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Come le Bibbie di famiglia possono essere usate per insegnare la storia della salvezza

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Shutterstock | Halfpoint

Philip Kosloski - pubblicato il 04/02/21

Inserire informazioni genealogiche in una Bibbia collega voi e la vostra famiglia agli eventi che si narrano nelle sue pagine

Le Bibbie di famiglia sono splendidi tesori, perché spesso tracciano la storia genealogica di una famiglia per molte generazioni. Averle in famiglia è un grande dono, ma possono anche essere usate per insegnarci come “scrivere le prossime pagine” della Bibbia.

La Bibbia non è un’opera fittizia, ma una vera opera storica, anche se è espressa in generi di scrittura diversi.

L’esperto biblico Jeff Cavins ribadisce il fatto che si tratta di una storia reale.

“È importante che i cattolici moderni capiscano che quando leggono la Bibbia stanno leggendo un libro di storia. La storia diventa molto importante per i cristiani, perché è stato in eventi umani reali che Dio si è rivelato. Non dovrebbero esserci fraintendimenti – è una storia vera, in contrasto con i racconti abilmente escogitati”.



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Tenendo questo a mente, ci viene ricordato che l’opera di salvezza di Dio non è finita, e che il Libro dell’Apocalisse non è l’ultima pagina della Bibbia. L’opera divina continua attraverso di noi e la Chiesa, portando tutta l’umanità a Gesù Cristo.

“La Chiesa […] non avrà il suo compimento se non nella gloria del cielo », al momento del ritorno glorioso di Cristo. Fino a quel giorno, « la Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio ». Quaggiù si sente in esilio, lontana dal Signore; « anela al regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi al suo Re nella gloria ». Il compimento della Chiesa – e per suo mezzo del mondo – nella gloria non avverrà se non attraverso molte prove. Allora soltanto, « tutti i giusti, a partire da Adamo, “dal giusto Abele fino all’ultimo eletto”, saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale »” (CCC 769).

La Bibbia non è un libro bizzarro, ma una Parola vivente che continua a rimanere attiva nel mondo.

“Il cristianesimo è la religione della “Parola” di Dio, di una parola cioè che non è “una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente”. Perché le parole dei Libri Sacri non restino lettera morta, è necessario che Cristo, Parola eterna del Dio vivente, per mezzo dello Spirito Santo ci “apra la mente all’intelligenza delle Scritture”” (CCC 108).

Scrivendo i nostri nomi in una Bibbia di famiglia, possiamo affermare il nostro collegamento con gli eventi della storia della salvezza e dichiarare la nostra intenzione di rendere la Bibbia parte della nostra storia familiare.

La morte e resurrezione di Gesù hanno un effetto reale e tangibile sulla nostra vita oggi, e non sono semplicemente eventi storici.

Guardando le nostre Bibbie di famiglia, la vera domanda da porsi è: “Quando questo mondo finirà, quali storie verranno scritte su di noi?”

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