Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 28 Ottobre |
Santi Simone e Giuda
Aleteia logo
home iconFor Her
line break icon

Silvia e Andrea: il nostro matrimonio stava crollando, lo ha ricostruito Dio!

Silvia Lucchetti - pubblicato il 13/01/21

Il trauma delle complicanze del secondo parto, l'allontanamento dalla fede e gli sposi a pezzi. Poi la grazia del Signore che "non ha messo insieme i cocci, ma ha fatto nuovo il nostro matrimonio".

La mia prima intervista su Zoom, sistemo i bambini con i nonni, Ipad carico, cuffie pronte, accendo e vedo una coppia affiatata e vispa, lo sguardo di lei dolcissimo, quello di lui felice e scanzonato. Li saluto ma non mi sentono.

“Ecco, sono la solita. Che figura!”. Esco, rientro, audio attivo, video pure. Li chiamo sul cellulare per scusarmi ridacchiando imbarazzata, e invece Andrea si accorge di avere le casse spente. Fiuuu! Non sono stata io! Problema risolto.

Siamo tutti e tre in grado di sentirci, anche se io non devo dire niente ma solo ascoltare la loro testimonianza. L’idea dell’intervista mi è venuta leggendo i loro post su Facebook dai quali intuisco che si sono incontrati da giovani, lei una ragazza casa e chiesa, lui lontano anni luce dalla fede.

E invece poi… la storia cambia. Anzi la musica, perché Andrea è trombettista. E quei due ragazzi messi insieme, sommati, non fanno due, ma uno – una sola carne e un solo spirito-, e poi sette… come i loro figli.

Silvia nonostante sia laureata in matematica sa che Dio è generoso, arrotonda sempre per eccesso.

Questa è un’intervista doppia – ok basta dare i numeri! – e parla di come Gesù Cristo abbia fatto nuovo e splendente il loro matrimonio in crisi. Perciò se vivete un momento di difficoltà di coppia o se conoscete qualcuno che sta attraversando la tempesta, leggete e fategli leggere questa storia per non perdere mai la speranza.

Cari Andrea e Silvia, presentatevi

Andrea. Mi chiamo Andrea Milzani, fra poco compirò 49 anni e sono sposato con Silvia con la quale l’anno prossimo festeggeremo le nozze d’argento. Abbiamo sette figli: Giulia (24), Francesca (22), Giovanni (18), Martino (16), Luca (12), Gabriele (10) e Riccardo (8). Le età dei figli sono già aggiornate al 2021. Perché una famiglia numerosa è naturalmente predisposta a “guardare avanti”. Ci siamo conosciuti nel lontano 1990, sei anni di fidanzamento, sono perciò trent’anni che questa signora mi sopporta. Io sono operaio, lavoro in una fonderia e abitiamo a Gottolengo.

Silvia. Io sono casalinga, sono laureata in matematica, ho fatto per tanti anni lezioni private ma oggi faccio la mamma. Con Andrea ci siamo conosciuti all’oratorio, perché la domenica pomeriggio si andava lì, c’era il bar, si stava insieme, avevamo 18 anni.

Quando vi siete innamorati?

Andrea. Lei era tutta casa, comunità (cammino neocatecumenale NdR), studio e poco altro; io invece conoscevo un po’ tutti a Gottolengo. Pensavo fosse di Brescia e invece scoprii che abitava vicino casa mia, che frequentava il liceo con un mio carissimo amico al quale dissi: “perché non mi hai mai presentato questa ragazza?”. Avevo finito le magistrali che a quei tempi erano quattro anni, nel frattempo studiavo tromba al conservatorio a Mantova, lei invece doveva ancora conseguire la maturità perché stava al liceo scientifico. Mi sono innamorato praticamente subito, anche se in realtà stavo uscendo con un’altra ragazza.

Silvia. Anche io mi sono subito innamorata di Andrea, ed ero al contrario liberissima.

