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Modelli anticristiani contro i cristiani del Medio Oriente ripetuti in Nigeria

NIGERIA UNREST

Kola SULAIMON | AFP

John Burger - pubblicato il 27/11/20

Gli oratori di un simposio a New York esortano a fare più attenzione alla persecuzione religiosa in Africa

Un sostenitore dei cristiani in Medio Oriente vede gli stessi modelli che li minacciano ripetuti in Nigeria e in altri Paesi africani.

Stephen M. Rasche, co-fondatore e direttore esecutivo dell’Institute for Ancient and Threatened Christianity, ha affermato che negli ultimi tre anni si è verificato un “drammatico aumento della violenza contro i cristiani in Nigeria”. Insieme a questo, ha constatato un “miscuglio tossico di fanatismo religioso che crea metastasi su uno sfondo di Governi profondamente corrotti, complici o indifferenti e una situazione economica ed educativa al collasso”. Questi modelli, ha affermato, stanno portando all’aumento della violenza religiosa contro persone innocenti, “in cui vengono simultaneamente messe in atto motivazioni parallele per ottenere guadagni materiali illegali”.

Rasche, che è anche vice-cancelliere dell’Università Cattolica di Erbil, nel nord dell’Iraq, ha partecipato a un simposio a New York concentrato sulla persecuzione dei cristiani nel mondo. L’incontro, intitolato Act In Time (Agire In Tempo), è stato convocato dalla Anglosphere Society, e ha riunito oratori sia in presenza che virtualmente per esaminare le tendenze in atto in varie parti del mondo, tra cui Medio Oriente, Africa e Cina.

Co-sponsorizzata dai Cavalieri di Colombo, dal Center for Religious Freedom at the Hudson Institute, dall’Institute for Ancient and Threatened Christianity e dalla Catholic Near East Welfare Association, la conferenza era dedicata alla memoria di Andrew T. Walther, ex Cavaliere di Colombo che ha dedicato buona parte della sua carriera alla protezione e al sostegno ai cristiani perseguitati in Medo Oriente e altrove, morto a 45 anni di leucemia il 1° novembre.

“La minoranza religiosa perseguitata dell’Iraq non aveva amico migliore”, ha commentato l’arcivescovo caldeo Bashar Matti Warda di Erbil. “Il fatto che Andrew sia morto il giorno di Ognissanti non è per me un caso. Ci mancherà più di quanto possiamo esprimere”. Le considerazioni finali della conferenza sono state affidate al cardinale Timothy M. Dolan di New York.

La Nigeria sull’orlo del baratro

Rasche ha avvertito che mentre i cristiani in Nigeria affrontano pressioni crescenti, “gli analisti e i policy makers internazionali continuano a concentrarsi esclusivamente sulle motivazioni materiali della violenza, e fin troppo spesso giungono alla contorta conclusione per la quale a verificarsi sono dispute territoriali ed economiche prive di qualsiasi violenza dettata da motivazioni religiose”.

Queste conclusioni, ha affermato, “non reggono di fronte agli indicatori principali sul terreno: le testimonianze delle vittime”.

A sostegno di questa affermazione, ha mostrato video di testimonianze di numerose vittime della violenza in Nigeria, dove il suo Institute for Ancient and Threatened Christianity sta iniziando a documentare l’oppressione.

La violenza, ha osservato, consiste in attacchi che hanno una base religiosa, parzialmente o del tutto. Agli sfollati e ai sofferenti, poi, non sta arrivando alcun aiuto governativo o internazionale, offerto solo da ONG con base ecclesiale o private.

“Allo stesso modo, non si sta fornendo né offrendo protezione e giustizia ai cristiani afflitti”, ha sottolineato Rasche, indicando che “un tema ricorrente è invece il fatto che il Governo nella migliore delle ipotesi non sta facendo niente, e nel peggiore è complice”.

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Tags:
africanigeriapersecuzione cristiani
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