Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 26 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
Aleteia logo
home iconApprofondimenti
line break icon

Veramente la Chiesa era stata contraria ai vaccini?

FLU,SHOT,WOMAN,DOCTOR

Shutterstock

Marco Rapetti Arrigoni - Breviarium - pubblicato il 21/01/21

La normativa tornava a conferire a medici e chirurghi il compito di annotare in un apposito registro l’elenco delle persone vaccinate, da presentare annualmente alla Congregazione speciale (art. 5). Nel mese di gennaio le deputazioni comunali erano tenute ad inoltrare gli elenchi delle vaccinazioni eseguite nell’anno precedente alle commissioni provinciali, le quali, a loro volta, dovevano segnalare alla Congregazione speciale «quelli che si distinguono intra gli altri pel numero e buon’esito degl’innesti relativamente alla popolazione» (art.7, ivi, p. 131).

Assolutamente centrale e prioritario per il legislatore, al punto da essere inserito esattamente al cuore della notificazione, permaneva l’obbligo di medici e chirurghi condotti di vaccinare gratuitamente i poveri (art. 8, ibid.), quali destinatari dell’opzione preferenziale della Chiesa.




Leggi anche:
Papa Leone XII contro il vaccino?

Vaccinazione obbligatoria nelle carceri

Significativa anche l’attenzione mostrata verso i detenuti, per i quali era disposta la vaccinazione obbligatoria al fine di proteggerli dal contagio (art. 12, ivi, p. 132); sembrerebbe quasi trasparire un’embrionale evoluzione della concezione della pena, da una funzione meramente retributiva-afflittiva ad una rieducativa e risocializzativa, come parrebbe suggerire il riferimento normativo ai detenuti «in età giovanile» che, come tali, si intendeva preservare da una malattia caratterizzata non solo da alti tassi di letalità ma anche dalla capacità di deturpare permanentemente i volti ed i corpi dei guariti con profonde cicatrici, con l’inevitabile stigma sociale che ne conseguiva (e che si sarebbe cumulato a quello derivante dalla condanna alla reclusione per i reati commessi).

Volendo incoraggiare e sollecitare, sul modello dell’Editto di Pio VII, la dedizione e la solerzia medica nell’estirpazione del vaiolo «col mezzo della vaccinazione», si riservava, quale incentivo ad un impegno diligente ed operoso, la priorità nei concorsi pubblici così come nell’assegnazione delle condotte, delle cattedre e degli impieghi nel settore sanitario ai medici che avessero dato prova di adempiere l’obbligo vaccinale con il maggiore zelo (art. 13, comma 1, ibid.) e si attribuiva alla Congregazione speciale la facoltà di premiare i medici che si fossero distinti nella vaccinazione dei poveri con il conferimento di medaglie d’oro e d’argento «che pe’ più diligenti vaccinatori il superior Governo le farà espressamente tenere» (art. 13, comma 2, ibid.).

Trattamenti preferenziali per i vaccinati

Come già accennato, veniva reintrodotto il certificato di vaccinazione la cui titolarità diveniva requisito essenziale per ottenere, a parità di condizioni e circostanze, un trattamento preferenziale in materia di «nomine, di gratificazioni, di largizioni e sussidii i quali sogliono darsi o dal pubblico erario, o dai luoghi pii» cosicché si «preferirà sempre a tutt’altri chi sarà munito del certificato suddetto» (art. 14, ivi, pp. 132-133). Il legislatore stesso esplicitava la ratio legis sottesa, sancendo che

il Governo [si trova] nel pieno diritto di far provare i suoi riguardi e le sue largizioni di preferenza a quei sudditi i quali apprezzano le discipline di pubblica salute, che per essi si adottano, e che sono per lunga esperienza dalle più colte nazioni ricevute.
Ibid.

La disposizione finale della notificazione, ispirata alla corrispondete norma dell’Editto del 1822, stabiliva

misure di severo isolamento in quelle famiglie nelle quali, per aver trascurata la vaccinazione, si sviluppasse il vaiolo.

A conferma della centralità dell’istanza etica, in termini di responsabilità personale nei confronti del prossimo, che fonda il dovere di vaccinarsi oggi come nel XIX secolo, la norma si chiudeva con la considerazione:

Tale tutela riesce indispensabile per garantire tutti quegli individui i quali non essendosi vaccinati potrebbero incorrere in questa terribile infermità.
Art. 15, ivi, p. 133

Per favorire la massima diffusione ed osservanza delle novelle legislative espressione «della sovrana beneficenza, e dell’interesse che prende Sua Beatitudine alla pubblica incolumità» (ivi, p. 133) il card. Mattei dava mandato ai parroci di dare pubblica lettura alla notificazione in modo che anche i ceti non alfabetizzati e scolarizzati potessero conoscerne i contenuti ed adempierne fedelmente i precetti.

