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Prete morto per Covid: lo aveva “profetizzato” in una sua poesia

Parrocchia di San Rufino - Mondragone | Facebook

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 03/03/21

Da brividi quello che è accaduto a don Franco Alfieri, tra i 206 preti morti di Covid in Italia nel 2020. A raccontare la sua storia, e degli altri sacerdoti deceduti, è Riccardo Benottile nel suo nuovo libro

E’ l’inizio di agosto 2020 quando don Franco Alfieri, prete di origini casertane, “profetizza” la sua morte a causa del Covid-19. Lo fa in una delle poesie del suo nuovo libro, appena dato alle stampe: “Virus, un mistero tenebroso”. Quel volume è infatti, un raccolta di poesie e pensieri su questo maledetto germe che sta infestando il mondo da oltre un anno.

Don Franco era lo stimato parroco-rettore del Santuario di Santa Maria Incaldana di Mondragone, cittadina balneare della provincia di Caserta, e vicario generale della diocesi di Sessa Aurunca.

La sua storia è riportata da Riccardo Benotti in “Covid-19: Preti in prima linea” (Edizioni San Paolo 2021, pp. 464).

Aleteia | Edizioni San Paolo

“Virus, un mistero tenebroso”

Appassionato di poesia, scrive Benotti, «don Franco ha dedicato all’epidemia l’ultimo suo libro Virus, un mistero tenebroso. Nella poesia dedicata alla sua morte, dal titolo “Partendo”, scrive: “Sarò giovane compagno di una stella che già spenta rinnova il suo dono per ciò che ogni giorno ricomincia. Vi invito alla marina ove si scioglie la vela della vita di chi, per gratuità, lasciò mutarsi in offertorio”»

In campo contro il dilagare della droga a Mondragone

Don Franco era il prete dei giovani, «schietto e deciso nelle relazioni. Guidava le persone alla riscoperta della propria dignità in un territorio segnato da gravi problemi. Negli anni Ottanta, quando la droga mieteva vittime a Mondragone, scendeva in strada per incontrare i giovani grazie a una tenda allestita nella zona dello spaccio per disincentivare le attività criminali e offrire un centro di ascolto fino a notte fonda».


PIEDRAHITA

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Un mese di lotta contro il virus, poi il decesso

Per il suo impegno ha ricevuto minacce e offese pubbliche. Fino all’ultimo, evidenzia Benotti, «non si è risparmiato nell’opera pastorale, incontrando ammalati e moribondi in casa».

Il 4 ottobre 2020 era stato ricoverato all’ospedale di Latina. E’ “partito” dalla sua Mondragone, come lui stesso aveva “annunciato” in quella poesia, per ritornarci solo dopo la sua dipartita. Un mese di lotta contro il Covid, poi la morte, il 4 novembre 2020 sempre all’ospedale del capoluogo pontino.

I numeri dei sacerdoti morti di Covid in Italia

206 decessi, il 38% in Lombardia, l’età media 82 anni: sono gli impressionanti numeri dei preti morti di Covid nel 2020. Una generazione di sacerdoti, da nord a sud, che è stata cancellata, come riporta Benotti in “Covid-19: Preti in prima linea”.

RIO DE JANEIRO
Shutterstock | Jorge hely veiga

Le regioni con più decessi

Dal 1° marzo al 30 novembre 2020 sono 206 i sacerdoti diocesani italiani che muoiono a causa diretta o meno dell’azione del Covid-19. A essere coinvolto nella strage silenziosa è quasi un terzo delle diocesi: 64 su 225. La concentrazione delle vittime è nell’Italia settentrionale (80%), con un picco in Lombardia (38%), Emilia Romagna (13%), Trentino-Alto Adige (12%) e Piemonte (10%). Segue il Centro (11%) e il Sud (9%).


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Marzo e novembre: i mesi più critici

Il mese di marzo 2020 è quello che registra il numero più alto di decessi (99), che rappresentano poco meno della metà del totale (48%); ad aprile la situazione migliora (27 morti) per digradare nella tarda primavera e durante l’estate (5 vittime complessive). A ottobre però la miccia si riaccende con i primi 7 decessi della seconda ondata, per poi rapidamente deflagrare nel mese di novembre con 68 morti (33%).

A morire sono soprattutto i preti più anziani, con un’età media di 82 anni in linea con quella delle vittime di Covid-19 nella popolazione generale.




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I preti “simbolo”

L’autore di “Covid-19: Preti in prima linea” racconta alcune storie in modo più ampio, come quella del cappellano del carcere di Bergamo, don Fausto Resmini, figura di riferimento per la città, che ha contratto il virus per restare accanto alle persone più fragili che accoglieva nella Comunità di Sorisole e avvicinava in stazione. O di don Silvio Buttitta, compagno in seminario di don Pino Puglisi, che nei suoi 60 anni di sacerdozio ha cresciuto intere generazioni in uno dei quartieri più poveri e degradati di Palermo. Il libro presenta, poi, una scheda sintetica per ciascun sacerdote morto per Covid-19.

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Il funerale di Don Resmini, morto di Covid, nel momento più drammatico dell'emergenza. Il rito funebre fu per pochi intimi, nonostante fosse molto a Bergamo.



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Bassetti: sono stati come il Buon Samaritano

Nella prefazione del libro di Benotti c’è una lettera del cardinale Gualtiero Bassetti Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. «Nel tempo della pandemia – dice Benotti – i sacerdoti hanno davvero espresso il volto bello della Chiesa amica, che si prende cura del prossimo. Hanno donato un esempio autentico di solidarietà con tutti. Sono stati l’immagine viva del Buon Samaritano, contribuendo non poco a rendere credibile la Chiesa».

CARDINAL GUALTIERO BASSETTI
Antoine Mekary | ALETEIA | i.Media
Il presidente dei vescovi italiani Gualtiero Bassetti.

GUALTIERO BASSETTI

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De Donatis: i miei giorni in ospedale con il covid

«Presentare le storie di questi testimoni del Vangelo dei nostri giorni – aggiunge il cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma – ci edifica e ci incoraggia nel servizio a Cristo e alla sua Chiesa. Scoprendo tanti elementi delle vite di questi generosi pastori, un pensiero grato e affettuoso va alle loro comunità parrocchiali, ai loro confratelli presbiteri, ai loro vescovi, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno contribuito a far risplendere in essi il Sacerdozio di Cristo».

KARDYNAŁ ANGELO DE DONATIS
AFP/EAST NEWS
Il cardinale De Donatis.

COVID

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Tags:
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