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Studentesse e non più spose bambine, grazie al maestro Ranjitsinh

RANJITSINH DISALE, TEACHER

Ranjitsinh Disale | Youtube

Annalisa Teggi - pubblicato il 19/01/21

Premiato come il miglior insegnante al mondo: in India Ranjitsinh Disale è andato a prendere uno per uno i suoi studenti dai campi e sta cambiando la cultura ricostruendo una scuola usata come stalla

Il suo nome significa «vittorioso sul campo di battaglia», perfetta sintesi della sua storia. Il 32enne indiano Ranjitsinh Disale è stato premiato pochi giorni fa come miglior insegnante al mondo. Il Global Teacher Prize è un’iniziativa organizzata dalla Varkey Foundation di Londra con l’Unesco. Gli spetta un premio da 1 milione di dollari, metà di questa somma ha voluto condividerla con gli altri candidati alla vittoria:

Come riporta The Hindu report, Disale ha dichiarato: «Gli insegnanti sono i veri promotori del cambiamento dei loro studenti con un po’ di gesso e sfide quotidiane. Noi siamo quelli che credono davvero nel dare e condividere. E quindi sono felice di annunciare che donerò il 50% del premio con gli altri 10 finalisti, per supportare il loro incredibile lavoro. Penso che solo insieme possiamo cambiare il mondo perché condividere è crescere.»(da TimesNow)



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Sul campo di battaglia s’impara a guardarsi attorno, a cercare alleati. E il campo dove il giovane Ranjitsinh lavora richiede un impegno muscolare ed emotivo inesausto.

Un ripiego o una grande occasione?

Diventare maestro non era nei piani di Ranjitsinh, che avrebbe voluto fare l’ingegnere.

«Lasciai perché mi prendevano in giro. Mi bullizzavano perché ero nero. La maggior parte degli indiani sono scuri come me, ma in quel college gli studenti più chiari mi presero di mira». Se ne andò via, vittima di “colorism”, un atteggiamento discriminatorio ancora diffuso nel Subcontinente, rinforzato dai colonizzatori britannici che favorivano gli indiani dalla pelle chiara. (da Corriere della Sera)

L’ipotesi dell’insegnamento è stata per lui una di quelle svolte che, portandolo altrove dai suoi sogni, forse lo ha portato nel posto giusto. Anche se all’inizio è sembrata una punizione, o una beffa del destino. Nel 2009 venne affidato a Disale il suo primo incarico scolastico e quello che si trovò di fronte era una baracca semi-distrutta. Quella era la sua scuola, ed era deserta.

Quando nel 2009 gli fu assegnata come primo incarico l’elementare di Paritewadi, duemila anime sperse tra campi e pascoli del Maharashtra – lo stato di Mumbai – si ritrovò solo in un edificio diroccato. «Era una stanza tra una stalla e un deposito. Nel fare i lavori mi sono anche fatto male» ricorda. (da Ibid)
MAHARASHTRA, INDIA
Google Maps

Ricostruire i muri, nutrire i cuori

La zona del Mahrasthra in cui Ranjitsinh ha intrapreseo il suo mestiere educativo è prevalentemente rurale e afflitta dal problema della siccità. Le famiglie, dunque, erano completamente disinteressate all’apprendimento dei figli, in gran parte impiegati nel lavoro. Fin dalla più tenera età i maschi portavano le bestie al pascolo e le femmine si occupavano delle mansioni domestiche. Quest’ultime attendevano inerti il loro destino di spose bambine, costrette a unirsi giovanissime a uomini più grandi e sconosciuti.

Che le aule scolastiche fossero usate come stalle non era un problema per i genitori.

La siccità non riguardava solo di campi da irrigare, ma anche – metaforicamente – la vita di persone non abituate a considerare l’educazione come un valore. Nel suo canale Youtube, Ranjitsinh racconta:

Sono arrivato alla conclusione che dovevo partire dal cancellare. Per iniziare il cambiamento in questi bambini, dovevo trasformare l’atteggiamento di indifferenza dei genitori nei confronti della scuola.

E dunque il primo grande passo educativo è stato compiuto fuori dall’edificio scolastico. Il maestro ha voluto conoscere le famiglie, capire la vita e le abitudini di ciascuno. Col tempo è arrivato a suggerire loro delle tecniche di coltura per i campi che garantissero loro un buon rendimento, senza l’impiego dei bambini. Solo il 2% dei bambini andava a scuola, metà del primo anno scolastico è stato impiegato da Ranjitsinh a prendere uno per uno i suoi studenti dai campi e portarli in classe.

DISALE, SCHOOL, INDIA
Ranjitsinh Disale | Youtube

Presenti all’appello

Sì, l’appello è uno dei momenti più significativi che della giornata scolastica. E anche se a certi insegnanti non è chiesto di andare fisicamente a prendere uno a uno i proprio studenti, in fondo è proprio così che si inizia ogni mattina, chiamandoli per nome … anche in DAD. La prima mossa di un insegnante è chiedere e desiderare la presenza dei propri ragazzi.

