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Comunione in mano o in bocca, cos’è che conta?

KOMUNIA NA RĘKĘ

KFP/REPORTER

Claudio De Castro - pubblicato il 18/01/21

Stiamo parlando di cose importanti ma non fondamentali, e stiamo dimenticando l'essenziale...

Mia moglie ed io siamo tornati alle Messe virtuali per via della ferrea quarantena in vigore nel nostro Paese, Panama. Tutti i pomeriggi, dopo aver preso il caffè con il pane caldo con burro e marmellata, ci sediamo ad ascoltare la Messa.

Questo pomeriggio ho ascoltato l’omelia di padre Javier Martín, Francescano di Maria. Mi piace sentire i sacerdoti che pronunciano le loro omelie. Impariamo molto da loro.

“Qualche giorno fa ho letto un articolo che è caduto proprio a fagiolo… Quante persone parlano, e molte mormorano, del fatto che la Comunione debba essere presa in mano o in bocca… Ci si può comunicare in entrambi i modi perché la Chiesa lo permette… Ciò che conta non è comunicarsi in mano o in bocca”, diceva questo sacerdote nel suo articolo con tutta la ragione possibile. “L’importante è comunicarsi in grazia di Dio”.

L’essenziale della Comunione

“Stiamo parlando di cose importanti ma non fondamentali, e stiamo dimenticando l’essenziale: che dobbiamo ricevere il Signore in grazia di Dio, e che per riceverLo in grazia di Dio è importante confessarsi almeno una volta l’anno, in pericolo di morte e se ci si vuole comunicare”.

Mi ha fatto pensare a una realtà. L’essenziale è la condizione in cui riceviamo nostro Signore, con fervore, sapendo che è Gesù Sacramentato, ed è VIVO. San Paolo lo ha detto chiaramente:

“Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore” (1 Corinzi 11, 27).

“Adoro Te devotamente, o Dio nascosto, sotto queste apparenze Ti celi veramente”, ha scritto San Tommaso d’Aquino. “A Te tutto il mio cuore si abbandona, perché, contemplandoTi, tutto vien meno. La vista, il tatto, il gusto, in Te si ingannano, ma solo con l’udito si crede con sicurezza. Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio, nulla è più vero di questa parola di verità”.

Prepararsi

Comunicarsi è una benedizione che ci viene permessa, ma è una questione molto seria, alla quale bisogna prepararsi bene.

“Figli miei, non è mai troppo per prepararsi alla Santa Comunione”, diceva San Pio da Pietrelcina. E San Josemaría Escrivá: “Avete mai pensato a come vi preparereste per accogliere il Signore se ci si potesse comunicare una volta sola nella vita? Ringraziamo Dio per la facilità che abbiamo di avvicinarci a Lui, ma… dobbiamo ringraziarLo preparandoci molto bene a riceverlo”.

Accostatevi alla Comunione sapendo Chi riceverete nell’Ostia consacrata, con umiltà, fervore e un immenso amore per Gesù Sacramentato.

Dio vuole dimorare in voi. Fategli spazio nella vostra anima e nel vostro cuore.

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