Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 25 Settembre |
San Cleopa
home iconStile di vita
line break icon

La scienza conferma: aiutare gli altri fa bene alla salute e al cuore

SOLIDARITY

Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 10/02/21

Gli studi più recenti documentano che mettere in atto comportamenti altruistici non comporta una ricaduta favorevole solo su chi riceve ma anche su chi dona

Che cosa dobbiamo intendere per prosocialità? E c’è un legame fra prosocialità e benessere? Cui prodest (a chi giova)?

Tre domande a cui cercare di rispondere per aiutarci a leggere più attentamente la realtà dell’aiuto e della solidarietà così essenziali oggi, in mezzo al dramma sociale della pandemia.

Che cos’è la prosocialità?

Rispetto alla prima possiamo affermare che si tratta di comportamenti diretti ad aiutare o beneficiare un’altra persona o un gruppo di persone, senza aspettarsi ricompense esterne.

Gli studi più recenti documentano che mettere in atto comportamenti altruistici non comporta una ricaduta favorevole solo su chi riceve ma anche su chi dona qualcosa di materiale che ha o qualcosa di sé.

Fornire aiuto, essere compassionevoli, cooperanti, mostrare gentilezza e generosità rende coloro che praticano queste azioni (i “giver”) più felici di quanti non lo fanno, con la ricaduta di una migliore salute mentale e fisica.

Lo studio

Un articolo del 21 dicembre 2020 di Psicologia Contemporaneaillustra i risultati di un recente studio, pubblicato sulla rivista Psychological Bulletin, condotto da ricercatori dell’Università di Hong Kong.

Gli studiosi hanno analizzato i dati di 200 indagini effettuate su questa tematica che hanno coinvolto svariate decine di migliaia di persone.

Oltre a confermare la relazione positiva tra comportamento altruistico e benessere, lo studio ha permesso di evidenziare alcuni interessanti elementi che condizionano questo rapporto.

Ad esempio è stato evidenziato che le azioni spontanee e casuali (“informali”), come aiutare l’anziano vicino di casa a portare su la spesa, comporta un effetto maggiore sul benessere soggettivo rispetto ad atti più “formali”, come lo svolgere regolarmente attività di volontariato in un contesto dedicato.

By Jantanee Runpranomkorn | Shut

Le azioni spontanee generano maggiore felicità

La spiegazione di ciò risiederebbe in due aspetti: gli atti informali evitano il rischio della monotonia di una routine solidaristica e genererebbero più frequentemente legami sociali, così rilevanti per la percezione di essere felici.

Anche l’età dei “giver” darebbe conto della natura della ricaduta positiva: per i giovani maggiormente in termini di benessere psicologico, per gli anziani rispetto alla salute fisica.

Per quanto riguarda il genere, le donne appaiono trarre una maggiore sensazione di benessere rispetto agli uomini dai loro comportamenti altruistici.




Leggi anche:
Dove nasce nel cervello l’impulso ad aiutare gli altri?

Essere di aiuto agli altri dà significato alla vita

È stato esplorato anche l’impatto della prosocialità sul benessere distinguendo l’effetto eudaimonico (relativo alla ricerca di significato della vita) da quello edonico (aumento della felicità e delle emozioni positive).

Il primo è risultato prevalere sul secondo, a significare che essere di aiuto agli altri, più che incrementare il livello di felicità, trasmetterebbe alle persone la sensazione di aver fatto qualcosa di significativo, tale da rendere la vita degna di essere vissuta.

Prosocialità: ci sono limiti?

Qualcuno potrebbe più o meno maliziosamente chiedersi se esiste un quantum di comportamento prosociale superato il quale il “giver” ne riceverebbe un danno, anziché un beneficio.

Agli studiosi eventualmente il compito di cercare una risposta scientifica a questo quesito, per cui chi ha una fede autentica ha già una risposta in serbo: il “70 volte 7” del Vangelo.

Soglia iperbolica, talmente alta da non poter essere mai raggiunta.

L’invito per i laici è di continuare a dare (e ricevere) a piene mani – come sottolinea Elettra Pezzica, autrice dell’articolo – senza risparmiarsi!




Leggi anche:
La faccia sconosciuta e miracolosa dell’empatia

Tags:
altruismobenesseresolidarieta
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
Gelsomino Del Guercio
Il Papa: il gender è una “ideologia diabolica”. Serve pastorale c...
3
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
4
FATIMA
Marta León
Entra nel Carmelo a 17 anni: “Mi getto tra le braccia di Dio”
5
Gelsomino Del Guercio
Scandalo droga e festini gay con il prete: mea culpa del vescovo ...
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
SHEPHERDS
José Miguel Carrera
Il dolore dei genitori per i figli che non vogliono più sapere ni...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni