Rivivi l’antica tradizione quaresimale dei cristiani di Roma. Alla scoperta delle “chiese stazionali”
Rivivi l’antica tradizione quaresimale dei cristiani di Roma. Alla scoperta delle “chiese stazionali”La basilica di San Pietro in Vincoli deve il suo nome alla preziosa reliquia che custodisce: le catene (vincula) di S. Pietro.
Qui tutto parla di liberazione. Nel rosone della volta, sopra l’ingresso, si legge: “Dirupisti vincula mea”, “Hai spezzato le mie catene”.
Secondo la tradizione, le catene con cui l’apostolo fu incarcerato a Gerusalemme furono donate all’imperatrice d’Oriente Elia Eudocia, che a sua volta le donò alla figlia, Licinia Eudossia. La giovane imperatrice le donò a Papa Leone Magno. Il Papa accostò le catene a quelle della prigionia di S. Pietro a Roma: appena si toccarono, si fusero in una sola, oggi custodita sotto l’altare. In memoria del miracolo, nel 442, iniziarono i lavori della basilica chiamata, per questo, S. Pietro in Vincoli.
Nella cripta sono custodite le reliquie dei sette fratelli Maccabei, morti per la fede nel II secolo a.C. I primi cristiani ammiravano questi martiri del giudaismo, considerandoli precursori dei martiri cristiani, e il loro culto si diffuse rapidamente.
Infine il “gioiello” di questa basilica, la statua del liberatore d’eccezione del popolo d’Israele: Mosè. La statua è stata scolpita da Michelangelo per il monumento funebre di Papa Giulio II.
Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi
non prevarranno su di essa
(Mt 16,18)
* In collaborazione con l’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma

