Monte degli Ulivi e dicevano: “ecco da qui Gesù guardando la città, pianse sopra di essa”. Come dice il Vangelo di Luca.

Poi il luogo è entrato in possesso dei francescani: un piccolo luogo, non molto grande, perché gran parte del Monte degli Ulivi appartiene a diverse comunità cristiane. I francescani però ricevettero il permesso dall’allora autorità turca/musulmana di costruire subito una chiesa nuova; la legge diceva infatti, che si sarebbe potuto costruire una chiesa nuova solo se ne esisteva una antica sul posto: e li non c’era. Questo era il problema (Fr. EUGENIO ALLIATA, ofm, Studium Biblicum Franciscanum – Gerusalemme).

Ad un certo punto i francescani acquisirono dalle vicine Suore Benedettine un pezzo di terreno e questo diede modo di fare scavi archeologici che portarono alla luce un cimitero antico cristiano ed ebraico e i resti di un monastero cristiano, con una piccola cappella.

Importanti scavi condotti tra il 1953- e il 1955 da Fr. Bellarmino Bagatti, archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum, portarono alla luce i resti di un’antica necropoli risalente all’epoca romana e bizantina: un complesso di tombe con sarcofagi e ossuari. Di questi alcuni hanno evidenti segni cristiani e risalgono alla prima comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme.

Incisi o tracciati con carbone, sulle pareti degli ossuari compaiono croci, motivi floreali la lettera Tau, monogrammi costantiniani e ben quarantatré iscrizioni in ebraico, aramaico e greco ed ancora nomi ricorrenti nel Nuovo Testamento come Maria, Marta, Filone il Cireneo, Matteo, Giuseppe e Gesù.

La chiesa è stata costruita nel 1955 per opera dell ’architetto italiano Barluzzi. Sorge su un pavimento del V secolo.

La cupola del Dominus Flevit crea due delle quattro lunette ogivali a bassorilievo. È di particolare intensità la raffigurazione del Cristo piangente, proprio nella chiesa che, con la forma che richiama una lacrima, è una delle più originali opere di Barluzzi, che è anche conosciuto come “L’ Architetto di Dio”.

Nel disegno originale si vede la vetrata, attraverso cui oggi si ha un panorama di Gerusalemme.

Sotto l’altare, un mosaico riporta le parole di Gesù: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandate a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Luca 13,34).

Il Dominus Flevit è la prima meta delle peregrinazioni liturgiche che, secondo una tradizione nata alla fine dell’800, si svolgono a Gerusalemme durante la Quaresima attraverso i santuari legati alla Passione di Gesù. I francescani della Custodia di Terra Santa sono arrivati qui per i vespri e la s.messa, presieduta da Fr. Eliazar Arteaga Chavero e concelebrata dal superiore del Santuario Fr. Sebastiano Matti, da Fr. Marcelo Ariel Cichinelli e da una ventina di sacerdoti.

Al centro dell’omelia le lacrime e il pianto, di dolore ma anche di gioia, di Dio come di tutti gli uomini.

Il pianto è anche un modo per entrare in questa comunicazione più profonda con Dio, è la rivelazione del cuore di Dio. Lo fa attraverso la persona di Gesù, le sue parole, i suoi atti, le sue lacrime, perché alla fine vuole svelare questo suo cuore sulla croce. Il pianto di Gesù in questo luogo è un passo verso questa rivelazione più grande dell’amore di Dio (P. ŁUKASZ POPKO, op, Predicatore delle peregrinazioni quaresimali).

Il domenicano Padre Łukas Popko, che accompagnerà tutte le peregrinazioni, ha poi posto l’accento sul pianto come occasione di condivisione e di comunione con gli altri.

Non è importante piangere o non piangere, ma con chi piangi? Sei da solo? Qual è il motivo delle tue lacrime? E’ sempre un dono sia trovare qualcuno davanti al quale io posso aprire il mio cuore sia il momento in cui qualcuno si apre in questo modo, per esprimere qualcosa che forse non si può esprimere con le parole (P. ŁUKASZ POPKO, op, Predicatore delle peregrinazioni quaresimali).

I cristiani di Terra Santa hanno patito la perdita del lavoro dovuta all’assenza di pellegrini, per non parlare del persistere della guerra e delle sanzioni in alcuni Paesi che di fatto hanno aggravato gli effetti della pandemia. Dai il tuo contributo economico anche piccolo per la Colletta pro Terra Sancta.

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