Andrea. La ragazza che frequentavo partì un mese per il mare e nel frattempo Silvia entrò nella mia compagnia di scavezzacollo. Passavamo tanto tempo insieme, lei era il centro di gravità permanente. Quando la ragazza tornò dalle vacanze, mi lasciò. E invece ero già innamorato di Silvia, da quel momento non ci lasciammo più. Era il settembre del 1990.




Leggi anche:
Emanuela e Marcello: 9 sotto un tetto… d’amore e Provvidenza

Silvia quindi era credente e tu quando hai incontrato Dio?

Andrea. Quando partecipai alle catechesi del Cammino neocatecumenale. Mio padre che era artigiano aveva avuto un paio di mesi prima un grave incidente e aveva perso una gamba. Durante quella Quaresima affrontava il percorso per poter mettere la protesi. Perciò vivevo una fase un po’ particolare della vita della mia famiglia. Nel frattempo però il buon Dio mi aveva mandato Silvia. Vado alle catechesi e incredibilmente rispetto a miei pregiudizi il Cammino mi colpisce tantissimo, rimango affascinato. Ma la convivenza – una sorta di ritiro spirituale che si fa per valutare la volontà di proseguire il percorso – cadeva proprio il giorno del mio compleanno, e mia madre disse: “tu non vai, è il tuo compleanno e dobbiamo festeggiarlo”. Le obbedii ma pochi giorni dopo ci fu la veglia di Pasqua, andai alla Veglia e rimasi folgorato sulla Via di Damasco. Una volta terminata beccai il mio responsabile: “Luigi guarda, anche se non ho fatto la convivenza voglio frequentare il Cammino”. E così iniziai. Poi nell’Avvento del ’91, partecipai alla convivenza e i miei genitori si opposero anche quella volta: “no, tu non ci vai”. Io disobbedii, com’ero vestito presi una sportina con le mutande e partii per il ritiro: questo è stato il mio primo approccio alla fede. Quell’estate ci fu la Giornata mondiale della gioventù di Czestochowa con San Giovanni Paolo II. Partecipai con Silvia e fu un’esperienza fortissima, un momento davvero intenso. I miei genitori, che mi avevano tanto osteggiato, quando si trovarono costretti ad affrontare un momento di profonda crisi matrimoniale vennero ad ascoltare le catechesi. Ricordo che  dissi loro: “vedete voi, se volete salvare il vostro matrimonio un’alternativa c’è, si chiama Dio”. Mi ascoltarono.

Ti sei sentito in qualche modo “costretto” da Silvia a frequentare il Cammino neocatecumenale?

Andrea. Silvia non mi ha mai fatto pressioni. Mi sono sentito sempre profondamente libero nei suoi confronti e questo mi ha aiutato molto. Altrimenti per la mia indole, se mi fossi sentito forzato o obbligato, “perché altrimenti non puoi essere più il mio fidanzato” e quelle menate lì, non avrei certo reagito bene. Mi ha lasciato nella più totale libertà.

Come sono stati i primi tempi del matrimonio?

