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Silvia e Andrea: il nostro matrimonio stava crollando, lo ha ricostruito Dio!

Silvia Lucchetti - pubblicato il 13/01/21

Poi cosa accadde?

Silvia. Una sera i catechisti vennero a visitare la nostra comunità. Andrea decise di andare. Il nostro catechista gli chiese: “dov’è tua moglie?”, “a casa”. E lui: “vai a prenderla”. Andrea venne da me pieno di dubbi, non pensava di riuscire a convincermi. Ricordo che gli dissi in malo modo: “vengo ma non chiedermi niente. Non voglio ascoltare. Mi siedo su quella sedia e basta”. Da quell’incontro abbiamo ricominciato a frequentare la comunità, io sempre arrabbiata e con quella chiusura fortissima. Però il semplice fatto di andare è bastato al Signore per addolcire il mio cuore poco a poco. Ad un certo punto mi ritrovai incinta di Giovanni e la paura di morire non c’era più. Ero serena, Dio aveva ricostruito il nostro matrimonio. Come dico sempre al corso dei fidanzati, il Signore non è uno a cui piace lavorare di colla per mettere insieme i cocci, ma fa nuove tutte le cose. E ha fatto nuovo il nostro matrimonio e da allora lo fortifica ogni anno sempre di più. Dio ha voluto donarci 5 figli maschi a partire da Giovanni, e le gravidanze non sono diventate facili, i parti neppure, però se prima facevo tutto contando sulle mie forze dopo quella crisi ho cominciato a vivere di grazia, ed è stata una meraviglia. Adesso la storia la stava portando avanti il Signore e anche nelle difficoltà eravamo nella pace.




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E tu Andrea, come sei cambiato nel matrimonio?

Andrea. Anche per me è stata una crescita, stare vicino a mia moglie durante la crisi è stato difficile, quasi impossibile, perché un uomo non può capire una sofferenza del genere. Eravamo ancora giovani, è stata una scoperta continua. Ci sono stati anche altri momenti complicati ma il Signore ci ha sempre ripreso, io tengo a svolazzare un po’, è la mia indole artistica filosofica fricchettona, girovagante e pericolosa nel matrimonio. Quindi ho proprio bisogno di stare attaccato alla Parola di Dio, ne ho necessità, anche se ogni tanto cerco di svicolare. Silvia è bravissima, mi sopporta nella mia capacità non comune di mettermi nei guai e di infilarmi dappertutto: sono nel consiglio pastorale, sono assessore nel mio comune, dirigo una banda qui vicino, sono nel consiglio d’istituto. Dove c’è da andare a rompere le scatole Andrea è sempre presente. In certi momenti mi sono accorto che anche per questo mio modo di essere l’ho fatta soffrire, perché la presenza è anche una presenza fisica. Non raccontiamoci la rava e la fava che “noi ci amiamo, i nostri cuoricini sono vicini”. Se sei sere su sette sei fuori a fare altro, non sei a casa. Io sono testardo ma dai 45 in su ho iniziato a capire.

Quante volte vi hanno chiesto: “come fate a campare con 7 figli?”

Andrea. Provvidenza. Te ne raccontiamo una delle tante. All’interno del percorso del Cammino neocatecumenale è previsto un pellegrinaggio in Terra Santa: c’era da pagare il viaggio in Israele e noi non potevamo permettercelo. I soldi invece sono arrivati. 20 anni fa avevo fatto una banale polizza vita che è scaduta tre giorni prima della data in cui andava fatto il bonifico per il viaggio. Chi se lo immaginava.

Silvia. Il Signore è fedele, noi no ma lui sì.

Mi raccontate il servizio che fate nei corsi di preparazione al matrimonio?

Silvia. Lo facciamo da cinque anni. Umanamente è pesante, perché sono 10 domeniche pomeriggio continuative e per uno che ha la famiglia come la nostra dire ai bambini che non ci siamo non è sempre facilissimo. Però sicuramente ci arricchisce molto vedere queste coppie, confrontarci con loro, parlare di Dio. Ci fa fare memoriale della storia che il Signore ha fatto con noi. Raccontare la mia esperienza, una volta all’anno, è positivo anche per noi come sposi. Queste giovani coppie hanno bisogno di speranza: tanti arrivano senza fede, si vogliono sposare in chiesa ma hanno già in mente che se non funziona c’è il divorzio. La realtà intorno ti dice: “cosa ti sposi a fare? non è più facile convivere?”. Per cui credo che sapere che c’è speranza, che si può stare insieme per tutta la vita è importante per questi ragazzi che vivono in un mondo che gli propone il contrario.

Andrea. Metà delle coppie che frequenta già convive, spesso ha figli, quindi anche quando parli devi tener presente questo. C’è chi è lì perché uno dei due ci tiene, mentre l’altro lo vedi che vorrebbe scappare su Marte durante le catechesi. L’età varia tantissimo. Come diceva Silvia pensano subito che se non funziona c’è la separazione. E’ come chiudersi il cielo sopra la testa, a me mette una tristezza micidiale. Non è vero che il mondo di oggi è più brutto di quello di ieri, il fatto è che ti martella. C’è una sofferenza in giro da far paura. Senza una Parola a cui aggrapparsi si va subito dall’avvocato.

Cosa direste ad una coppia che ha paura ed è indecisa se sposarsi o no?

Silvia. Arrivare al matrimonio con superficialità, senza guardarsi bene dentro genera disastri. E allora se c’è da rompere meglio rompere prima. Per cui consiglio di pregare tanto per avere discernimento, per capire se la persona che hai accanto è quella che Dio ha pensato per te. Se è quella, sposati, il prima possibile, che poi Dio ti riempie di grazie. E’ necessario stare nella chiesa, anche quando sembra che non capisci niente, che non ascolti. Io sono tornata nella chiesa con il cuore duro, non volevo partecipare, mi sentivo fregata ed ero arrabbiata con Dio. Eppure il semplice fatto di essere lì ha cambiato la mia vita. Il Signore a poco a poco si è infiltrato nel mio cuore e senza che neanche me ne accorgessi ha fatto nuova la mia storia, nuovo il mio matrimonio, mi ha colmato di doni. Per cui state nella Chiesa che è madre, che conosce l’uomo come nessun altro.

Andrea. C’è l’innamoramento, bellissimo, ma l’amore è un’altra cosa. L’innamoramento finisce, è come il primo stadio del razzo, ti spara in orbita ma poi si consuma. Un’idea sentimentale dell’amore è pericolosa. L’amore è eterno, se non è eterno non è amore. “Ma il Covid, la crisi economica, come si fa a sposarsi?”. “Ma tu vuoi affrontare le difficoltà da solo o con qualcuno accanto?”. Perché serve una mano che ci tiri su! La vita è difficile, noi cristiani non viviamo nell’Uranio ma con i piedi per terra, lo sappiamo, però non c’è nulla di più brutto che affrontare la vita da soli. Dio ha deciso di salvarmi con mia moglie. Non mi ha salvato con il lavoro: sono musicista e sto da 20 anni in fonderia, ho fatto il postino, ho venduto uova di gallina, ma io lo so che per essere salvo devo stare attaccato a mia moglie, non è debolezza, è così. Altrimenti mi perdo.


DANIELE E LAURA GUERRA,

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