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Posso abusare della fiducia che ho in Dio?

RAK PIERSI

New Africa | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 02/12/20

Un ottimo video per scoprirlo

di Solange Paredes

Che cerchiamo di avanzare lungo la strada del Signore da poco o da molto tempo, c’è una parola che sono certa ci abbia sempre accompagnati: fiducia.

La devozione delle devozioni, ovvero quella per il Sacro Cuore, ha come motto centrale “Confido in Te”. Più di recente, nella devozione alla Divina Misericordia vediamo un motto simile: “Gesù, confido in Te”.

Il rapporto primordiale tra l’Amato (Dio) e l’amata (la nostra anima) è la fiducia. Il nostro Dio sembra non stancarsi mai di sottolineare l’importanza di vivere confidando in Lui. Ma è possibile snaturare e distorcere questa fiducia?

Il video che vi presentiamo oggi viene dalla fondazione Lega contro il Cancro. Come ricercatrice di genetica nel tumore al seno, vedo in questo video due fini principali: 1) esortare le donne a effettuare i controlli annuali, e 2) far capire loro l’errore che può comportare il fatto di deformare il nostro concetto di fiducia in Dio.

Ma cos’ha a che vedere una pubblicità della lega contro il cancro con la mia spiritualità?

Il video mostra la conversazione immaginaria tra due seni. Uno dei due è piuttosto pragmatico e concentrato sulla realtà, mentre l’altro crede molto nella meditazione, nelle energie positive e nel rilassamento.

Pensa sinceramente che collegandosi alla propria spiritualità andrà tutto bene, che il cancro non verrà mai e che quindi i controlli medici non sono così necessari.

Anche se ci sono prove scientifiche del fatto che l’aspetto psicologico può giocare un ruolo importante nella generazione e nel progresso delle malattie, queste sono dovute a molteplici fattori, e la loro causa e il campo d’azione principale riguardano il livello biologico.

È falso, ingiusto e inefficiente voler attribuire a una cosa sola fatti che derivano da vari aspetti. Cosa significa questo nella mia fede? Dicevamo che confidare in Dio è un requisito del nostro rapporto con Lui, ed è al contempo uno splendido regalo che alleggerisce i nostri pesi e rallegra la nostra vita.

Confidare nel Signore, però, non ci esime dalla nostra libertà e responsabilità di fronte al progetto di Dio nella nostra esistenza.

Prendiamo come esempio il più grande, Cristo

Quanto Gesù è stato 40 giorni nel deserto, una delle tentazioni del demonio è stata quella di gettarsi dalla parte più alta del tempio. Il nemico ha giustificato la sua richiesta citando la Scrittura e dicendo: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; perché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, di proteggerti” e “Essi ti porteranno sulle mani, perché tu non urti col piede contro una pietra””, ma Gesù ha replicato: “È stato detto: “Non tentare il Signore Dio tuo”” 4, 9-12).

Padre Bernardo Hurault spiega così questo passo: “Non credi che Dio farà un miracolo per te? – Questa volta, il diavolo ha usato le stesse parole della Bibbia: leggendole, si potrebbe pensare che con molta fede si avranno sempre salute e successo.

Gesù avverte sugli errori di una ‘fede’ che pretende di eliminare la croce. Egli non esigerà da Suo Padre miracoli per non dover subire umiliazioni e rifiuti, che sono propri dei messaggeri di Dio: questo sarebbe mettere alla prova Dio col pretesto di confidare in Lui”.

Non abusiamo della fiducia

Portando queste parole nella nostra vita quotidiana, dobbiamo capire che “tentare Dio è esporci imprudentemente a un male o a un pericolo confidando nel fatto che Dio ci salverà. Questo è un abuso di fiducia” (padre Sergio G. Román).

Nel contesto attuale, questo abuso di fiducia si traduce anche nel fatto di non prendere le misure necessarie per prenderci cura di noi di fronte alla disinformazione imperante nei media, il cui antidoto è il pensiero critico e la ricerca attiva di fonti affidabili (e non video dubbi e allarmisti su WhatsApp o altrove).

Si traduce anche nel rispettare i protocolli di biosicurezza per responsabilità nei confronti della salute pubblica e come forma di amore per il prossimo e per Dio: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? (…) Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta” (Gc 2, 14, 17).

Fiducia vigilante

Condivido infine le parole del nostro Papa Francesco, che ci parla di una fiducia vigile, ovvero della necessità di vivere con responsabilità la nostra fede:

“Dopo aver conosciuto Gesù, noi non possiamo far altro che scrutare la storia con fiducia e speranza. Gesù è come una casa, e noi ci siamo dentro, e dalle finestre di questa casa noi guardiamo il mondo. Perciò non ci richiudiamo in noi stessi, non rimpiangiamo con malinconia un passato che si presume dorato, ma guardiamo sempre avanti, a un futuro che non è solo opera delle nostre mani, ma che anzitutto è una preoccupazione costante della provvidenza di Dio. Tutto ciò che è opaco un giorno diventerà luce. E pensiamo che Dio non smentisce se stesso. Mai. Dio non delude mai. La sua volontà nei nostri confronti non è nebulosa, ma è un progetto di salvezza ben delineato”.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
diofiduciatumore

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