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(FOTO) Guarda i presepi di Napoli

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DinoPh | Shutterstock

Bret Thoman, OFS - pubblicato il 01/01/21

Al centro della città c'è una stradina chiamata Via San Gregorio Armeno, che ospita innumerevoli botteghe che vendono i presepi tradizionali

In questo periodo dell’anno, in genere, le persone accorrono a Napoli per godersi una delle più grandi tradizioni cittadine: i presepi artigianali.

Il presepe (dal latino praesepium, che significa culla) ha una lunga tradizione a Napoli.

Il presepe risale a San Francesco d’Assisi, che ricreò visivamente la scena della nascita di Gesù per la prima volta nel 1123, celebrando la Messa di Natale con una mangiatoia, animali da fattoria vivi e pastori per mettere in scena la nascita di Gesù a Betlemme.

Presto la tradizione di ricreare la Natività di Cristo si diffuse in tutta la penisola italiana, con la Natività vivente seguita dalla creazione di piccole Natività artigianali con dei personaggi, noti come “presepi”.

La tradizione napoletana

La prima menzione storica di un presepe a Napoli risale agli inizi del Trecento, quando i documenti menzionano la presenza di uno di essi all’interno di una chiesa. Nei decenni e nei secoli successivi, gli artisti napoletani iniziarono a scolpire elaborate figure a grandezza naturale della Sacra Famiglia in chiese dentro e fuori Napoli. Divennero maestri del presepe, lavorando con legno, terracotta, pietra e l’alternativa più economica – la cartapesta.

Nel XVIII secolo il presepe napoletano ha raggiunto la sua età dell’oro. La cartapesta era diventata il materiale preferito perché era economica e facile da lavorare.

I lavori non erano più esclusivamente oggetti di devozione religiosa, e la nobiltà e l’alta borghesia iniziarono a commissionare figure simili di temi più secolari per decorare le proprie case e competere con i vicini.

Queste scene iniziarono a rappresentare sempre meno la Palestina dell’epoca di Gesù e sempre più la Napoli del Settecento. C’erano modelli intricati pieni di signore e gentiluomini dell’aristocrazia borbonica e persone ordinarie che svolgevano il proprio mestiere. Immaginate le strade affollate della Napoli settecentesca: fabbri, fornai e muratori che lavoravano, mercanti stranieri che vendevano le loro merci, animali che vagavano, gendarmi borbonici che pattugliavano le strade, persone che giocavano a dadi, bambini che giocavano, donne che cucinavano…

In questo stesso periodo, fiorivano a Napoli il teatro e l’opera. L’amore napoletano per il dramma trovava un’espressione nelle scene della Natività, e le figure espressive e teatrali sembravano essere tratte da un palcoscenico.

Il Presepe oggi

Oggi la tradizione del presepe napoletano è ancora viva e fiorente. Al centro di Napoli c’è la famosa Via San Gregorio Armeno, nota anche come Via dei Presepi per via delle tante botteghe che vendono gli oggetti del presepe tradizionale.

Molti laboratori sono gestiti da famiglie che si tramandano artigianalmente questo lavoro da generazioni, ma ci sono anche presepi economici di plastica o di terracotta.

Oltre alle tradizionali scene religiose, esiste anche una tradizione parallela più secolare. Noti come “pastori”, queste figure non religiose si basano sugli stereotipi popolari e includono personaggi di ogni tipo, da quelli comuni a politici, calciatori e celebrità.

Un fornaio tira fuori il pane dal forno, un pescatore tira su un pesce, le donne lavano i panni, un mulino gira… Ci sono motori elettrici che danno movimento alle scene e luci per illuminare grotte e botteghe. C’è dell’acqua vera che riempie stagni e pozzi e non mancano neanche le cascate.

Nessun dettaglio viene trascurato. Le espressioni sul volto dei personaggi richiamano le loro origini a teatro, e chiunque abbia trascorso un po’ di tempo a Napoli riconoscerà che le figure catturano lo spirito espressivo dei Napoletani – drammatici, affascinanti… Le scene sono infinite, come l’immaginazione napoletana.

Fedeli alla tradizione di Napoli, il mondo secolare e quello sacro si incontrano, e tutte le scene si svolgono accanto al presepe tradizionale. A volte nelle scene che rappresentano la vita quotidiana a Napoli si trova la Sacra Famiglia circondata da angeli, magi, pastori, buoi e asini.

Il messaggio è che la nascita di Cristo non è limitato a un luogo e a un tempo lontani, ma è qui con noi.

Un riconoscimento internazionale

Anche se altre zone del Sud Italia, come la Costiera amalfitana o Lecce, hanno grandi tradizioni presepistiche, solo i presepi napoletani sono stati riconosciuti dall’UNESCO Eredità Culturale Immateriale dell’Umanità.

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