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Come passano le giornate i pazienti di un covid hotel?

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 02/12/20

Al Covid hotel di Roma gestito dalla Fondazione Policlinico Gemelli, si alternano circa 80 persone alla volta. Con loro costantemente uno psicologo e il geriatra

Viaggio nel Covid hotel di Roma gestito dalla Fondazione Policlinico Gemelli, dove viene offerta ospitalità ed assistenza per pazienti asintomatici o paucisintomatici autosufficienti, dimessi da ospedali o provenienti dalle loro abitazioni.

Ci sono costantemente circa 80 ospiti, si legge nel reportage di Agensir(1 dicembre), con dimissioni nell’ordine di 10 persone quotidiane che vengono immediatamente rimpiazzate da altrettante, per un totale di circa 250 pazienti transitati in un mese.

Chi gestisce gli ingressi al covid hotel?

Tutto viene organizzato attraverso una piattaforma che deve tenere conto delle esigenze di pazienti immunodepressi, anziani ma anche neonati, gestito 24 ore su 24 da personale medico, infermieristico ed ausiliario variabile, strutturato in moduli ben precisi in funzione del numero e delle tipologie di ospiti che sono ricoverati all’interno della struttura.

L’aiuto dello psicologo

Proprio perché il paziente viene seguito nel suo complesso, coinvolgendo anche la famiglia, la rete assistenziale territoriale, il medico di medicina generale, ed includendo l’ausilio di uno psicologo che, collegato attraverso il telefono, tiene presente la componente psicologica di una persona.




Leggi anche:
L’emozionante abbraccio tra un medico e un anziano isolato per Covid

Il trauma dell’isolamento

«Non sentirsi sicuro o non adatto a restare in casa propria, diventa frustrante dal punto di vista emotivo», ma può essere spaventato anche dalla realtà vissuta in ospedale durante le cure, «il trauma dell’isolamento che comporta ansia, paura del proprio stato di salute e tutta una serie di sequele psicologiche», dice il responsabile del Covid hotel del Gemelli Christian Barillaro.

Il ruolo del geriatra

Anche Nicola Acampora, geriatra e medico di riferimento dei pazienti ospitati nella struttura gestita a Roma dalla Fondazione Gemelli, sottolinea il suo compito. Che è quello di accogliere i pazienti, leggere le lettere di dimissioni per chi arriva da un ospedale, conoscere le terapie farmaceutiche che si stanno già seguendo anche per chi arriva dal proprio domicilio, discutere le eventuali rimodulazioni delle terapie per il Covid e per altre patologie pregresse, pianificare i tamponi di controllo e gestire le urgenze.

Come si gestisce un anziano malato di covid

Acampora può essere consultato dai pazienti al telefono, se dovessero sentirsi male o anche per una rivalutazione, per capire se le terapie vanno bene, se compare all’improvviso nuovamente la febbre o per altre esigenze.

«Abbiamo diversi pazienti che hanno più di 80 anni che hanno tante malattie, quindi una condizione clinica più delicata, che stando da soli in una stanza, possono andare incontro a complicanze non tanto legate al Covid, quanto ad altre malattie che non riescono più a seguire bene. Visto che a casa magari hanno il familiare che gli ricorda di prendere le medicine, mentre qui possono fare un po’ di confusione».

Perché è l’isolamento è la cosa che fa soffrire i pazienti più della paura del coronavirus.

Tags:
covidpandemia
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