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Bambini: la vera educazione all'affettività avviene in famiglia

Uno dei misteri del matrimonio, che deve essere un sacramento e uno dei più incredibili, è che un uomo inutile come me, può diventare indispensabile in certi momenti. Non mi sono mai sentito così piccolo come ora che so quanto sono necessario.

Martha, Mary and Me - pubblicato il 13/01/21

In realtà è solo dopo l’età puberale che la relazione d’attaccamento che il genitore ha avuto con il figlio, può avere alcune conseguenze sul comportamento sessuale. Riporto un articolo importantissimo di Tonino Cantelmi ed Emiliano Lambiase sull’argomento:

esiste un «rapporto tra stile di attaccamento e comportamento sessuale, partendo dal presupposto […] che il comportamento sessuale possa essere messo in atto allo scopo di regolare stati emotivi e soddisfare bisogni non primariamente sessuali che la persona non riesce a gestire diversamente. La capacità di regolare le emozioni e di soddisfare i bisogni di base si sviluppa nella prima infanzia nel corso delle dinamiche di attaccamento» Legame affettivo e comportamento sessuale. Come lo stile di attaccamento influenza il comportamento sessuale, al link

Che sia chiaro: nessun genitore “nasce imparato” e chiedere a esperti un confronto e un sostegno, è importante.

I maschi entrano in contatto prima con la loro sfera genitale, come si affronta?

Stando tranquilli e osservando il comportamento. Talvolta noi mamme pensiamo che il figlio maschio abbia bisogno di meno contatto fisico, meno coccole: invece non è così. L’amore che si può dare ai figli (fisico, soprattutto quando sono piccoli è così che lo capiscono) va a confluire in un grande “barattolo” che abita nei loro cuori. A quel “barattolo” attingeranno quando saranno cresciuti. Questo è valido per bambini e bambine.

PS quando adotto il termine “bambino” intendo anche bambine, se non altrimenti specificato.

Un’ultima delicata riflessione: attenzione. Attenzione al fatto che ci siamo abituati a delegare ad altri l’educazione dei nostri figli. Attenzione a cosa viene insegnato e da parte di chi. Attenzione ai telefoni cellulari, a internet e a ciò che può inserirsi nella mente dei nostri figli.

Tuttavia è la relazione tra noi genitori e i nostri figli che noi dobbiamo nutrire: allorché un figlio educato in un certo modo venga informato, da X persona (insegnante, docente, esperto qualsivoglia, operatore sanitario), circa un qualsiasi aspetto verso il quale conosce l’opinione dei genitori, non bisogna preoccuparsi ma è necessario rifletterci assieme, di qualsiasi argomento si tratti. I figli debbono poter fare domande, i genitori debbono fornire risposte e ascolto.

Nel momento in cui io so di aver stimolato in mio figlio un senso critico verso le opinioni di persone esterne, social e televisione, non debbo temere le intrusioni esterne, ma nutrire costantemente la relazione con lui. Nel momento in cui il “barattolo delle conoscenze” è pieno di tutte le risposte che mio figlio necessita di sapere, non vi è il rischio che ne chieda ad altri.

La relazione con i figli inizia sin da piccoli: è fondamentale abituarci al confronto con loro. Studiamo, informiamoci, rivolgiamoci a chi s’ispira fiducia: i genitori – noi – sono i primi educatori!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA MARY AND ME

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Tags:
bambinieducazionesessualità
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