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San Daniele Comboni: il “banchiere” di tutte le mie opere è San Giuseppe

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© icomboni.org

don Marcello Stanzione - pubblicato il 21/01/21

Episodi della vita del missionario in cui comparivano soldi nei momenti di grandi necessità, per opera di misteriosi finanziatori

San Daniele Comboni, il grande evangelizzatore dell’Africa, aveva eletto san Giuseppe come economo di tutte le sue Opere. E poneva in lui tutta la sua fiducia.

Chi era Daniele Comboni

Comboni nasce a Limone sul Garda il 15 marzo 1831, e appartiene in pieno alla storia del movimento missionario. Grazie alla sua opera, incarna quel risveglio apostolico che, iniziato nel secolo XIX, è giunto sino a noi.

Stratega della nuova missionarietà in Africa, Comboni è l’apostolo della “nigrizia”; considera la fede come l’unica arma con cui è possibile restituire agli africani la propria dignità. Non solo è uno dei primi a inoltrarsi nell’interno del continente africano nell’epoca contemporanea, nel 1857, ma anche il primo a proporre un “Piano Globale di Evangelizzazione dell’Africa”, nel quale vede gli africani protagonisti attivi della propria storia.

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“Rigenerare l’Africa con l’Africa

“Rigenerare l’Africa con l’Africa” è il suo messaggio. Dal 1864 al 1872 fonda vari istituti missionari tra i quali l’Opera del Buon Pastore, i Comboniani e le Comboniane, le prime donne chiamate a operare sul territorio africano. Profeta instancabile in favore del continente nero anche in Vaticano, Comboni è inoltre il primo vescovo effettivo dell’Africa centrale.

La morte in un momento tragico

In questo ruolo lotta per opporsi sia alla tratta degli schiavi perpetrata dalle popolazioni arabe, sia alla ottusa politica di sfruttamento coloniale, sancita dalla Conferenza di Berlino, nel 1885. Muore il 10 ottobre 1881, a cinquant’anni, a Khartoum, in Sudan, in un momento di tragiche circostanze per il Sudan e per la missione, colpita da carestie e dalla ribellione islamica.

Comboni è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996 poi canonizzato il 5 ottobre 2003 dallo stesso pontefice, e il suo messaggio è ancora oggi presente e vivo nelle terre del Sud del mondo.

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La statua di San Giuseppe sempre sul tavolo

Ecco come San Daniele Comboni, si rivolgeva a San Giuseppe. “Il Vescovo Monsignor Comboni – si legge negli scritti dei Padri Comboniani – intraprese molte opere di bene; la principale fu quella delle Missioni. Riconoscendo che gli sarebbe occorso molto denaro, ebbe l’idea di costituire san Giuseppe economo generale delle sue opere. Nelle necessità si rivolgeva a lui. Per essere più animato alla fiducia, teneva sul tavolo la statua del Santo”.




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Il denaro per il pane

Un giorno un fornaio gli disse: “Eccellenza, sono venuto per avere il denaro del pane fornito ai suoi Missionari”. E lui: “Abbia un po’ di pazienza! Oggi sono al verde”. Il fornaio incalzava: “Non posso più attendere!”. Il vescovo si congeda con un impegno: “Ritorni domani e l’avrà”.

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© Zvonimir Atletic - shutterstock
San Giuseppe.

L’offerta inaspettata

Il Vescovo non voleva mancare di parola. Non sapendo a chi rivolgersi per aiuto, pregò san Giuseppe: «”Se non mi mandate il denaro necessario, vi metto con la faccia al muro!”, e voltò la statua del patriarca. Non fu questo un gesto di disprezzo, ma di grande fiducia.

Da lì a poco ricevette la visita di un signore. “Eccellenza non mi chieda chi io sia e chi mi mandi qui. Ho soltanto da consegnarle questa busta”. Il Vescovo l’aprì e trovò il denaro necessario per pagare il pane. Subito mandò a chiamare il fornaio. “Eccellenza, esclamò questi, come ha fatto a trovare subito questo denaro?”. “Ci ha pensato san Giuseppe”. “Sono meravigliato! Per esserle grato che mi salda tutto il debito, le lascio una offerta per le sue Missioni”. “Meglio così”, soggiunse il Vescovo. “Sono doppiamente grato a san Giuseppe, il quale è un banchiere che non fallisce mai“.

“Il vero papà della Nigrizia”

Evidentemente, sotto questo aspetto temporale era presente nell’animo del nostro Apostolo tutto il suo ardore missionario per la salvezza delle anime, nel quale San Daniele Comboni coinvolgeva san Giuseppe, da lui considerato “il vero papà della Nigrizia”.


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