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Imparare ad ascoltare per affrontare i problemi del matrimonio

COUPLE

Shutterstock | Jacob Lund

Mercedes Honrubia García de la Noceda - pubblicato il 04/01/21

Spesso il partner non ha bisogno di risposte, consigli o soluzioni, ma di essere ascoltato, per potersi sfogare e tirar fuori tutto ciò che ha dentro

Quando una coppia ha problemi e si lavora con famiglie con conflitti, è piuttosto comune ascoltare queste frasi che rivelano la necessità che hanno molti di sentirsi ascoltati:

  • Mio marito non mi capisce! Mio marito non mi ascolta!
  • Sembra che tutto ciò che mi riguarda non gli interessi!
  • Sento di essere l’ultima ruota del carro in questa casa!

Sono frasi che suonano familiari a tutti, e che sicuramente più di qualcuno ha detto almeno una volta nella vita. Perché ci ritroviamo tanto in queste parole?

Gli esseri umani hanno bisogno di essere ascoltati.

Abbiamo bisogno di sapere che quello che ci preoccupa, infastidisce o angoscia viene capito dalla persona con cui condividiamo la vita, da nostro marito o nostra moglie, dai nostri genitori se viviamo con loro, o dai familiari o dagli amici più stretti.

Cosa accade? Spesso il bisogno di essere ascoltati non viene interpretato come tale, e le persone, perché non ci si sono soffermate o perché non lo abbiamo trasmesso loro, non hanno saputo accogliere come avevamo bisogno ciò che volevamo trasmettere, non ci hanno potuto accompagnare in quella necessità che avevamo bisogno che venisse accolta.

COUPLE, LES RAVAGES DU SILENCE
©Shutterstock

Questo, apparentemente così semplice, genera molti conflitti a livello quotidiano, visto che può essere l’origine di discussioni, malintesi e rancori familiari.

Ascolto attivo e sfogo

Giorni fa sono riuscita a mettere in pratica l’ascolto attivo con una coppia che si trova in un momento di difficoltà nella sua relazione proprio per un problema di comunicazione, fondamentalmente perché i desideri non vengono espressi, le aspettative non sono trasmesse, e questo è all’origine di una frustrazione accumulata in cui non c’è intesa perché non c’è accoglienza delle necessità che ciascuno si porta dentro.

Forse in qualche momento non si ha bisogno di risposte, consigli o soluzioni, ma solo di essere ascoltati, per potersi sfogare tirando fuori tutto ciò che ci si porta dentro.

A volte è più importante ascoltare che parlare. Trovare il tempo per ascoltare chi amiamo di più può essere un esercizio di carità nei confronti del prossimo, in questa vita piena di stress e di mancanza di tempo che a volte sembra fagocitarci.

La gente ha bisogno di parlare perché ha bisogno di essere ascoltata, di sentire che quello che ha dentro merita di essere ascoltato perché per lei è importante.

COUPLE
Shutterstock | fizkes

E in quell’ascolto potremo conoscere in modo più intimo chi ci sta accanto:

  • Nostra moglie, che quando si lamenta del fatto che non la ascoltiamo ci sta in realtà dicendo a gran voce che ha bisogno di sentirsi amata.
  • Se nostro figlio adolescente si lamenta del fatto che in queste feste non è potuto uscire per festeggiare il Capodanno, ci sta dicendo che ha bisogno più che mai del calore umano che gli danno gli amici.
  • Quell’amico che vediamo che attraverso le reti sociali proietta una cosa ma sappiamo che in fondo è il riflesso di una realtà che forse vorrebbe vivere ma non ha il coraggio di dirlo, perché in fondo si sente molto solo e non vuole suscitare compassione.

Accompagnare

All’Instituto Coincidir ho l’enorme fortuna di ascoltare molte storie di persone che hanno bisogno di tirar fuori e di risolvere le loro difficoltà, i propri conflitti familiari.

Vi assicuro che spesso non c’è bisogno di dire niente, basta accompagnare la persona in quello che ha bisogno di raccontare, per avanzare a poco a poco in quella realtà che le pesa, perché attraverso tecniche concrete di risoluzione dei conflitti risolva quelle necessità e quelle paure.

Il primo passo, però, è dare fiducia attraverso un ascolto adeguato, perché la persona possa esprimere le sue preoccupazioni.

MEETING
Shutterstock

Un esempio ispiratore

In questi giorni di Natale abbiamo un chiaro esempio nella Sacra Famiglia, in come San Giuseppe ha ascoltato quello che gli veniva chiesto senza far finta di niente e in come la Vergine nel corso di tutta la sua vita abbia ascoltato la Parola e custodito tutto nel proprio cuore.

Forse in questi giorni potremmo praticare l’ascolto attivo nelle nostre famiglie. Non serve altro che chiedere “Come stai?” con uno sguardo affettuoso e un tono gentile. Se la persona a cui lo si chiede nota la vicinanza, la tenerezza e l’interesse per quello che le accade, il resto viene da sé.

Abbiamo bisogno di parlare, sì, ma anche di essere ascoltati, come Gesù ha spiegato ai suoi discepoli a Emmaus (Lc 24, 13-25).

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