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Digiuno ildegardiano: una cura per rigenerare l’organismo

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Pixelbliss - Shutterstock

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 07/01/21

È tornato di moda, ma il digiuno resta pur sempre una cura ancestrale. Ildegarda di Bingen, badessa benedettina dichiarata Dottore della Chiesa da Benedetto XVI, elaborò nel XII secolo un digiuno sia preventivo sia curativo per purificare l'organismo.

Prima naturopata della storia nota, la celebre badessa tedesca del XII secolo ha tramandato conoscenze mediche la cui portata visionaria trova oggi conferma grazie al ruolo centrale che esse accordano alle risorse terapeutiche della natura. Effettivamente, quasi mille anni dopo la sua nascita, l’eredità di sant’Ildegarda è impressionante – e il digiuno fa parte dei suoi principî di salute essenziali. Come spiega Mélanie Schmidt-Ulmann in “I segreti del benessere di Ildegarda di Bingen” (non disponibile in italiano), il digiuno ildegardiano è così tenue e lieve da potersi piuttosto assimilare a una monodieta.

Secondo la badessa tedesca, per prevenire le malattie e dar sollievo agli infermi, bisogna perseguire la purità dell’organismo eliminando le tossine, specie quelle addotte da una cattiva alimentazione. Così, privando temporaneamente l’organismo dei cattivi alimenti, si eliminano per via naturale gli accumuli nocivi. Il corpo guadagna in energia e torna capace di attivare i processi naturali di autoguarigione. Ci sono due maniere di praticare il digiuno:

  • o un giorno a settimana;
  • oppure proseguendolo per una durata maggiore (ad esempio due o tre giorni a settimana).

Il digiuno settimanale è piuttosto preventivo, mentre quello continuativo è più marcatamente curativo. In ogni caso, è essenziale praticarlo progressivamente.

Una giornata tipo nel digiuno ildegardiano

1Al mattino

Una bevanda (tisana alla camomilla, alla rosa canina, allo zenzero, alla lavanda o alla cannella, un tè verde o un caffè di farro) più due biscotti allo zenzero (potete farveli in casa o comprarli – attenzione: sconsigliabili in caso di ipertensione) per stimolare l’azione del fegato e dei reni.

2A mezzogiorno

La zuppa del digiunatore è a base di semola di farro (due cucchiai per porzione), cotta in un grande volume d’acqua, e di verdure (carote, sedano, barbabietola, zucca…), condita con le spezie preferite di santa Ildegarda (galanga, piretro, serpillo, noce moscata… a piacere).

3Durante la giornata

È importante concedersi una piccola pausa di riposo dopo il pranzo con la zuppa. Verso le 18 si può bere una centrifuga di verdure calda o un succo di frutta.

4A sera

Un brodo di verdure con una tisana (camomilla, menta, rosa canina).


ILDEGARDA, FOOD, COOKING

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Per trovare gli alimenti e i prodotti necessari al digiuno ildegardiano, recatevi in botteghe o negozi specializzati.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Dieci rimedii ildegardiani per l'anima e per il corpo

Tags:
digiunaredigiunosanta ildegarda
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