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Mi sono appena separata, come vivrò questo Natale?

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Claudia Soberon - pubblicato il 15/12/20

Gesù nascerà in casa mia, gli aprirò la porta e mangeremo insieme

Con l’arrivo della pandemia di Covid-19 che ha sconvolto il mondo e ha provocato la morte di moltissime persone, è anche accaduto qualcosa che non mi sarei mai aspettata: mi sono separata da mio marito.

Sono stati mesi lunghi e durissimi, di dolore e irrequietezza, paura, incertezza, tristezza e tutto quello a cui si può pensare. Soprattutto quando si immaginava la propria vita con una persona, alla quale si è detto “Sì” per sempre e con cui si ha una figlia.

Cuore di Gesù

La vita non è sempre come vorremmo, e per quanto lottiamo ci sono cose che sembra non si possano più risolvere. Essendomene resa conto, ho fatto qualcosa che mi ha salvato la vita: ho affondato le mani nel cuore di Gesù. Ho letteralmente immaginato me stessa mentre mettevo le mani nel Suo cuore, e da allora sono rimaste affondate in Lui. Gli ho offerto tutta la mia vita, i miei dolori e le mie angosce, la mia strada e soprattutto quello che stavo vivendo.

Visto che mi sono appena separata mi chiedo come vivrò questo Natale. In pace, ringraziando per la vita e sentendomi degna davanti a me stessa e a Lui. E questa volta lascerò che sia Gesù Bambino ad affondare le Sue manine nel mio cuore, perché Egli fa nuove tutte le cose. Soprattutto alle persone spezzate, il Bambino Gesù restituisce dignità, speranza e pace.

Sono qui… Accada ciò che vuoi

La preghiera, la compagnia, l’affetto e i consigli a distanza di grandi amici e familiari mi hanno salvata dalla depressione e da una strada senza uscita. Dopo il lockdown sono rinata come non avrei mai immaginato. Alla prima opportunità che ho avuto sono andata in un eremo per trovare solitudine e silenzio e arrivando ho detto a Dio “Sono qui… Accada ciò che vuoi”.

La depressione e quella voragine di dolore che ho pensato sarebbero arrivate dopo la tensione per la separazione non sono mai giunte. Avevo già sofferto abbastanza! Posso dire con certezza “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla” (Salmo 23).

L’essenza del Natale

Con l’avvicinarsi del Natale, non vivo con angoscia quello che farò. È difficile fare progetti con la famiglia vista la situazione attuale, per cui con una pace sconcertante, perché non ho mai pensato che l’avrei avuta, mi sono detta che avrei trascorso il Natale alla presenza dell’essenza della mia vita: Gesù. Perché Colui che ancora una volta ha salvato la mia vita lo fa ogni giorno, e lo so.

E allora perché angosciarsi per l’impossibilità di fare una grande festa, per il fatto di non poter incontrare le persone che amo? È vero che questo periodo è stato duro per tutti, e desideriamo davvero riunirci e abbracciarci. Lo faremo, ne sono certa. Io vivrò questo Natale come un’opportunità per abbracciare Colui che spesso metto da parte nella mia vita quotidiana, Colui che festeggia davvero il compleanno, Colui che rende migliore la mia vita.

Celebrerò il Natale con allegria e pace nel cuore, sapendomi tanto amata dalle persone amiche e figlia di Dio. Senza vergogna e senza timore.

Se non potete trascorrere questo Natale con le persone che amate di più, se avete subìto una perdita irreparabile, prendetela come un’opportunità per rinnovarvi dentro, per recuperare la speranza e la fiducia in voi stessi.

Accogliete in questo Natale l’Amore vivo, presente, incarnato, e donatevi a Lui. Amate chi potete, perdonate chi ne ha bisogno – iniziando da voi stessi. Ricordate che non portiamo da soli i nostri dolori e le nostre pene – basta aprire gli occhi dell’interiorità.

E per favore, non sentitevi soli, non lo siete, mai. Anche se non potete lasciar andare la tristezza, accettate le lacrime con la pace nel cuore. Siamo esseri umani limitati, e sbagliamo spesso. La dignità non la danno le nostre azioni giuste o sbagliate, ma l’intenzione sincera del nostro cuore o la nostra opzione di amare; lì troverete riconciliazione e perdono. Lì potete guardarvi con misericordia a testa alta.

Rinascere

Ma non è certo tutto rose e fiori. Sappiamo bene che una separazione è una rottura del cuore, dell’anima e dei sogni che richiede di imparare a guardare con altri occhi. Ci sono ferite che anche se un giorno cicatrizzeranno fanno ancora male.

Per il momento, con le piaghe ancora aperte, approfitterò per chiedermi perdono e per perdonare chi mi ha ferito, per accettarmi come sono, per ritrovare la bellezza che c’è in me – seppur perduta per l’insicurezza di questi anni -, per abbracciare la mia esistenza e benedire Chi me l’ha data.

Questo Natale voglio distaccarmi dal passato che pesa, accogliere il presente che mi sorride e aprire le braccia al futuro che mi aspetta. Chiederò al Bambino Gesù che anziché dei regali mi conceda il dono di guardare con i Suoi occhi per poterlo contemplare in modo nuovo e rinnovatore.

Gesù nascerà in casa mia in questo Natale. Gli aprirò la porta e mangeremo insieme. So che resterà per sempre, per questo gli chiederò di continuare a rafforzarmi dentro e che la nostra amicizia non smetta di crescere. Di non smettere di rendere grazie per gli amici che ho, che mi permetta di donarmi a loro in modo incondizionato e che possa continuare a imparare ad essere come Lui. Solo così potrò ricominciare la mia vita, quella che desidero davvero con tanta intensità.

“Anni fa ti ho detto ‘Sì’, e da allora sono accadute molte cose – cadute, errori, gioie, ttuto quello che vivo come essere umano. Oggi – sapendo che tornerò a sbagliare, che tornerò a ridere e a piangere –, sentendoti non temo e ti dico di nuovo con fiducia: ‘Sì’”.

Vi auguro uno splendido Natale!

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