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Digiuno e contrizione: i consigli di Sant’Antonio da seguire in Quaresima

SAINT ANTHONY OF PADUA

By Renata Sedmakova | Shutterstock

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 02/03/21

Il santo di Padova ci ricorda che "il penitente ogni anno, durante questa Quaresima deve perquisire la propria coscienza, che è la casa di Dio"

Una Quaresima di vero cambiamento spirituale per ognuno di noi, seguendo i consigli di Sant’Antonio da Padova.

La predicazione quotidiana durante la Quaresima, infatti, è una consuetudine iniziata, sembra, proprio da Sant’Antonio, a Padova.  L’impegno profuso da parte di Antonio nella predicazione e nel sacramento della riconciliazione durante la Quaresima del 1231 può essere considerato il suo grande testamento spirituale (Padova Oggi).

Lo spirito di contrizione

In uno dei Sermoni delle domeniche di Quaresima, Sant’Antonio dice: «Noi dunque, che siamo chiamati cristiani dal nome di Cristo, imploriamo tutti insieme con la devozione della mente lo stesso Gesù Cristo. E chiediamogli insistentemente che dallo spirito di contrizione (cioè il rimorso per gli errori commessi ndr) ci faccia arrivare al deserto della confessione. Affinché in questa Quaresima meritiamo di ricevere la remissione di tutte le nostre iniquità. E, rinnovati e purificati, siamo fatti degni di fruire della letizia della sua santa Risurrezione e di essere».

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Il digiuno non è un sacrificio fatto a vuoto, come ci spiega Sant'Antonio.

La libidine e la superbia: vizi da combattere in Quaresima

Un passo importante che va in questa direzione di purificazione è il digiuno. «Se ci comportiamo secondo la carne – afferma Sant’Antonio – nascondiamo i tesori nella terra. Vale a dire che, mentre occupiamo i preziosi sensi del corpo nei desideri terreni o della carne, la ruggine, cioè la libidine, li consuma. Inoltre la superbia, l’ira e gli altri vizi distruggono la veste dei buoni consumi. E se resta ancora qualche cosa i demoni la rubano, poichè sono sempre intenti proprio a questo: spogliare dei beni spirituali».

Il digiuno quaresimale ci offre allora del “tempo prezioso” per riflettere su quanto in noi va ancora smussato, eliminato. In una parola ancora più forte: scartavetrato (chiamatiallasperanza.blogspot.com).




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“Perquisire la propria coscienza”

Ecco il consiglio antoniano: «il penitente ogni anno, durante questa Quaresima deve perquisire la propria coscienza, che è la casa di Dio. E tutto ciò che vi trova di nocivo o di superfluo deve circonciderlo nell’umiltà della contrizione. Deve anche considerare il tempo passato, cercando diligentemente ciò che ha commesso, ciò che ha omesso. E, dopo tutto questo, ritornare sempre al pensiero della morte, che deve avere davanti agli occhi, anzi in questo pensiero deve dimorare».

Continua Sant’Antonio: «[…] Allora le spine, cioè la coscienza piena di triboli e di rimorsi, e i rovi, vale a dire la tormentosa lussuria, tutto viene distrutto, perchè all’interno e all’esterno viene riportata la pace. Tutto ciò che c’è d’immondo, sia nell’anima che nel corpo, viene consumato dal fuoco della contrizione».


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L’elemosina non solo materiale

Sant’Antonio spiega in maniera chiarissima perchè allora la Quaresima sia considerata “tempo penitenziale“. E come farne davvero un momento di penitenza personale, e di dono di sè, attraverso l’elemosina (che non è solo quella materiale!). «Ecco finalmente il tempo della Quaresima, istituito dalla Chiesa per espiare i peccati e salvare le anime. In esso è preparata la grazia della contrizione, che ora sta spiritualmente alla porta e bussa. se vorrai aprirle e accoglierla – conclude il santo di Padova – cenerà con te tu con lei».


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Tags:
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