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Perché Giovanni Paolo II ha proclamato Tommaso Moro patrono dei politici?

SIR THOMAS MORE

Wikipedia PD

Philip Kosloski - pubblicato il 21/01/21

Il Papa santo voleva dare a tutti i politici un forte esempio su come governare giustamente sulla base dei princìpi cattolici

Il Papa compie raramente un annuncio speciale dichiarando un santo patrono di un settore particolare. In genere i santi diventano patroni nel corso del tempo e grazie al loro potere di intercessione, non per un decreto papale.

San Giovanni Paolo II ha tuttavia fatto un’eccezione per Tommaso Moro, desiderando che fosse noto per la sua vita politica.

Nel 2000, il Pontefice ha scritto una speciale lettera apostolica proclamando “San Tommaso Moro patrono dei governanti e dei politici”. Nel testo, offriva varie ragioni per le quali credeva che Moro meritasse questo titolo speciale:

“Molte sono le ragioni a favore della proclamazione di san Tommaso Moro a Patrono dei Governanti e dei Politici. Tra queste, il bisogno che il mondo politico e amministrativo avverte di modelli credibili, che mostrino la via della verità in un momento storico in cui si moltiplicano ardue sfide e gravi responsabilità”.

San Tommaso Moro dev’essere un modello per tutti i politici, soprattutto per coloro che professano la fede cattolica, ed è un forte esempio per chi prende importanti decisioni nazionali, particolarmente nel campo della protezione della vita e della famiglia:

“Oggi, infatti, fenomeni economici fortemente innovativi stanno modificando le strutture sociali; d’altra parte, le conquiste scientifiche nel settore delle biotecnologie acuiscono l’esigenza di difendere la vita umana in tutte le sue espressioni, mentre le promesse di una nuova società, proposte con successo ad un’opinione pubblica frastornata, richiedono con urgenza scelte politiche chiare a favore della famiglia, dei giovani, degli anziani e degli emarginati”.

Giovanni Paolo II esortava poi i politici a riconoscere l’unità di fede e ragione e di politica e verità in Moro:

“Questo il traguardo a cui lo portò la sua passione per la verità. L’uomo non si può separare da Dio, né la politica dalla morale: ecco la luce che ne illuminò la coscienza. Come ho già avuto occasione di dire, “l’uomo è creatura di Dio, e per questo i diritti dell’uomo hanno in Dio la loro origine, riposano nel disegno della creazione e rientrano nel piano della redenzione. Si potrebbe quasi dire, con espressione audace, che i diritti dell’uomo sono anche i diritti di Dio” (Discorso, 7.4.1998).

E fu proprio nella difesa dei diritti della coscienza che l’esempio di Tommaso Moro brillò di luce intensa.

“La vicenda di san Tommaso Moro illustra con chiarezza una verità fondamentale dell’etica politica. Infatti la difesa della libertà della Chiesa da indebite ingerenze dello Stato è allo stesso tempo difesa, in nome del primato della coscienza, della libertà della persona nei confronti del potere politico. In ciò sta il principio basilare di ogni ordine civile conforme alla natura dell’uomo”.

San Tommaso Moro sia un forte esempio e un avvocato nella nostra epoca, e tutti i politici possano guardare a lui per ricevere ispirazione.

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