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Santa Laura di Córdoba, che accettò il martirio per fede

SAINT LAURA

MIGUEL REDONDO-(CC BY-NC-ND 4.0)

Sandra Ferrer - pubblicato il 15/01/21

La storia appassionante di una santa che preferì morire che rinnegare le proprie convinzioni

Dall’VIII secolo, Al-Andalus occupava la zona meridionale della Spagna. Un secolo dopo, un chierico mozarabico di nome Eulogio esortò i cristiani a ribellarsi contro l’Emirato di Córdoba e l’islam.

Tra l’850 e l’859 furono 50 i cristiani mozarabici che affrontarono apertamente le autorità musulmane, consapevoli del fatto che il loro atteggiamento li avrebbe portati a subire il martirio e la morte.

Tra quei martiri c’era Laura da Córdoba, una donna della cui vita si sa molto poco ma che figura in quel gruppo di cristiani coraggiosi che levarono la propria voce in difesa della fede che professavano.

Laura, madre e religiosa

Laura era nata in una data indeterminata all’inizio del IX secolo in una famiglia nobile mozarabica della città di Córdoba.

Aveva sposato un uomo che lavorava come funzionario nell’emirato, con il quale aveva avuto due figlie.

Dopo essere rimasta vedova, sei anni dopo aver contratto matrimonio, Laura prese una decisione fondamentale nella sua vita: abbandonare la vita secolare e aderire a quella religiosa, risoluzione che prese probabilmente insieme alle due figlie, che seguirono i suoi passi.

Il luogo scelto fu un convento noto come Santa María de Cuteclara.

Il convento era un duplice monastero, in cui vivevano sia una comunità di monaci che una di monache, in spazi separati. Anni dopo il suo ingresso, Laura venne eletta badessa, incarico che ricoprì per nove anni, fino alla morte.

Punita a Córdoba per aver proclamato la sua fede

Laura era una fervente cattolica e non si adattava alla vita monastica. Per ratificare la sua fede in Dio uscì dale mura del convento per proclamare pubblicamente il suo credo, seguendo le indicazioni del chierico mozarabico Eulogio da Córdoba.

Le autorità arrestarono subito la badessa per ordine dell’emiro Muhammad I. Laura venne frustata, punizione imposta per costringerla a rinnegare le sue convinzioni, cosa che sapeva non avrebbe fatto mai, nonostante le terribili conseguenze.

Secondo la tradizione, Laura da Córdoba non avrebbe abiurato il cristianesimo e abbracciato l’islam pur sapendo che quella decisione l’avrebbe portata direttamente al martirio.

Dopo essere stata frustata, venne immersa in un calderone di piombo bollente. Malgrado la terribile tortura, sopravvisse lodando Dio mentre sopportava il tremendo dolore.

Vedendo che la religiosa non aveva intenzione di arrendersi, le autorità musulmane decisero di giustiziarla. Laura da Córdoba venne decapitata il 19 ottobre 864, giorno in cui si celebra la sua festa.

Laura divenne così uno dei 48 martiri mozarabici di Córdoba che decisero di offrire la propria vita in difesa della fede.

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