Le ragazzine si sposavano a 12 anni e andavano nei campi a coltivare cipolle, adesso qui il 100% frequenta le lezioni. (da Corriere)

Ci sono voluti anni per maturare un risultato così clamoroso. Ed è stato un cammino fatto di passi non solo strettamente didattici. Una volta accompagnati a entrare nella nuova scuola, gli studenti e le studentesse di Ranjitsinh hanno sentito che quel luogo poteva essere uno spazio di amicizia e scoperta.

Attenzione alla persona, con canti e QRcode

Il primo impegno del maestro è stato quello di creare una comunità e ha usato i canti e i giochi per far sentire uniti i ragazzi. È stato un modo semplice ed efficace per trasmettere loro la certezza che quel luogo apparteneva al loro percorso verso la felicità.

Nell’ambito delle competenze Ranjitsinh Disale ha fatto i conti con tante lacune nei suoi giovani alunni, ma – intuendo la sua tempra – figuriamoci se si è demoralizzato. Tutt’altro. Per fornire a ogni ragazzo un supporto didattico personalizzato e adatto al livello di apprendimento di ciascuno si è basato su un sistema di libri innovativi con QRcode. In pratica ad ogni QRcode corrisponde del materiale  multimediale specifico per ogni esigenza.

Quest’intuizione gli ha permesso di essere conosciuto e apprezzato non solo in India. Quella di Disale è stata la prima scuola a introdurre i libri con QRcode, ma dal 2017 il governo ha deciso di estenderli a tutti gli istituti indiani. Inoltre il CEO di Microsoft Satya Nadella ha riconosciuto Ranjitsinh come uno dei tre grandi innovatori del Subcontinente.

DISALE, SCHOOL, INDIA
Ranjitsinh Disale | Youtube

Il rendimento degli alunni è diventato eccellente, da una frequenza scolastica che era al 2% si è arrivati al 100% di oggi, è maturata la consapevolezza culturale che le bambine devono essere presevate da matrimoni precoci e di interesse. Ecco gli elementi rilevanti che hanno portato la comunità internazionale a riconoscere Ranjitsinh Disale come il miglior insegnante al mondo. Ma vero il traguardo della sua storia è là, sul suo campo di battaglia.

Costruire una scuola è portare acqua in una terra arida. In un piccolo ritaglio di un paese rurale del Mahrasthra una presenza viva ha iniziato un cambiamento culturale profondo, ma non teorico: persona per persona, famiglia per famiglia.

E sono proprio le famiglie di questi giovani studenti che meritano l’ultima inquadratura di questa storia.

L’allarme delle 7 di sera

Quando ho visto la scena nel video (che trovate qui sotto) non ho potuto non sorridere. Quello che alle nostre latitudini definiamo “i rapporti della famiglia col personale scolastico” nella realtà di Ranjitsinh si trasforma in un momento quotidiano quasi epico.

Alle 7 di sera il maestro suona un allarme che raggiunge tutte le case del villaggio (molto simile a quelli che si sentono in caso di bombardamento). A quel punto in tutte le famiglie si spegne la TV e i genitori interrompono qualunque attività stiano facendo per studiare un’ora coi ragazzi. Vedendo i genitori interessati al loro percorso di conoscenza, i bambini hanno cominciato a studiare con più entusiasmo.

Forse la cosa può funzionare in un villaggio indiano, forse da noi non funzionerebbe neppure in un quartiere. Ma questo non significa che non ci sia qualcosa di commovente in quell’allarme. Come una chiamata, o una sveglia, che ci riguarda tutti. Con quanta polvere di astrattezza noi oggi parliamo di emergenza educativa… e poi stiamo seduti a lamentarci. Quell’allarme suona davvero, anche qui. Solo che noi ci illudiamo che sia solo un rumore intellettuale.

Non a caso, per Ranjitsinh anche l’ostacolo della didattica a distanza è stato affrontato con spirito nient’affatto demoralizzato:

Durante il lockdown mi sono focalizzato sullo sviluppo di abilità pratiche. In una delle attività gli alunni calcolano di quanto aumentano i consumi di acqua ed elettricità quando il termometro sale e devono poi adeguare le loro abitudini, risparmiando acqua se quella stoccata nel villaggio rischia di finire prima dell’arrivo delle piogge.

Dare per scontata la presenza della scuola porta al pigro lamento. Ma chi ha preso i bambini uno a uno dai campi e ha ricostruito mattone per mattone la loro classe si trova addosso una scorta di energia a cui noi possiamo attingere per imitazione. Ed è l’intraprendenza di chi sa che senza educazione le anime si smarriscono davvero e diventano preda di mille tipi di schiavitù e umiliazioni.

Tags:
educazioneindiascuola
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