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Benefattore paga 10mila dollari 2 pizze ai ragazzi di PizzAut

Di Aleksei Isachenko|Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 18/12/20

Un gesto non solo generoso ma intelligente, umano e liberatorio. Sul bene bisogna investire e puntare grosso! La donazione di un dirigente Eaton al food truck di PizzAut. Serviranno per l'apertura del locale a Pessano con Bornago.

Quanto vale una pizza? Dipende da chi la fa e anche da chi la ordina.

Per i ragazzi di PizzAut, che presto apriranno a Cassina de’ Pecchi (nell’hinterland milanese) la prima pizzeria italiana gestita da personale autistico, Santa Lucia è arrivata in anticipo: a mezzogiorno del 12 dicembre al loro food truck, parcheggiato proprio fuori dal locale che non è ancora stato inaugurato a causa delle norme anti Covid, si è presentato un cliente che ha pagato due delle loro pizze “GourmAut” ben 10mila dollari (ovvero più di 8200 euro). (Milano Repubblica)

Il munifico cliente è un dirigente di un’azienda Usa, Eaton, che ha una sede sul territorio italiano a Pessano, non lontano da dove sorgerà la prima pizzeria PizzAut, quel progetto tanto importante per i ragazzi e le loro famiglie e che aveva subito una dolorosa battuta d’arresto causa Covid (questo inciso ci accomunerà un po’ tutti, per un po’). Si chiama Mauro, questo signore, e ce lo dice Nico Acampora, il presidente e fondatore di PizzAut che lo ha ringraziato (anche) con un post su Facebook.

Rendiamo possibile ciò che conta davvero

Non è solo dare soldi per beneficienza, un gesto simile, ma è dimostrare di credere nelle persone e nella loro capacità di bene. Mi ha colpito leggere in home al sito dell’azienda proprio questo pay off: rendiamo possibile ciò che conta davvero. E questo gesto sembra decisamente coerente con quel motto.

E’ liberatorio, credo, per chi mastica ogni giorno numeri e produttività, competitività e capricci di mercato, poter respirare la gratuità e dirottare piccoli investimenti su quello che merita perché c’è, perché è uno sforzo creativo e coraggioso. Perché dà gioia, perché restituisce dignità e benessere a chi è nato svantaggiato.

L’azienda americana ha deciso di sostenere il progetto PizzAut, il progetto di ristorazione e di inclusione lavorativa per ragazzi autistici fondato da Nico Acampora, papà di un bambino autistico che ha realizzato un food track gestito da ragazzi speciali in attesa di aprire il primo ristorante gestito interamente da persone autistiche e bloccato dalla pandemia.. (Milano Corriere)


ELIO

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Il bene è contagioso

Persino il suscettibile e reattivo mondo dei social ne trae grande giovamento se qualcuno scrive entusiasta che proprio in un momento tanto difficile c’è chi, invece di tirare i remi in barca, aiuta altri a prendere il largo:

 “le cose belle succedono eccome! Bisogna fare del bene per attrarre altro bene e voi lo state facendo”. (Ibidem)

Le ragioni del progetto PizzAut

PizzAut è un progetto imprenditoriale, educativo e sociale e prima ancora è una speranza corale messa a frutto da famiglie, ragazzi, operatori. Da persone, insomma, che a vario titolo ma sempre mossi dalla certezza che si possa fare qualcosa di bello e buono; che vogliono aiutare le famiglie con figli affetti da autismo a vivere meglio, a partecipare alla vita della società, ad essere persone guardate, riconosciute, pagate per il contributo che solo loro possono dare al bene di tutti. E ne vediamo solo la superficie (quanto è grande il bene che ci attirano le persone che sopportano con dolcezza ma senza arrendersi le proprie difficoltà? Sono cose che si conoscono solo in Dio).

Così si presentano sul sito dedicato i soci fondatori:

Il progetto vuole avviare un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito  da ragazzi con autismo affiancate da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. I ragazzi saranno avviati ad una prima fase di formazione che consentirà di studiare insieme a psicologi ed educatori la mansione più adeguata per ciascun ragazzo inserito nello staff di PizzAut e soprattutto le modalità attraverso le quali farlo sentire auto-efficace ed in equilibrio con il mondo che in quel momento sta attraversando. Troppo spesso i ragazzi con autismo sono esclusi dal mondo del lavoro e dalle relazioni sociali, come genitori di bimbi con autismo lo verifichiamo ogni giorno sulla nostra pelle e con i nostri ragazzi.




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Incontrare gli altri nel loro bisogno e riscoprire il nostro. Non c’è tratto che ci renda più simili

Si può fare. E allora SI DEVE fare! Basta dedicare tempo, pazienza, creatività, idee, e sì certamente anche soldi.

Ci siamo resi conto che con attenzione, delicatezza e determinazione questa situazione si può cambiare e per questo abbiamo deciso di investire le nostre energie e le nostre risorse in un progetto capace di costruire oggi un presente ed un futuro diverso, dove integrare le persone autistiche non perché bisognose di aiuto, ma perché portatrici di competenze e di ben-essere. Un locale per la famiglia ma anche per i giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si hanno cinque minuti e poi si corre via..ma un locale dove Trovarsi e Ritrovarsi in una dimensione temporale e relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo ma che fanno male anche ai cosi detti normali. Un luogo lento dicevamo, con prodotti biologici e di altissima qualità serviti con altrettanta qualità. (Sito PizzAut)

Esperienze di vera inclusione: aziende, sale da tè, supermercati

Lo dice spesso anche Elio, Stefano Belisari, che è papà di due bambini uno dei quali affetto da autismo: chi non ha grandi risorse economiche come fa? E se troviamo decine di migliaia di firme per salvare un cagnolino, possiamo trovarle anche per aiutare e sostenere queste famiglie?


STEFANO BELISARI - ELIO

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Ci sono già alcuni esempi di realtà imprenditoriali decisamente inclusive: dalla Sala da Te a Cento, sostenuta e fortemente incoraggiata dallo stesso Card. Matteo Zuppi, al supermercato Carrefour  in Brianza, alla società di consulenza informatica Auticon: i suoi consulenti IT sono persone con disturbo dello spettro autistico e sono assunte proprio per le loro caratteristiche neuro-cognitive, non nonostante quelle. Un cambio di prospettiva niente male.

Anche questo è amore e tutela della bio-diversità.

Tags:
autismo
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