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Il segreto della Madonna di Guadalupe che ci serve nella pandemia di Covid-19

MEXICO

Marko Vombergar | ALETEIA

Jaime Septién - pubblicato il 05/12/20

La Vergine di Guadalupe e San Juan Diego all'origine del movimento affettivo e di fede che coinvolge cultura, persone e popol

Una delle prove peggiori che ha dovuto e dovrà affrontare il popolo fedele del Messico è probabilmente l’impossibilità di andare a ringraziare la Madonna di Guadalupe il 12 dicembre e di poter vestire il 9 dicembre i suoi piccoli “Juan Diego” e portarli in chiesa.

L’evento di Guadalupe in tempi di pandemia può tuttavia essere approfondito dalle basi. Ne abbiamo parlato con padre Prisciliano Hernández Chávez, della Confraternita degli Operai del Regno di Cristo e uno dei principali ricercatori sulla Madonna di Guadalupe e sul suo incontro con Juan Diego.

Il bacio e l’abbraccio della Madre

L’incontro della Madonna di Guadalupe e San Juan Diego Cuauhtlatoatzin è anche un incontro con Gesù e con noi oggi, a 489 anni dalle apparizioni?

Milioni di persone si recano ogni anno in pellegrinaggio al Santuario di Guadalupe, alla Casita de la Madre e alla Casita de los Hijos. Ci vanno per avere un incontro profondo con Lei che è Casa di Dio e nostra Dimora, come ha sperimentato San Juan Diego Cuauhtlatoatzin.

Lì si vivono il bacio e l’abbraccio della Madre, che ci offre la sua tenerezza ed è pronta a venire in nostro aiuto. Il desiderio che esiste nel nostro cuore si vede colmato nell’incontro da cuore a cuore, un incontro indescrivibile. Non se ne può parlare. Si sente.

Ma la Vergine non è sola…

No, attraverso di Lei c’è l’incontro con il Dio Datore della Vita. Ella è Sua Madre e Lo offre continuamente in questo incontro. Nella sua tenerezza di Madre, nel suo sguardo compassionevole e rispettoso, ci prende amorosamente sul serio come suoi figli piccoli – non importa quanti anni abbiamo –, ci rivela Dio Amore, il suo Figlio Amato, Gesù Cristo. Per questo l’incontro con Lei e con San Juan Diego Cuauhtlatoatzin è anche un incontro con Lui.

Cuore di povero

Il Nican Mopohua descrive così il racconto originale dell’incontro tra la Vergine e Juan Diego?

Ai numeri 26-28 della traduzione dal náhuatl fatta da padre Mario Rojas lo dice splendidamente:

“Sappi e tieni bene in mente tu, il più piccolo dei miei figli, che io sono la sempre Vergine Santa Maria, Madre del vero Dio per il quale si vive, del Creatore che sta dappertutto, Signore del Cielo e della Terra. Avrai molto merito e ricompensa per il lavoro e la fatica con cui farai quello che ti raccomando. Vedi, questo è un mio incarico, figlio mio il più piccolo, vai e fai tutto ciò che puoi”.

Per molti Messicani l’evento guadalupano è qualcosa di meramente concettuale. È così?

Bisogna andare al di là del concettuale, alla vita e alla contemplazione del mistero. Un immergersi in Lei con San Juan Diego e nel mistero dell’Amore che implica per incontrare Lui, questo Dio Datore della Vita e dell’Amore. Forse molti dei nostri fratelli hanno un cuore da povero – è la condizione necessaria. Lo sperimentano, direi, in un’estasi di gioia intima e profonda.

Sappiamo che la religiosità del nostro popolo nella Santissima Vergine di Guadalupe si concentra nel suo messaggio sensibile ed eterno. È per tutte le culture e Nazioni per il suo carattere di incontro di persone: Dio che si rivela in Santa Maria di Guadalupe, nella Vergine stessa e in San Juan Diego e nei suoi figli piccoli.

L’attualità del messaggio

In che modo si può dire che il messaggio di Guadalupe – che per Papa Francesco è il messaggio della Chiesa e del suo pontificato – continui ad essere valido?

Permane sicuramente il mandato della Vergine a San Juan Diego, anche per ciascuno di noi, perché non si è ancora finito di edificare la Casa-Comunione-Chiesa-Nazione.

“E per realizzare quello che desidera il mio compassionevole sguardo misericordioso, vai al palazzo del vescovo di Città del Messico, e digli che sono io a mandarti, perché tu gli dica quanto desidero che mi faccia costruire qui una Casa, mi eriga un tempio; gli racconterai tutto ciò che hai visto e ammirato, e quello che hai sentito”, dice il Nican Mopohua al numero 33.

Considerando lo sfondo simbolico implicito in questa richiesta, non è solo una questione del passato, ma un edificare in modo permanente la Comunione-Famiglia con Lei, con la gerarchia, con il popolo credente, nell’interpretazione vitale delle Scritture e sulla base della tradizione viva.

Che lezione possiamo imparare noi suoi figli?

Ella forma i suoi figli – come ha fatto con San Juan Diego Cuauhtlatoatzin – in Comunità-Chiesa, con la Sacra Scrittura e i Successori degli Apostoli – il Papa, i vescovi – perché accolgano costantemente il suo messaggio. Messaggio di Comunione, di Vita e d’Amore, vicino alle persone. La nostra apertura alla Vergine e a San Juan Diego è l’apertura a suo Figlio, alla Chiesa e alle persone.

Il segreto della Madonna di Guadalupe

Cosa significa vivere oggi in base all’evento narrato nel Nican Mopohua?

Con Lei e con San Juan Diego si può vivere la Parola in pienezza; con Lei possiamo avere un incontro continuo con Dio e con i fratelli. È lì il segreto della Nuova Umanità, il segreto della cultura dell’amore, per costruire la Civiltà dell’Amore, che abbraccia tutte le Nazioni e raggiunge il Cielo. La Santissima Vergine e San Juan Diego Cuauhtlatoatzin sono all’origine di questo movimento affettivo e di fede che coinvolge cultura, persone e popoli.

Da ciò derivano la trascendenza, la centralità e l’improrogabilità di identificarci con San Juan Diego, per vivere, celebrare e gioire per il fatto di essere generati in modo permanente dalla Santissima Vergine di Guadalupe in questo nostro tempo che ha perso il senso della vita e della Storia della Salvezza. La nostra sfida oggi è dire e desiderare di essere Juan Diego Cuauhtlatoatzin: “Sono Juan Diego”.

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