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I Papi e Gandhi (I)

GANDHI+POPES

Korea.net-Peter Nguyen-Oscar Casares-Luis_Fernández-Laguna_1958-(CC BY 2.0)-Shutterstock

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 03/02/21

“Non sarebbe presuntuoso affermare che Gandhi ha avuto un posto privilegiato nella memoria papale”, dice Peter Gonsalves

Il mondo intero riconosce il Mahatma Gandhi (1869-1948) come un’icona internazionale della resistenza civica non violenta.

“Secondo uno studio del 2005, il suo metodo, chiamato satyagraha o forza della verità, è stato decisivo per la liberazione di 67 Paesi dai regimi autoritari dopo la II Guerra Mondiale”, ha riferito ad AleteiaPeter Gonsalves, SDB, sacerdote salesiano autore del libro Gandhi and the Popes, from Pius XI to Francis (Peter Lang, Ed. 2015).

“Non sarebbe presuntuoso affermare che Gandhi ha avuto un posto privilegiato nella memoria papale. Il suo tentativo di incontrare Pio XI non ha avuto esito, ma l’elevata considerazione di cui ha goduto in Vaticano finora ha compensato ampiamente l’incontro perduto”.

Pio XI

Quando Gandhi arrivò a Roma il 13 dicembre 1931, Papa Pio XI declinò la sua richiesta di udienza perché era occupato.

La stampa britannica affermò che era vestito male, e che per questo non venne ricevuto. Non lo aveva ricevuto neanche Winston Churchill, e la stampa britannica lo aveva soprannominato “il fachiro nudo”.

L’Osservatore Romano pubblicò tuttavia un articolo in prima pagina intitolato “Come Gandhi parla di Dio”.

L’autore X o anonimo, dice Gonsalves, fu profetico nella sua presentazione di Gandhi, descritto come un “uomo eccezionale, che mostra tanto amore per quella verità che ci rende liberi”.

Il quotidiano della Santa Sede riconosceva nel discorso di Gandhi riflessi del pensiero di Platone, Aristotele e Tommaso d’Aquino.

Durante il suo soggiorno a Londra, Gandhi affermò che il Papa gli aveva inviato un gentile messaggio. “L’autore X potrebbe essere nientemeno che uno stretto collaboratore del Papa, o magari il Papa stesso? Forse non conosceremo mai la risposta”, sostiene il ricercatore.

Pio XII

Dal 1939 al 1948, L’Osservatore Romano tenne i suoi lettori informati sulle ultime notizie relative a Gandhi e alla sua lotta per la libertà dell’India. Pio XII seguì da vicino gli eventi, come suggerisce il suo Messaggio di Natale al mondo del 1941:

“Nel campo di un nuovo ordinamento fondato sui principi morali, non vi è posto per la lesione della libertà, dell’integrità e della sicurezza di altre Nazioni, qualunque sia la loro estensione territoriale o la loro capacità di difesa”.

Gandhi venne assassinato il 30 gennaio 1948. Papa Pacelli inviò un messaggio breve ma significativo: “Il grande uomo è stato il leader spirituale di milioni di Indiani e ha sempre lottato per la pace”.

Padre Gonsalves conferma che otto anni dopo il figlio minore di Gandhi, Devadas, ha avuto l’opportunità che era mancata al padre: Papa Pio XII ha accolto calorosamente la sua famiglia in un’“udienza papale speciale”.

MAHATMA GANDHI
Shutterstock | roseed abbas

San Giovanni XXIII

Papa Giovanni XXIII ha ampliato con l’enciclica Pacem in Terris l’orizzonte pacificatore della Chiesa: la pace tra tutti i popoli che si deve fondare sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà.

“Questo documento è stato una pietra miliare, essendo la prima enciclica indirizzata a tutti gli uomini e le donne di buona volontà e non solo alla comunità cattolica mondiale. Thomas Merton (1915- 1968), monaco trappista, poeta, attivista sociale e studioso della religione comparata, richiamò l’attenzione sull’affinità dei valori del Papa e degli ideali di Gandhi”:

“I princìpi di Gandhi sono estremamente pertinenti al giorno d’oggi, anche più di quando sono stati concepiti e messi in pratica negli ashram e nei villaggi dell’India. Sono pertinenti per tutti, ma soprattutto per quanti sono interessati a mettere in pratica i princìpi espressi da Papa Giovanni XXIII nella Pacem in Terris. In effetti, questa enciclica ha l’ampiezza e la profondità, l’universalità e la tolleranza, della visione pacifista di Gandhi”.

San Paolo VI

Paolo VI scrisse la sua enciclica Populorum Progressio sullo sviluppo dei popoli, e introdusse la commemorazione della Giornata Mondiale della Pace, da celebrare il 1° gennaio di ogni anno a partire dal 1968.

“Nella celebrazione del centenario della nascita del Mahatma Gandhi, il 2 ottobre 1969, rese un grande omaggio a Gandhi in una lettera indirizzata al Presidente dell’India, il signor Varahagiri
Venkah Giri”:

“Gandhi nutriva un forte apprezzamento per il valore della dignità umana e un acuto senso della giustizia sociale […]. Sempre consapevole della presenza di Dio, soprattutto nei momenti di difficoltà, comprese il valore dell’austerità, del silenzio, del digiuno e della preghiera, l’accettazione del lavoro manuale e la rinuncia ai beni mondani. Riconobbe il posto della sofferenza e del sacrificio nella vita umana. Il suo atteggiamento nei confronti della castità coniugale sottolineava la dignità e l’integrità della famiglia”.

Gonsalves, professore presso la Facoltà di Comunicazione dell’Università Salesiana, racconta che nel luglio 1968 Paolo VI ha fatto della pratica della castità coniugale la base del matrimonio cristiano ideale nella sua enciclica Humanae Vitae.

San Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II “si è visto coinvolto in una lunga lotta per l’indipendenza politica dalla Germania nazista, e in seguito dal regime comunista guidato dall’Unione Sovietica. Gandhi è stato come un raggio di speranza che ha mostrato come la gente comune aveva il potere di liberarsi attraverso la non violenza strategica. Forse è questo che spiega perché, nella sua prima visita in India nel febbraio 1986, ha deciso di iniziare il suo ‘pellegrinaggio’ dalla tomba del Mahatma”:

INDIA
RANJAN BASU / AFP
“La mia visita in India è un pellegrinaggio di buona volontà e di pace, ed è la realizzazione del desiderio di conoscere personalmente l’anima stessa del vostro paese. È più che giusto che questo pellegrinaggio abbia inizio qui, al Raj Ghat, dedicato alla memoria dell’illustre Mahatma Gandhi, padre della Nazione e ‘apostolo della non-violenza’”.

Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI ha sottolineato dal canto suo la centralità della persona umana nella comprensione e realizzazione della Pace. Padre Gonsalves rimarca che il Pontefice ha ricordato l’eredità di Gandhi citando le sue parole per “indicare che i diritti umani possono sfumare se si impiegano nozioni relativizzate della persona per esigere diritti senza responsabilità: ‘Il Gange dei diritti discende dall’Himalaya dei doveri’”.

Il salesiano ha anche spiegato che il Papa tedesco ha adottato il concetto della non violenza dandogli una prospettiva cristiana:

“La nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della ‘rivoluzione cristiana’”.

Nell’ottobre 2011, scrive l’esperto, “Benedetto XVI ha accolto con calore Rajmohan Gandhi, nipote del Mahatma, in una giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo. Il luogo della celebrazione è stato Assisi”.

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