Silvia. Il nostro fidanzamento è iniziato a 18 anni e ci siamo sposati a 24. Sei anni in castità, che a pensarci oggi non so proprio come abbiamo fatto, è stata una grazia del Signore. Quando ci siamo sposati mai avrei pensato di avere sette figli, se me lo avessero detto li avrei presi per pazzi, anche perché non ho mai sentito un istinto materno. Il Signore mi ha donato i figli prima ancora che li desiderassi. La prima gravidanza, pochi mesi dopo le nozze, è iniziata con quelli che poi sono diventati i miei classici 4-5 mesi di nausea fortissima. Si è conclusa con un parto complicato in cui ho sofferto molto: ho avuto grandi difficoltà nella fase espulsiva. Mi hanno tagliato, ma nonostante l’episiotomia mi sono pure lacerata. C’era un ostetrico che mi schiacciava la pancia, mentre un altro cercava di spingere sul coccige che ostruiva il canale del parto. Nata la bambina sono passati 8 mesi prima che io e mio marito potessimo avere di nuovo rapporti sessuali, perché quando ci provavamo avevo dolori fortissimi: mi sembrava di rompermi tutta. Cominciavo a pensare che mi avessero cucito troppo e di dover ricorrere non so a quale intervento per rimettere a posto le cose. Però fortunatamente dopo 8 mesi ho cominciato a star meglio. Passa poco tempo e rimango incinta della mia seconda bambina. Di nuovo la classica nausea, però ad un certo punto inizio ad avere le coliche, perché scopro di avere la cistifellea piena di microcalcoli. E ogni settimana, a partire dal quinto mese, se ne muoveva uno con dolori fortissimi. Arrivata alla 36sima, ennesima colica, corsa in ospedale dove constatano che era iniziata la dilatazione, ma la bambina era in posizione podalica per cui dopo qualche giorno fu necessario un cesareo d’urgenza. La ferita comincia presto a bruciarmi. I medici dicono che va tutto bene, le infermiere mi prendono in giro dandomi della piagnucolona. Torno a casa, passa qualche giorno e di nuovo una colica. Per cui devono nuovamente ricoverami per togliere la cistifellea. Faccio l’operazione ma il taglio del cesareo continua a bruciarmi. Finalmente appaiono delle raccolte di pus sotto la ferita, e nonostante le medicazioni la situazione peggiora. Tanto che mio suocero decide di portarmi in chirurgia per un controllo. Il primario nel vedermi si allarma immediatamente e vengo operata subito. Esco dall’ospedale con la ferita del taglio cesareo ancora aperta e un drenaggio per poter eliminare il resto dell’infezione.

Che conseguenze ti ha provocato questa brutta esperienza?

Silvia. Sofferenza e chiusura. Tornata a casa rimango per due mesi con questa ferita aperta e con l’indicazione dei medici di non rimanere incinta per i successivi due anni perché la parete addominale probabilmente non reggerebbe un’ulteriore gravidanza così ravvicinata. Passano i mesi, passa il primo anno, si avvicina la scadenza dei due anni, e man mano monta in me una paura sempre più grande di rimanere incinta. Era andata maturando la convinzione che visti i precedenti una terza gravidanza mi avrebbe condotta alla morte. E non volevo assolutamente morire. Avevo attacchi di panico quando vedevo donne in gravidanza, non ne sopportavo la presenza, mi veniva voglia di gridare, di scappare via, di urlare che erano delle pazze. Mi sono chiusa alla vita e questo ha generato una profonda crisi spirituale. Ho cominciato prima a non andare più in comunità, poi nemmeno in chiesa. Il nostro matrimonio ha rischiato di saltare, un periodo davvero brutto e difficile. Avevo fatto tutto come era giusto: casa, scuola, chiesa, perché avevo dovuto subire un’esperienza così negativa? Mi sembrava tutto sbagliato, che il Signore con me aveva toppato tutto, che non doveva andare così perché ero stata una brava ragazza. Buona con la mia famiglia d’origine, studiosa a scuola. A 23 anni laureata, a 24 sposata, a 25 primo figlio, a 27 il secondo. E Dio non poteva farmi questa cosa qua, non era giusto che mi “punisse”, che mi desse una storia così, non me lo meritavo e non l’accettavo. Per me era diventato tutto una grande fregatura. Avevo dentro una rabbia e una ribellione fortissima. La mia fede era molto infantile, immatura, basata ancora sul meritarsi le cose. Non mi importava più di niente, sentivo Andrea sempre più lontano da me, e il nostro matrimonio era sul punto di sfasciarsi.

  • 1
  • 2
Tags:
cammino neocatecumenalefamiglie numerosetestimonianze di vita e di fede
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
3
Gelsomino Del Guercio
Il Papa parla della fine del mondo e di San Michele: “Lui guiderà...
4
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
5
couple
Raphaëlle Coquebert
Madre di 8 figli e saggista: «La castità non è non fare sesso»
6
VENERABLE SANDRA SABATTINI
Gelsomino Del Guercio
Sandra Sabattini beata il 24 ottobre. Lo ha deciso Papa Francesco...
7
Gelsomino Del Guercio
Il Papa dice alle suore salesiane: non fate le zitellone. Cosa vo...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni