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La notte in cui ho parlato con mio cugino in cielo

NIEBO

Juergen Faelchle | Shutterstock

Sergio Argüello Vences - pubblicato il 19/01/21

È stato più di un sogno...

È passato un anno da quando ho celebrato l’ultima Messa di mio cugino Carlos Manuel. Ricordo bene quando mi hanno dato la notizia. Non ci volevo credere. Era così giovane… Ma Dio aveva altri progetti per lui, e lo ha chiamato alla Sua presenza.

È stata una benedizione assistere al funerale e celebrare la sua Eucaristia di congedo. La chiesa era gremita, ed è stata una Messa molto triste. Vedere il dolore dei miei zii e dei miei cugini è stato commovente. Che dolore enorme è veder partire un figlio, vedersi spegnere un fratello!

Ogni volta che penso a loro li raccomando al buon Dio, e Gli chiedo di dar loro consolazione e forza per andare avanti. Mi emoziono solo pensando alla loro sofferenza.

Ho scritto queste parole alle tre del mattino, perché mentre dormivo ho sognato mio cugino. È stato un sogno splendido! Ho iniziato a provare molta pace, e ho visto qualcuno al mio fianco. Era molto più alto di me, e quando ho fermato lo sguardo ho riconosciuto Carlos Manuel. Sembrava stare bene, era felice…

Mi ha toccato la spalla, mi ha abbracciato e abbiamo camminato su un monte assolato, con un cielo azzurro e grandi nubi. Non so perché, ma la prima cosa che ho detto è stata:

“Cugino mio, mi dispiace per il tuo incidente…”

“Non devi dispiacerti; anche se all’inizio ho avuto molta paura, tutto è passato dopo aver visto che Gesù era al mio fianco… In realtà è accaduto tutto in questo luogo che amo tanto. È la porta da dove sono entrato in cielo, per mano di Dio”.

“Dio era con te? Com’è il cielo?”

“È stupendo! Dovresti vederlo. Gesù è molto buono con noi, devi venire a conoscerlo”.

“Mi sforzerò al massimo di comportarmi bene e guadagnarmi il cielo, lo prometto”.

In quel momento mi sono venuti in mente i miei zii, e ho chiesto:

“Cugino mio, non senti nostalgia della tua vita, della tua famiglia e dei tuoi amici?”

“Sì, soprattutto di mia madre, mio padre e dei miei fratelli. Poco tempo fa ho detto a Dio che mi ha dato la famiglia migliore che potessi avere, e Lui mi ha assicurato che li aveva scelti apposta per me”.

“Hai sicuramente una famiglia molto bella. Sentono molto la tua mancanza. Si vede negli occhi degli zii quanto manchi loro”.

“Lo so. E quando si ricordano di me io li abbraccio. Mi preoccupavo vedendoli tristi, ma mio nonno mi ha detto che staranno bene, che la loro fede li aiuterà a scoprire che sono molto contento e circondato da bravi persone. Ha perfino degli amici”.

A quel punto mi sono svegliato. Erano le tre del mattino, e anche se si era trattato di un sogno molto breve ero così contento di aver parlato con mio cugino che mi sono messo a scrivere (ti ringrazio, Carlos Manoel, per avermi ricordato che il cielo esiste. Non ti sei congedato, e spero di rimanere più tempo con te la prossima volta).

Mentre scrivo, non posso evitare di pensare al dolore dei miei zii e a te, padre, madre, figlio, figlia, sposo, sposa, amico o amica che purtroppo hai visto partire una persona molto amata. Forse in un incidente, come nel caso di mio cugino, o per una dolorosa malattia.

Confido molto nel mio buon Gesù e in quella “dimora” che Egli ha preparato per noi. Per questo, vi ricordo che non ci sono motivi per disperare. Come mio cugino sta bene, anche il vostro familiare o amico sta godendo della gloria di Dio. Un giorno vi incontrerete di nuovo. Perché siamo tutti cittadini e cittadine del cielo.

E a voi, zii, il mio cuore dice che non è stato solo un sogno!

Tags:
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