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Partono a piedi (e senza un soldo in tasca) per Gerusalemme 

A deux pour Dieu

(da sinistra a destra) Bérénice e Faustine si apprestano a raggiungere Gerusalemme a piedi e senza denaro

Domitille Farret d'Astiès - pubblicato il 25/01/21

Faustine Reier e Bérénice Tournyol du Clos sono partite ieri, domenica 24 gennaio, per Gerusalemme. Prevedono di fare il pellegrinaggio a piedi e in totale mendicità. 

Al telefono le loro voci entusiaste lasciano percepire il fuoco della giovinezza e la bellezza del viaggio: Faustine Redier e Bérénice Tournyol du Clos si apprestavano a mettersi sulla via per Gerusalemme. E non soltanto scatenandosi sulla hit di Master KG “Jerusalema”: nel programma di queste due ventiduenni ci sono

  1. 4mila chilometri;
  2. sei mesi di cammino;
  3. il tutto in piena e perfetta mendicità.

Perché farlo? Per Dio, come dice il nome del loro progetto: “In due per Dio”.

Entrambe studentesse di Economia e Commercio a Parigi, hanno deciso di prendersi una pausa per condurre a buon fine il loro progetto: «Volevamo fare qualcosa che deviasse dalla strada prefissata», spiega Bérénice. La quale prosegue:

Per riuscire a camminare tanto a lungo, bisognava che ci fosse un senso a sostenere il nostro impegno.

Faustine aggiunge:

Sentiamo la radicalità dell’amore di Dio e vogliamo amarlo radicalmente a nostra volta.

La partenza è avvenuta da Troyes (nell’Aube) e l’arrivo a Gerusalemme è previsto per la metà di luglio.

A deux pour Dieu
Notte di camping domestico per collaudare tenda e sacchi a pelo.

Ovviamente la scelta della destinazione non è stata casuale, come spiega Bérénice:

Gerusalemme è chiaramente importante. C’è l’idea di camminare verso i luoghi della vita di Cristo, che sono il centro della nostra fede, forse sulle strade stesse che egli ha pestato. Per me il viaggio è importante tanto quanto la destinazione. La trasformazione interiore avverrà lungo il cammino.

E di nuovo interviene Faustine per chiosare:

È qualcosa che abita in noi. Gerusalemme è l’idea del popolo di Dio, della fede, della città di Dio.

Attraverseranno l’Italia, la Slovenia, la Croazia, la Serbia, la Bulgaria, la Grecia, poi Cipro e finalmente giungeranno in Israele.

Sono così determinata a partire! – diceva Bérénice alla vigilia – Per me è sicuro oche il Signore ci chiede di partire adesso.

E la compagna di viaggio rincara la dose:

Sappiamo che se non lo facciamo ora non lo faremo mai.

Per il momento, le frontiere di Israele sono chiuse, ma da qui a qualche mese la situazione può cambiare, e le due giovani sono fiduciose, mentre dicono: «Vedremo».

Perché il loro obiettivo non è quello di fare un semplice viaggio, ma un pellegrinaggio in cui faranno esperienza dell’affidamento fin nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. Le due pellegrine perseguono l’obiettivo “zero euro”. Faustine si spiega:

Questo pellegrinaggio, a maggior ragione col Covid, è collocato sotto il segno della Provvidenza. Il nostro itinerario è previsto a grandi linee. È sopraggiunta una sorta di pace interiore, abbiamo fiducia.

Concretamente, le due ragazze si porteranno dietro una tenda e dei sacchi a pelo, prevedendo di chiedere vitto e ospitalità alle persone delle quali incroceranno la via. Grazie a un localizzatore GPS, che hanno acconsentito a portarsi dietro per tranquillizzare i loro cari, quanti lo volessero potranno trovarle e unirsi al loro cammino.

«Punto centrale della nostra esperienza saremo noi due», spiega Bérénice:

La prima persona che il Signore ci affida è Faustine per me, e me per Faustine. Dopo ci saranno gli incontri con gli altri, la bellezza di quel che si potrà vedere.

Quanto a Faustine, è segnata dalla lettura della Laudato si’ di papa Francesco. Per lei, il cammino che intraprendono è un modo per praticarla nella carne e nel sangue:

Questo pellegrinaggio è la convergenza della nostra vita di fede. È un’ode alla preghiera nel corpo, nell’attraversare la creazione divina. Vogliamo offrire a Dio il nostro tempo.

A deux pour Dieu
Già capo delle forze speciali francesi, il generale Gomart ha dato loro diversi consigli.

Sono ben consapevoli delle difficoltà che le attendono; Faustine sottolinea:

Le lotte non finiscono quando si è in marcia. Più si avvicina la partenza, però, più siamo serene: ci mettiamo in strada con la gioia nel cuore, mentre lasciamo le nostre famiglie e i nostri amici, che amiamo teneramente.

Molte persone hanno proposto di sostenerle economicamente oppure offrendo loro dell’equipaggiamento per il loro progetto: sono state anche consigliate dal generale Gomart, già capo delle forze speciali francesi.

Insomma abbiamo già imbarcato tanta gente nel progetto: decisamente non partiamo da sole!

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
gerusalemmepellegrinaggiopovertà
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