Pio IX

I provvedimenti emanati dal Papa camaldolese dovettero dimostrarsi efficaci dato che il suo successore, il beato Pio IX, asceso al Soglio pontificio nel 1846, confermò la legislazione gregoriana in virtù della quale

la vaccinazione è stata collocata nel nobile seggio che le apparteneva, tutelata dalla saggezza di un tanto ministro [il card. Mattei] del regnante Gregorio XVI.
Castreca Brunetti, Sulla Commissione di vaccinazione medico-chirurgica di Bologna, Roma, 1842, p. 10

A seguito di una recrudescenza dell’epidemia vaiolosa, nel 1848 la Magistratura della città di Roma, alla quale l’anno precedente il Papa, nell’ambito del Motu proprio “Sull’organizzazione del Consiglio e Senato di Roma e sue attribuzioni” diretto a riformare l’amministrazione comunale, aveva attribuito la competenza «alla inoculazione del vajolo vaccino» (art. 51, n. 6), promosse una campagna di vaccinazione rivolta agli abitanti dell’Urbe, con particolare attenzione ai poveri che non fossero stati ancora vaccinati, ed organizzata attraverso la suddivisione dei cittadini sulla base delle parrocchie di appartenenza. In particolare la notificazione, datata 13 aprile, non si limitava a confermare la gratuità della vaccinazione ma prevedeva un premio di due paoli per coloro che fossero tornati a farsi visitare otto giorni dopo la somministrazione del vaccino per verificare il successo dell’inoculazione. Un analogo piano vaccinale comunale ed una medesima formula premiale furono riproposti l’anno successivo quando nell’autunno del 1849, a seguito della caduta della Repubblica Romana ed in attesa del ritorno di Pio IX dall’esilio a Gaeta, su disposizione del neo-istituito Consiglio municipale provvisorio venne avviata la vaccinazione dei cittadini romani che non vi si fossero ancora sottoposti, con un premio di venti baiocchi destinato

a coloro che otto giorni dopo la vaccinazione torneranno per mostrane il successo. Incombe ai medici e chirurghi comunali di eseguire la operazione nei giorni destinati alle parrocchie regionarie nelle quali esercitano.
Notificazione 8 ottobre 1849 in L’Araldo della guardia nazionale e dell’esercito, giornale militare, politico, scientifico, letterario, Volume II, Napoli, 1849

Alcune provvisorie conclusioni

Lo studio delle fonti storiche e giuridiche inerenti alla politiche sanitarie in materia di somministrazione dei vaccini adottate nello Stato Pontificio nella prima metà del XIX secolo, volendosi limitare ad analizzare l’azione intrapresa in tale ambito dai Pontefici come sovrani il primato di giurisdizione dei quali si estendeva su un’entità statuale dai confini estremamente più estesi di quelli dell’attuale Stato della Città del Vaticano (oltre, naturalmente, a configurarsi come potestà suprema, piena, immediata ed universale sulla Chiesa), attesta come il beneplacito dei Successori di Pietro, da Pio VII a Papa Francesco, alla profilassi vaccinale, fin dai suoi albori, quale misura irrinunciabile per sconfiggere il flagello delle pandemie affondi le proprie radici nella centralità che la protezione della vita umana assume nel Magistero della Chiesa.

È chiaro, infatti, che la ratio e la prospettiva delle normative sanitarie di impulso e promozione delle vaccinazioni emanate dalla Sede Apostolica non fossero limitate alla loro mera esecuzione entro il territorio dello Stato Pontificio ma, in virtù della vocazione costitutivamente universale della Chiesa Cattolica, aspirassero a fare di esse modelli legislativi aperti alla ricezione da parte delle altre nazioni, indicando al contempo ai cattolici la direzione da seguire nel perseguimento della tutela della salute personale e pubblica attraverso la convinta adesione alla pratica vaccinale.

