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Giovane russa milionaria vuole 100 figli con la surrogata

@batumi_mama | Instagram

Paola Belletti - pubblicato il 15/02/21

Si chiama Christina Ozturk e vive circondata dal lusso e da numerosi bimbi, avuti quasi tutti con l'utero in affitto. Lei e il marito puntano a cento figli: hanno i soldi per permetterselo e nessuna legge che li limita.

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Christina, mamma di 10 figli

Quello poco sopra è solo uno dei tanti post, con foto o brevi video, che troverete sul profilo IG di questa giovane e bella milionaria georgiana. I numerosi bambini da cui è circondata, ai quali corrisponderanno presumibilmente altrettante baby-sitter?, sono tutti belli e tutti praticamente coetanei, se escludiamo l’ultima nata, di 11 mesi, e la bimba più grande, figlia naturale di Christina, avuta prima del matrimonio e del patrimonio del marito che la incoraggia e foraggia in questa incredibile impresa. Vogliono arrivare a cento figli, dichiarano concordi i due coniugi russi.

Gestazione per sé

Perché? E’ impossibile, vorremmo dire. No, diventa possibilissimo se hai soldi e leggi dalla tua parte e, con quelli e grazie a queste, donne più povere a cui imporre, a fronte di un compenso, la parte del processo di produzione che non si vuole vivere nel proprio corpo.

Ho letto questa storia sul The Sun riportato da news australia 

Una giovane mamma che ha già 11 (in realtà sono 10, Ndr) bambini spera di averne dozzine di più utilizzando madri surrogate. Christina Ozturk, 23 anni, vive con il marito Galip Ozturk, proprietario di un hotel milionario, nella città costiera di Batumi, nell’ex repubblica sovietica della Georgia, dove la pratica è legale. (The Sun)

Nel lungo pezzo che racconta la storia e le intenzioni dei due nessuna traccia del benché minimo sdegno. Solo una compassata constatazione del fatto che, in quelle lande e con quelle cifre a disposizione, l’impresa così moralmente insensata (e non ambiziosa e originale come vogliono farla passare) si può fare. A scopo forse di rassicurazione si spiega che le madri surrogate leggono e firmano delle carte e che è tutto legale. Ah bè, così sì che le nostre coscienze si quietano.

Una tenerissima crudeltà

Si attardano a far di conto, sembra un problema da seconda elementare: quanti bambini devono farsi produrre ogni anno per arrivare in tempo utile a quota cento?

Poi chiariscono che i due, sui social, hanno ammesso che 105 era una boutade da quegli inguaribili ottimisti e pazzerelli che sono più che un obiettivo reale. Quanti ne vogliono insomma? Tanti, più di quanti ne abbiano già. Perché lei li desidera e ne è dipendente.

Guardate anche voi il profilo di questa giovane: impossibile non intenerirsi scorrendo un post dietro l’altro, soffermandosi sugli occhioni dolci di questi neonati belli e paffuti; impossibile non cedere ad una sincera commozione mentre li vediamo estasiati al suono della voce della mamma, che prontamente si riprende mentre canta loro filastrocche tenendoli in braccio. E’ deliziosa, affettuosa, ha un sorriso irresistibile. Oserei dire che appare del tutto sincera. Sembra la versione contemporanea della donna ricca di figli che nelle civiltà più antiche era un modo per dire degna di lode. Solo che in questo caso la faccenda cambia: siccome è ricca, di denaro, allora può procurarsi i figli che vuole.


KIEV, SURROGACY, NEWBORNS

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Davvero è giusto chiamarla madre biologica?

Sì, perché Chrsitina è la madre per convezione detta biologica di tutti e 10 i figli che le gattonano attorno, così come il marito è fornitore dell’altra metà del loro patrimonio genetico. Ecco una convenzione contro la quale bisognava opporsi: biologico è ciò che rispetta la vita e le sue leggi.

In che modo farsi estrarre ovociti maturati a forza di stimolazione ormonale, sceglierli e combinarli con spermatozoi dell’uomo in una sede che non è l’unione delle loro persone, previa controllo eugenetico, e trasferirli nell’utero di una donna che quasi certamente lo fa per soldi, sarebbe bio? Bio-degradante; bio-devastante; bio-incompatibile, semmai.

Lo chiamerei un approccio zoo-tecnico, piuttosto, poiché è la zootecnica è proprio la disciplina che si occupa di produrre, curare e allevare animali domestici. In questo caso l’uomo è proprio prodotto e allo scopo di averlo nelle nostre cose, come una bestiola mansueta. Tutto meno che bio. Dovrebbe accettare un’altra definizione, più onesta sulle sue reali intenzioni: madre padrona, madre committente, madre che non ha voluto esserlo.

Gestate voi, che io vi controllo

Christina, dunque, ha voluto saltare la fase da gestante, se non nel caso della prima figlia, Vika, di 6 anni. Chissà come ricorda quella gravidanza? Chissà quanto custodisce dentro di sè di quell’esperienza inaudita. Le sembrerà di vivere ora un livello superiore, più pulito e comodo di maternità? senza l’impiccio dell’espansione dei tessuti, del rischio smagliature, delle nausee, dei valori da tenere sotto controllo, dei chili da non prendere e altri a volte ben più significativi rischi da scongiurare.

Per questo Christina, una volta estratti i gameti da sé e dal marito, ha mandato tutto in outsourcing. Ma non si disinteressa delle gravidanze, anzi: è sua premura prescrivere precisi regimi dietetici alle madri surrogate perché il loro stile di vita durante la gestazione è parte integrante del processo produttivo e non può essere lasciato al caso. (Passi invece per la grossolana, ignorantissima trascuratezza del legame psichico, biochimico, genetico, spirituale che si instaura durante i nove mesi tra il bimbo e la mamma che lo tesse dentro di sé)

“La clinica di Batumi sceglie per noi madri surrogate e si assume la piena responsabilità del processo”, ha spiegato Christina. “Non conosciamo personalmente le madri surrogate e non abbiamo contatti diretti con loro per evitare problemi dopo la gravidanza”. Ma a Christina piace avere il controllo su ciò che mangiano – escogitando piani dietetici e nutrizionali per le surrogate incinte. (Ibidem)

Se fare la gestante è un lavoro sarà di sicuro smart

Visto dal punto in cui è arrivato il mondo l’utero in affitto sembra la parte più estrema del nuovo comandamento sul lavoro: deve essere smart. Condiviso, schedulato, possibilmente gestito da remoto da chi ha mezzi e conoscenze. Che forse ha persino tempo di raccontarlo sui social, coi filtri giusti e gli hashtag migliori. Ci penseranno i supervisori a tenere d’occhio le fasi di produzione e la fascia più bassa della popolazione a svolgere i mestieri che nessuno vuole più fare. Una volta erano lavori manuali, ora anche questi.

Ad ogni modo, non intestardiamoci sul numero di figli che questa coppia vuole accumulare, ma sul fatto che lo possa fare sfrontatamente, alla luce del sole, addirittura con l’approvazione del popolo-(bu)web. Perché anziché trattarla come notizia tenera e curiosa per la categoria “parenting” non è scattata una reazione unanime e globale di orrore, sdegno e opposizione a tanta morbida, tenerissima crudeltà?


SURROGACY

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Madre Russia, non piangi su questi tuoi figli e su queste tue madri?

Christina cara, bellissima ragazza moscovita, che da madre single ti sei maritata tanto bene (grazie ad una vacanza nella località georgiana dove ora affitti donne che non conosci per gestare i tuoi figli). Come puoi sfruttare altre donne simili a te, come forse saresti anche tu se non avessi sposato questo magnate di origine turca, per ottenere figli quasi come ci si procura cuccioli col pedigree immacolato?

8000 euro “bimbo in braccio”; magari in una clinica vista Mar Nero nella vostra città costiera di Batumi, nel vostro bel paese non più sovietico. Più che un affare sembra un racconto dell’orrore. Come lo spiegherete ai vostri figli? La Russia, chiamata Madre dai suoi popoli, sembra diventata una matrigna capace dei peggiori incantesimi.

Tags:
maternità surrogata
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