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La gioia a volte va chiesta. Sapete come farlo?

WOMAN CRYING,

Photographee.eu | Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 21/12/20

Come posso sorridere tra i pericoli minacciosi? La risposta può arrivare attraverso un angelo, o guardando Maria, o chiedendola direttamente a Dio, che può tutto

Nell’ultima Domenica d’Avvento abbiamo ascoltato le parole dell’Angelo a Maria: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”.

L’angelo inizia così. Le chiede di rallegrarsi perché Dio è con Lei. Mi chiede di rallegrarmi in questo Avvento perché Dio è con me, viene alla mia presenza, vuole rimanere ad abitare presso di me. Questo mi commuove. Un Dio che vuole vivere con me.

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Ma mi sento triste…

Perché non mi rallegro? Perché ho riposto la mia felicità in quello che tocco. Nell’amore tangibile, nell’abbraccio che sento. E cerco quelle compensazioni dei sensi, succedanei di felicità incompleta che cercano di riempire goffamente i miei vuoti.

Non mi basta la promessa di un Dio che non vedo, i consigli di un angelo che non tocco. Sento che i problemi reali che mi turbano e mi tolgono la pace non si risolvono con una promessa tanto vaga.

So che il Signore è con me, ma non Lo tocco, e continuo a sentire sulla mia pelle solitudine e tristezza.

Un messaggio di un angelo

L’angelo mi dice di rallegrarmi, e quello che voglio è che qualcuno in carne e ossa, reale nella mia vita, venga a riempire di senso i passi della mia vita.

Reagisco come Maria, che a sentire il saluto dell’angelo rimane turbata.

“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”.

Maria è piena di Dio e ha trovato grazia davanti a Lui. E la sua gioia è piena perché non è spezzata nel suo cuore. Perché in Lei tutto è armonia, pace e riposo in quel Dio che la abita.

Paura

Ella non può avere paura, perché sa con certezza che Dio la ama al di sopra di tutto. Ma io ho dei dubbi. Non sento quell’amore profondo, e nella mia rottura interiore non riesco a unire quello che un giorno era integrato in me.

La paura sorge nel mio cuore quando non mi sento protetto, quando la vita si complica e i pericoli affiorano da ogni parte. Quando non è tutto come pensavo e i fallimenti bussano alla mia porta.

Come sorridere tra i pericoli minacciosi? In quei momenti non mi sento padrone di niente. Vedo il pericolo e sento che non potrò superare tutto quello che mi sta succedendo.

E non posso fuggire dalla mia vita, non posso inventarmi un altro cammino, non posso scegliere altre opzioni. E sorge quella paura tanto reale che mi paralizza e non mi lascia pensare lucidamente. La paura mi schiavizza.

Dio calma

Sento nel mio cuore l’angelo: “Non temere”.

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La Sua voce cerca di portare la calma nella mia anima tanto agitata. Dio vuole che io non abbia paura, come Maria, che sa di essere amata da Dio nel profondo.

Ella ha trovato grazia davanti a Dio, è stata scelta da quel Dio che la ama per sempre come la Sua Figlia più amata. Ma io non mi sento così.

Quella scelta è ciò che salva Maria e calma il suo turbamento. Anch’io sono stato scelto, ma non lo sento. Ci sono molti come me, migliori di me.

Mi paragono a loro e vedo la distanza infinita tra i miei scarsi successi e i loro. Tra i miei pensieri mondani e quelli di altri così celesti.

Guardare Maria

Oggi guardo Maria e mi sento indifeso, timoroso, in tensione. Non so come farà Dio a far sì che io sia docile, aperto ai Suoi desideri e libero per scegliere il cammino che mi propone.

Voglio sentirmi così specialmente in questo tempo di Avvento in cui Dio mi promette che verrà ad abitare nella mia anima.

Voglio aprirmi al volere di Dio, alla Sua presenza nella mia vita. Non voglio che la paura mi paralizzi e blocchi i miei passi, né perdere la gioia e la speranza ora che tutto sembra tanto fragile in quest’epoca di pandemia.

Non voglio vivere nascosto nella mia anima, con la paura di possibili pericoli. Offro le mie paure a Dio perché Egli le trasformi in una gioia costante, in una sicurezza assoluta. Dio può farlo.

Voglio offrire le mie paure a Dio, come fa oggi Maria, come ha fatto anche San Giuseppe. Scrive Papa Francesco: “Giuseppe ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza. E ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca”.

Dio dà la gioia

Ho paura ma confido in Dio. Egli è sopra di me, dentro di me. La Sua ombra mi copre. Questo mi dà pace. Chiedo a Dio di darmi la gioia che mi manca, la fiducia della quale sono carente. Maria nota quella presenza nella sua vita e sorride. Basta quella presenza per essere felici.

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PD

Cosa desidera il mio cuore per essere felice? Placare tutti i suoi desideri è impossibile. La vita non mi dà tutto quello di cui ha bisogno.

Non mi basta Dio per riempire la mia anima? Non mi basta. Cerco altre consolazioni passeggere, altri sogni che non diventano realtà. Voglio che la vita mi sorrida, e quando non lo fa perdo tutta la gioia.

In questo Natale chiedo a Dio di darmi con la Sua presenza nella mia vita una gioia che nessuno mi può togliere. Una gioia che plachi tutte le mie paure e le mie ansie.

Sorridere senza paura

Le parole dell’angelo risuonano oggi nel mio cuore:

“Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”.

La Sua presenza vuole calmare la paura della morte che la pandemia ha reso più evidente nella mia anima. So che se Egli è con me non devo temere.

Ma dubito e mi nascondo. E voglio un’altra vita, altri progetti, altri desideri. E alla fine non posso sfuggire al mio cammino, quello che ho scelto, quello che un giorno ho amato.

Devo rimanere dove sono con un sorriso impresso nell’anima. Non mi allontano da quella che è la mia vita e voglio sorridere, senza paura.

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