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Comunione: si ha tra le mani il Figlio di Dio, e serve rispetto

Communion

© Sébastien Désarmaux / Godong

Claudio De Castro - pubblicato il 26/02/21

Il sacerdote piange vedendo una mancanza di rispetto nei confronti dell'Eucaristia: è Gesù, non un pezzetto di pane

Ho visto un video in circolazione su Internet che mi ha commosso. Durante la Messa, il sacerdote si ferma, si china e scoppia a piangere. Ha visto “qualcosa”, un’irriverenza al momento della Comunione. E lo ha capito. Ha addolorato Gesù.

Questa esperienza e il modo in cui è stato trattato nostro Signore durante la Comunione gli hanno trafitto l’anima e non riesce a stare in piedi. Si appoggia alla parete e piange addolorato.

Si volta poi verso i fedeli e dice commosso:

“Ci sono cose che a volte non si riescono a spiegare, o magari sì. Quello che accade è che fa molto male quando il Signore permette di condividere o di vedere certe cose…”

Cristo è lì

Prende questa decisione: d’ora in poi, nella sua parrocchia ci si comunicherà in ginocchio e in bocca. E continua:

“Cristo è vivo, è tra noi, e prova un dolore enorme non solo quando non ci si comunica, ma anche quando si riceve senza rendersi conto che si sta ricevendo Lui. E quando si riceve come se si ricevesse un cibo qualsiasi, come se non si credesse alla Sua presenza. Lui è estremamente vivo… anche se è una piccola particola, la più esigua, lì c’è interamente Lui”.

KOMUNIA ŚWIĘTA
TrepalioBa | Shutterstock

“Gesù, perdona la nostra indifferenza quando Ti riceviamo nella Comunione. Perdonaci se Ti trattiamo tanto male, senza rispetto e con poco amore”.

Nel Catechismo, la nostra Chiesa ci offre le disposizioni corrette per ricevere il nostro Salvatore:

“Per prepararsi in modo conveniente a ricevere questo sacramento, i fedeli osserveranno il digiuno prescritto nella loro Chiesa. L’atteggiamento del corpo (gesti, abiti) esprimerà il rispetto, la solennità, la gioia di questo momento in cui Cristo diventa nostro ospite” (n. 1387).

Delicatezza e amore

Per via della pandemia, ci viene chiesto di comunicarci ricevendo l’Ostia sacra in mano.

Ho visto persone ricevere Gesù senza un gesto d’amore, indifferenti, rapidi come con il cibo. Si abbassano la mascherina e lo mettono in bocca in un attimo. Ho visto altri che portano l’Ostia consacrata al banco e la mettono in bocca una volta seduti. Non posso giudicare, ma chiedere di trattare Gesù con delicatezza, attenzione e amore. Bisogna dirgli che Gli vogliamo bene.

Siamo indegni, è vero, ma trattiamolo con dignità e rispetto. L’intimità con Gesù ci farà crescere nella santità.

Verifichiamo poi che sul palmo della mano non sia rimasta neanche una particola. Ciascuna, per piccola che sia, è GESÙ VIVO. Ricordatelo sempre: avete tra le mani il Figlio di Dio, il pane di Vita Eterna. È Gesù. Trattatelo con amore.

“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni 6, 35)

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