Duole ma non sorprende constatare che, nei tempi attuali come all’epoca dei suoi predecessori, il senso di responsabilità e la lungimiranza del Papa e dell’episcopato nel ponderato e consapevole sostegno alla vaccinazione incontrino l’aperta e deplorevole disobbedienza di taluni, sedicenti cattolici, i quali, sensibili al resistibile fascino di screditati teoremi cospirazionistici e di credenze infondate, fomentano facinorose contestazioni contro gli insegnamenti e gli ammonimenti dell’autorità ecclesiale tra coloro che,

avidi ogni momento di sapere, di credere qualche cosa grossa, bisognosi di gridare, d’applaudire a qualcheduno, o d’urlargli dietro

finiscono per divenire facili prede di spregiudicati

uomini che, o per un riscaldamento di passione, o per una persuasione fanatica, o per un disegno scellerato, o per un maledetto gusto del soqquadro, fanno di tutto per ispinger le cose al peggio; propongono o promovono i più spietati consigli, soffian nel fuoco ogni volta che principia a illanguidire.
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Cap. XIII

Distante dagli echi lontani di sterili vaniloqui, il Magistero della Chiesa continua ad essere proteso alla promozione dell’autentico bene dell’uomo rivelato nel Vangelo ed al servizio dello sviluppo integrale della persona umana nella sua insopprimibile dignità. Emerge così l’intima ed intrinseca continuità tra le legislazioni sanitarie di Pio VII, Leone XII, Gregorio XVI e Pio IX (pontefici non certo tacciabili di arrendevolezza od acquiescenza verso la mondanità) e gli interventi ed i documenti di Papa Francesco, uniti, a distanza di quasi due secoli, dal comune obbiettivo di assicurare la più ampia disponibilità e l’universale ed equa accessibilità ai vaccini, promuovendone la gratuita distribuzione e somministrazione specialmente a favore dei poveri, dei fragili, dei piccoli e degli ultimi nei quali è possibile riconosce il volto del Signore.

Nel Natale celebriamo la luce del Cristo che viene al mondo e lui viene per tutti: non soltanto per alcuni. Oggi, in questo tempo di oscurità e incertezze per la pandemia, appaiono diverse luci di speranza, come le scoperte dei vaccini. Ma perché queste luci possano illuminare e portare speranza al mondo intero, devono stare a disposizione di tutti. Non possiamo lasciare che i nazionalismi chiusi ci impediscano di vivere come la vera famiglia umana che siamo. Non possiamo neanche lasciare che il virus dell’individualismo radicale vinca noi e ci renda indifferenti alla sofferenza di altri fratelli e sorelle. Non posso mettere me stesso prima degli altri, mettendo le leggi del mercato e dei brevetti di invenzione sopra le leggi dell’amore e della salute dell’umanità. Chiedo a tutti: ai responsabili degli Stati, alle imprese, agli organismi internazionali, di promuovere la cooperazione e non la concorrenza, e di cercare una soluzione per tutti: vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi di tutte le regioni del Pianeta. Al primo posto, i più vulnerabili e bisognosi!
Papa Francesco, Messaggio Urbi et Orbi, 25 dicembre 2020

Nel manifestare la sua partecipe sollecitudine per la difesa della salute e della sacralità della vita umana attraverso la responsabile adesione all’impiego del vaccino quale mezzo indispensabile per la liberazione dalla pandemia, Papa Francesco, sulle orme dei suoi predecessori, esercita con sapiente prudenza e paterna premura il suo ministero di supremo pastore della Chiesa e di maestro di tutti i cristiani guidando e custodendo come buon pastore il gregge che il Signore Gesù, medico dell’amore divino integrale, gli ha affidato quale Suo vicario e fondamento visibile dell’unità della Chiesa.


1: Sullo stesso punto si era precedentemente pronunciata anche la Congregazione per la Dottrina della Fede affermando che «in ogni caso, dal punto di vista etico, la moralità della vaccinazione dipende non soltanto dal dovere di tutela della propria salute, ma anche da quello del perseguimento del bene comune. Bene che, in assenza di altri mezzi per arrestare o anche solo per prevenire l’epidemia, può raccomandare la vaccinazione, specialmente a tutela dei più deboli ed esposti» (Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19, 21.12.2020). 2: Notificazione 15 dicembre 1841 in Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello Stato pontificio emanate nell’anno 1841, Roma, 1842, pp. 128-133.

2: Notificazione 15 dicembre 1841 in Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello Stato pontificio emanate nell’anno 1841, Roma, 1842, pp. 128-133

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Tags:
magisterostoria della chiesavaccinivaccino
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
VENERABLE SANDRA SABATTINI
Gelsomino Del Guercio
Sandra Sabattini beata il 24 ottobre. Lo ha deciso Papa Francesco...
2
MARCELLO BELLETTI
Annalisa Teggi
Un padre, una madre e 7 figli. Non è follia ma sovrabbondanza
3
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
4
medjugorje
Gelsomino Del Guercio
Cosa sono i “segreti” di Medjugorje? Che messaggi nascondono?
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
POPE JOHN PAUL II
Paola Belletti
Wojtyla affrontò il problema della frigidità sessuale femminile
7
ANGELICA ABATE
Annalisa Teggi
Quando il miracolo non è la guarigione ma una voce innamorata del...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni